Il semplice motivo per cui l’influenza quest’anno potrebbe essere terribile

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Mentre in Italia la stagione influenza è iniziata in modo abbastanza vivace, e negli Stati Uniti in modo insolitamente tranquillo, i segnali provenienti dall’estero suggeriscono che la calma potrebbe presto finire.

Diversi Paesi stanno infatti registrando un aumento significativo dei casi, trainato da una variante del virus influenzale A H3N2 che si è evoluta rapidamente durante l’estate. Gli esperti temono che questa nuova versione possa sfuggire almeno in parte all’immunità acquisita, rendendo la stagione 2025-2026 più difficile del previsto.

Una nuova variante che corre più veloce dell’immunità

Donna visitata dal medico

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Nel Regno Unito i tassi di influenza sono aumentati soprattutto tra giovani adulti e bambini in età scolare, secondo dati pubblicati sul British Medical Journal. La maggioranza dei casi è attribuita a un nuovo ceppo H3N2 che ha accumulato sette mutazioni in pochi mesi. Mutazioni di questo tipo non rendono il virus completamente nuovo, ma lo rendono sufficientemente diverso da ridurre l’efficacia dell’immunità generata da infezioni e vaccini precedenti.

E sono proprio queste mutazioni che rendono la variante attuale poco simile al ceppo H3N2 incluso nel vaccino di quest’anno, ma attenzione: questo non significa che il vaccino sia inutile, ma suggerisce un potenziale scarto tra ciò contro cui siamo protetti e ciò che circola realmente.

L’esperienza dell’emisfero sud come campanello d’allarme

Gli specialisti osservano tutti gli anni la stagione influenzale dell’emisfero sud per prevedere ciò che potrebbe accadere nel nord. In Australia, Nuova Zelanda e Sud America la stagione 2025 è stata caratterizzata proprio da questa variante H3N2, ora classificata come sottoclade K, che ha mostrato una scarsa corrispondenza con il vaccino stagionale.

Rapporti pubblicati sulla rivista dell’Association of Medical Microbiology and Infectious Disease Canada indicano che la sottovariante K è destinata a diventare dominante anche nell’emisfero settentrionale. Il Giappone ha già dichiarato un’epidemia influenzale a ottobre, come riportato su Nature, anche se non è ancora chiaro quanto la sottovariante K contribuisca al numero totale dei casi.

Perché vaccinarsi resta fondamentale

Nonostante la possibile parziale non corrispondenza tra vaccino e variante circolante, gli esperti ricordano che la vaccinazione rimane il mezzo più efficace per ridurre complicanze, ricoveri e accessi in pronto soccorso.

Anche un vaccino “imperfetto” protegge dalle forme più gravi della malattia.

Con la stagione influenzale ormai alle porte, chi non è ancora vaccinato dovrebbe farlo al più presto. Il timore degli specialisti non è tanto l’aumento dei casi in sé, quanto l’impatto su ospedali e pronto soccorso se molti individui “scoperti” dovessero ammalarsi contemporaneamente.

Leggi anche: I sintomi dell’influenza che sta girando adesso

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