Zecca sul cane? Perché i rimedi della nonna sono un errore pericoloso

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Se ti è capitato di accarezzare il tuo cane e sentire sotto le dita una piccola protuberanza dura e liscia, conosci bene quella stretta al cuore che precede la scoperta di una zecca. La tentazione immediata è quella di agire in fretta per liberare il tuo compagno da questo parassita, e magari ti è stato suggerito di usare un batuffolo imbevuto di olio, alcol o smalto per unghie. Per quanto questi rimedi popolari siano diffusi, la ricerca scientifica e le principali associazioni veterinarie sconsigliano caldamente il loro utilizzo. Il rischio non è solo quello di un’estrazione incompleta, ma di favorire attivamente la trasmissione di malattie pericolose.

Il riflesso del rigurgito e il rischio di infezione

Il motivo principale per cui non dovresti mai versare sostanze irritanti su una zecca riguarda la sua fisiologia. Questi parassiti respirano attraverso piccoli fori laterali e hanno un metabolismo estremamente lento. Se provi a “soffocarla” con l’olio o a irritarla con l’alcol, la zecca non morirà all’istante e non si staccherà spontaneamente per cercare aria. Al contrario, entrerà in una condizione di stress ipossico, ovvero una grave carenza di ossigeno.

In questa situazione di sofferenza, il parassita reagisce rigurgitando il contenuto del suo apparato digerente direttamente nel sangue del tuo cane. Si tratta di un passaggio critico perché è proprio nel contenuto gastrico della zecca che si annidano batteri e virus. Pratiche di questo tipo aumentano drasticamente la probabilità che il tuo animale contragga patologie serie come la malattia di Lyme o l’Ehrlichiosi. L’obiettivo deve essere quello di rimuovere la zecca senza infastidirla eccessivamente, riducendo al minimo lo scambio di fluidi biologici.

La tecnica corretta per la rimozione meccanica

Per togliere una zecca in modo sicuro devi procedere per via meccanica utilizzando strumenti appositi, come le pinzette a punta sottile o i ganci specifici che trovi in farmacia o nei negozi per animali. Afferra il parassita il più vicino possibile alla superficie della pelle, cercando di fare presa sulla testa e non sul corpo gonfio di sangue. Una pressione eccessiva sull’addome della zecca agirebbe come una sorta di siringa, iniettando i patogeni nel cane.

Una volta fatta presa, esercita una trazione costante verso l’alto senza strappare bruscamente. Se usi i ganci appositi, un leggero movimento rotatorio può aiutare a disimpegnare il rostro, ovvero la parte boccale con cui la zecca si ancora. Se noti che un piccolo frammento nero è rimasto conficcato nella pelle, non farti prendere dal panico. Spesso si tratta solo dell’apparato boccale che non è più in grado di trasmettere malattie. Il corpo del tuo cane tenderà a espellerlo naturalmente come farebbe con una piccola spina, formando una piccola crosticina nel giro di pochi giorni.

Cosa fare e cosa osservare dopo l’estrazione

Dopo aver rimosso la zecca, pulisci accuratamente la zona con un disinfettante comune. Una lieve reazione locale nel punto del morso è normale e tende a risolversi spontaneamente. Nei giorni e nelle settimane successive presta attenzione al comportamento generale del cane. Le linee guida attuali indicano che se il tuo compagno appare particolarmente abbattuto, inappetente, manifesta febbre o episodi di zoppia, è necessario consultare il veterinario.

Questi sintomi possono comparire anche a distanza di tempo e segnalano che il parassita potrebbe aver trasmesso un’infezione. Portare con te la zecca in un barattolino chiuso per mostrarla al medico può essere utile, ma la cosa fondamentale rimane l’osservazione clinica del cane. Ricorda che la prevenzione attraverso l’uso regolare di antiparassitari specifici resta la difesa più solida. Controllare quotidianamente il pelo dopo le passeggiate nell’erba alta o nei boschi ti permette di intervenire tempestivamente, spesso prima ancora che la zecca riesca ad ancorarsi saldamente.

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