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Quando pensi alle zecche, probabilmente immagini un fittobosco alpino o un pascolo isolato ad alta quota. In realtà la zecca dei boschi (Ixodes ricinus) vive benissimo anche vicino al mare, in collina e persino nei centri abitati. Ti sarà capitato di fare una passeggiata nel parco cittadino, di sistemare le siepi del giardino di casa o di accompagnare il cane in un prato di periferia. Sono proprio questi i contesti in cui è più facile subire un morso, proprio perché tendiamo a tenere la guardia abbassata.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
Erba alta, giardini e cataste di legna: i microhabitat ideali
Le zecche non amano il sole battente né l’aria troppo secca. Cercano umidità e ombra, condizioni che trovano nell’erba alta ai margini dei sentieri, tra le foglie secche accumulate sotto gli alberi, nei cespugli dei giardini privati e perfino attorno alle cataste di legna. Piccoli mammiferi come topi, ricci e lepri, ma anche uccelli e animali domestici, trasportano questi parassiti negli spazi verdi che frequenti tutti i giorni. Non serve scalare una montagna per incrociarle: basta sfiorare la vegetazione bassa durante un pomeriggio al parco o mentre tagli il prato di casa.
Strategie semplici per prevenire il morso
Conoscere le abitudini di questi piccoli artropodi ti permette di adottare accorgimenti pratici senza rinunciare al piacere di stare all’aria aperta. Quando cammini in aree verdi, rimani al centro del sentiero ed evita di inoltrarti nella vegetazione folta. Le zecche non volano e non saltano dall’alto: restano in attesa sulle punte dell’erba e si attaccano ai vestiti o alla pelle quando ci passi accanto.
Se stai pianificando un pomeriggio di giardinaggio o una gita vicino a casa, indossa calzature chiuse e pantaloni lunghi, possibilmente infilati nei calzini per sbarrare la strada al parassita. Scegliere abiti di colore chiaro rende molto più facile individuare una zecca mentre cammina sui tessuti, prima che trovi un punto scoperto. Le linee guida attuali raccomandano di associare a queste misure l’uso di repellenti cutanei efficaci contro le zecche da applicare sulle zone di pelle esposte. Una volta rientrato a casa, prenditi un momento per ispezionare il corpo. Fai attenzione alle zone di piega come l’incavo delle ginocchia, l’inguine, le ascelle, la pancia e il cuoio capelluto, un controllo che diventa particolarmente utile nei bambini.
Cosa fare in caso di morso
Scoprire una zecca ancorata alla cute può provocare un po’ di ansia, ma gestire la situazione richiede solo un pizzico di attenzione e i gesti giusti. Agire con tempestività riduce nettamente la possibilità che il parassita trasmetta infezioni batteriche come la malattia di Lyme. L’estrazione rapida non previene il contagio dell’encefalite virale da zecca, poiché il virus si trova nelle ghiandole salivari del parassita e viene trasmesso quasi immediatamente al momento del morso.
Usa una pinzetta a punte sottili, afferra la zecca aderendo bene alla pelle e tira verso l’alto con una trazione delicata e costante, senza strappi e senza ruotare. Evita nel modo più assoluto di applicare alcol, olio, acetone o fonti di calore prima di averla estratta. Queste sostanze provocano un soffocamento del parassita che lo induce a rigurgitare il contenuto gastrico, aumentando il rischio di contagiarsi. Dopo l’estrazione, disinfetta l’area e segna la data sul calendario. Nei trenta giorni successivi osserva la cute: se noti una macchia rossa a bersaglio che si espande a cerchio o se compaiono febbre e dolori muscolari, rivolgiti al tuo medico di medicina generale per impostare la terapia corretta.
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