E tu dormi sul fianco destro o sinistro? Perché no, non è la stessa cosa

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Il fianco su cui ti addormenti lo sceglie quasi sempre l’abitudine. Per molte persone va bene così. C’è però una situazione in cui destra e sinistra smettono di essere equivalenti: il reflusso che dà fastidio di notte. Negli adulti che ne soffrono, il fianco sinistro lascia risalire meno acido verso l’esofago rispetto al destro.

Fuori da quel caso la domanda cambia forma. In gravidanza avanzata, nell’apnea del sonno e nei neonati, il confronto che conta davvero è fianco contro schiena, non sinistra contro destra. Capire quale delle due domande ti riguarda è il modo più rapido per sapere se la posizione in cui dormi merita attenzione.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Perché col reflusso il fianco sinistro fa differenza

Quando si misura con strumenti quanto acido arriva nell’esofago durante la notte, chi dorme a sinistra mostra una minore esposizione dell’esofago all’acido rispetto a chi dorme a destra. Il dato è fisiologico e poggia su numeri piccoli: l’analisi che riunisce i risultati include due studi osservazionali, 67 pazienti in tutto.

Si tende a spiegare questa differenza con l’anatomia. È un’ipotesi che aiuta a capire, ma resta separata da ciò che è stato misurato. E meno acido registrato, da solo, basta a dire poco sulle complicanze del reflusso nel lungo periodo.

La domanda pratica è se tutto questo si traduca in meno bruciore. Un solo studio randomizzato lo ha verificato su 100 persone con sintomi notturni, per due settimane. Un dispositivo che favoriva il fianco sinistro e scoraggiava il destro ha migliorato i sintomi: la riduzione prevista l’ha raggiunta il 44% di chi lo usava, contro il 24% di chi aveva un dispositivo simulato.

Quei numeri riguardano un dispositivo, non il semplice proposito di girarsi a sinistra, e un periodo breve. I sintomi notturni sono migliorati, mentre un effetto sulla qualità del sonno nel suo insieme resta da dimostrare.

Lo stesso vale per app e oggetti che promettono di tenerti in posizione. Il risultato di un dispositivo si ferma a quel dispositivo, e un recente studio su un’app per smartwatch mancava di un gruppo di confronto. Se hai reflusso notturno, il fianco sinistro resta preferibile al destro, con prove di beneficio sui sintomi ancora limitate.

In gravidanza la domanda giusta è un’altra

A molte donne incinte viene detto di dormire a sinistra. Dopo la ventottesima settimana, però, l’analisi più completa disponibile, che mette insieme i dati individuali di cinque studi, trova un rischio di morte fetale tardiva praticamente sovrapponibile tra chi si addormenta sul fianco destro e chi sul sinistro.

Sono dati osservazionali: lasciano spazio a qualche incertezza, ma tolgono fondamento all’obbligo di scegliere il lato sinistro.

Dagli stessi studi emerge un’associazione diversa: addormentarsi sulla schiena si accompagna a un rischio maggiore. Per questo il servizio sanitario britannico consiglia, dopo 28 settimane, di evitare di addormentarsi sulla schiena e di scegliere uno qualsiasi dei due fianchi.

Conta soprattutto il momento in cui ti addormenti. Se durante la notte ti svegli supina, l’indicazione è semplice: girati su un fianco e riaddormentati, senza allarmarti.

Apnea e neonati: quando conta la schiena

Anche nell’apnea ostruttiva del sonno, cioè le pause del respiro durante la notte, la posizione può pesare. In alcune persone gli episodi dipendono proprio da come si sta a letto, e una terapia che evita la posizione supina può ridurli e attenuare un po’ la sonnolenza di giorno. Anche qui si confronta il fianco con la schiena, senza distinguere tra i due lati.

Gli studi sono piccoli e brevi. Questa terapia riduce gli episodi meno della CPAP, l’apparecchio che mantiene aperte le vie respiratorie con un flusso d’aria attraverso una maschera, e per questo va considerata qualcosa di diverso da un suo sostituto automatico.

Per i lattanti vale una regola opposta, sostenuta da prove più solide di tutte le precedenti. Nel primo anno di vita vanno messi a dormire sulla schiena, non su un fianco, anche quando hanno reflusso.

Il consiglio del fianco sinistro, pensato per gli adulti, va lasciato agli adulti. Per i bambini che hanno già imparato a girarsi da soli in entrambi i sensi esistono indicazioni specifiche.

Quando cambiare fianco non basta

Girarsi a sinistra è un aggiustamento, non una cura del reflusso.

Alcuni segnali richiedono una valutazione medica, qualunque sia la posizione in cui dormi:

In questi casi le linee guida prevedono accertamenti, a partire dall’endoscopia. Anche un dolore al petto va valutato come tale, senza darlo per scontato come reflusso.

C’è infine un’informazione che il fianco sinistro ti dà anche quando non funziona. Se il bruciore notturno continua nonostante il cambio di lato, quel dettaglio pesa: la posizione può ridurre l’acido che risale, ma sintomi che persistono vanno capiti, non soltanto spostati da un lato all’altro del letto.

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