Ma lo sai che ci sono medicinali che peggiorano la memoria?

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Se ti capita di sentirti meno lucido del solito o se noti che la tua memoria inizia a perdere colpi, potresti pensare che sia un segno inevitabile del tempo che passa o di un periodo particolarmente faticoso. Spesso però la spiegazione si nasconde tra le pieghe della tua terapia quotidiana. Molti farmaci comunemente prescritti per disturbi frequenti possono interferire con i processi cognitivi, creando quella che spesso viene definita nebbia mentale o una vera e propria difficoltà nel fissare nuovi ricordi.

Uomo conta gocce di un farmaco su un cucchiaino

Shutterstock/Jaromir Chalabala

L’effetto dei farmaci anticolinergici sulla tua attenzione

Una delle categorie più ampie di medicinali che possono influenzare la tua memoria è quella dei farmaci con attività anticolinergica. Questi prodotti agiscono bloccando l’acetilcolina, un messaggero chimico fondamentale per l’apprendimento e la memoria a breve termine. Puoi trovare questa proprietà in farmaci molto diversi tra loro: alcuni antistaminici di vecchia generazione usati per le allergie, farmaci per il controllo dell’incontinenza urinaria o alcuni antidepressivi.

Se assumi uno di questi prodotti potresti notare una sensazione di confusione o una maggiore lentezza nel ragionamento. L’effetto è spesso cumulativo, il che significa che se ne utilizzi più di uno contemporaneamente il rischio che la tua memoria ne risenta aumenta sensibilmente. Il consenso scientifico indica che, specialmente con l’avanzare dell’età, il cervello diventi più sensibile alla riduzione di acetilcolina, rendendo questi effetti collaterali più evidenti e talvolta preoccupanti per chi li sperimenta.

Tranquillanti e sonniferi: l’impatto sulla lucidità

Un altro gruppo di farmaci che spesso interferisce con la qualità dei tuoi ricordi è quello delle benzodiazepine, utilizzate frequentemente per gestire l’ansia o per favorire il sonno. Questi medicinali agiscono rallentando l’attività del sistema nervoso centrale. Se da un lato questo ti aiuta a sentirti più calmo o a addormentarti, dall’altro può ostacolare il trasferimento delle informazioni dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine.

Chi utilizza questi farmaci in modo continuativo riferisce spesso una sensazione di ottundimento. Il cervello fatica a consolidare ciò che accade durante la giornata e questo può tradursi in piccoli vuoti di memoria o nella sensazione di vivere in una bolla. Le linee guida attuali raccomandano per questo motivo di limitare l’uso di questi sedativi a brevi periodi, preferendo approcci diversi per la gestione dell’insonnia e dello stress quando possibile.

Come gestire la tua terapia senza rischi

Se sospetti che un farmaco stia peggiorando la tua memoria non devi mai sospenderlo autonomamente. Una interruzione brusca potrebbe causare effetti da sospensione o un peggioramento della patologia per cui ti è stato prescritto. La strategia corretta consiste nel parlarne con il tuo medico chiedendo una revisione della terapia. In molti casi è possibile sostituire il farmaco incriminato con una molecola più moderna che non attraversa la barriera tra sangue e cervello o che ha un impatto minore sui neurotrasmettitori legati alla memoria.

Può capitare che il medico decida di ridurre gradualmente il dosaggio o di valutare se il farmaco sia ancora necessario. Spesso si scopre che medicinali iniziati anni prima per un problema temporaneo sono diventati una presenza fissa senza una reale utilità clinica attuale. Pulire lo schema terapeutico dai farmaci non essenziali è uno dei modi più efficaci per restituire brillantezza alla mente.

Sostenere la memoria attraverso lo stile di vita

Oltre a ottimizzare i farmaci puoi fare molto per proteggere le tue funzioni cognitive attraverso le tue scelte quotidiane. Una buona idratazione ad esempio è fondamentale: anche una lieve disidratazione può peggiorare la concentrazione e far sembrare un farmaco più “pesante” di quanto non sia. Il movimento fisico regolare favorisce l’ossigenazione cerebrale e la produzione di fattori che proteggono i neuroni, agendo come un vero e proprio contrappeso naturale agli effetti sedativi di alcune terapie.

Cerca di curare l’igiene del sonno privilegiando l’esposizione alla luce solare durante il giorno e riducendo gli stimoli luminosi la sera. Questo può aiutarti a ridurre la dipendenza dai sonniferi, migliorando indirettamente la tua capacità di ricordare. Anche seguire un’alimentazione equilibrata supporta la salute vascolare e cognitiva generale, aiutando a preservare il benessere del cervello nel tempo.

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