Unghia incarnita? L’errore che facciamo quasi tutti nel tagliarla

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La regola pratica più condivisa è semplice: le unghie dei piedi vanno tagliate diritte, senza accorciarle troppo e lasciando visibili gli angoli. Scavare lungo i lati o arrotondarli profondamente può favorire l’incarnimento. Anche scarpe strette, traumi ripetuti e sudorazione possono contribuire, ma il problema non dipende sempre da come si esegue la pedicure.

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Che cosa succede quando l’unghia si incarna

L’unghia incarnita compare quando il bordo della lamina preme, traumatizza o penetra nella pelle circostante. Il risultato può essere dolore, sensibilità, gonfiore e una reazione infiammatoria.

L’arrossamento, da solo, non significa necessariamente che sia presente un’infezione batterica. Una parte dell’infiammazione può essere la risposta della pelle al trauma meccanico e al margine ungueale, che si comporta come un corpo estraneo. In alcuni casi può poi comparire un’infezione secondaria.

La forma dell’unghia e del dito ha un ruolo. Curvatura della lamina, deformità del piede e altre caratteristiche individuali possono predisporre al disturbo. Per questo una persona può svilupparlo anche se taglia correttamente le unghie: non è sempre conseguenza di una cattiva cura personale.

Gli errori più comuni nel taglio

Il primo errore è tagliare l’unghia troppo corta, soprattutto ai lati. Il secondo è inclinare forbici o tronchesi verso gli angoli, cercando di seguire una forma molto arrotondata. Così può rimanere una piccola punta di unghia che, durante la crescita, continua a premere o penetrare nella piega cutanea. Anche strappare l’unghia anziché tagliarla in modo controllato può produrre un margine irregolare.

È preferibile eseguire un taglio trasversale, diritto e non troppo vicino alla pelle. Se restano asperità, puoi limarle delicatamente senza eliminare gli angoli visibili.

E se l’unghia è già incarnita? Continuare a scavare, tentare di estrarre la parte penetrata o manipolare ripetutamente la zona può aggravare il trauma locale. L’eventuale rimozione mirata del margine incarnito è una procedura professionale, non l’equivalente di un taglio domestico.

Scarpe, traumi e umidità

Scarpe appuntite o strette sull’avampiede, così come calze eccessivamente costrittive, possono comprimere le dita e mantenere irritato il solco ungueale. Conviene scegliere calzature comode, con spazio sufficiente davanti e ai lati delle dita.

Anche i traumi ripetuti, talvolta legati allo sport o a scarpe che comprimono il piede durante l’attività, sono considerati possibili fattori predisponenti. Questo non significa che uno specifico sport causi inevitabilmente il problema o debba essere evitato: contano anche anatomia individuale e calzature utilizzate.

Sudorazione eccessiva e scarsa igiene sono risultate associate a una maggiore probabilità di unghia incarnita. Mantenere i piedi puliti e asciutti è ragionevole, ma non garantisce di prevenire il disturbo o le recidive. Nel complesso, queste indicazioni derivano soprattutto dal consenso clinico e da studi osservazionali: sono condivise, ma non permettono di quantificare con precisione il rischio individuale.

Quando chiedere una valutazione

È opportuno consultare un medico o un podologo se l’unghia non migliora, oppure se compaiono:

  • dolore o gonfiore importanti;
  • pus;
  • arrossamento che si estende;
  • febbre o brividi.

Gli antibiotici non sono indicati di routine per il solo arrossamento localizzato. Possono servire quando è presente un’infezione dei tessuti molli clinicamente manifesta e devono essere prescritti dopo una valutazione.

Se hai il diabete e sospetti un’unghia incarnita, richiedi tempestivamente assistenza: le lesioni del piede possono avere conseguenze più serie e il trattamento dovrebbe essere affidato a un professionista adeguatamente formato.

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