Invecchiare: perché spesso ci sentiamo più giovani di quanto siamo

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Puoi sentirti più giovane della tua età e, nello stesso tempo, essere meno soddisfatto del modo in cui invecchi. È la distinzione che emerge da una ricerca che ha seguito per sei anni persone tra i 70 e i 104 anni, osservando come cambiavano tre aspetti della loro percezione di sé.

Nel gruppo esaminato, l’età che le persone sentivano di avere è rimasta, in media, circa 13 anni sotto quella anagrafica. La soddisfazione per il proprio invecchiamento, invece, è diminuita nel tempo. Si tratta di andamenti medi: non descrivono necessariamente il percorso di ogni partecipante.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Tre modi di percepire la propria età

Per capire il risultato, occorre distinguere le domande poste nello studio. Una riguardava l’età che una persona sentiva di avere, un’altra l’età che attribuiva al proprio corpo. La terza riguardava quanto fosse soddisfatta del proprio invecchiamento. Sono valutazioni personali, non misure della salute fisica.

La distanza tra età fisica percepita ed età anagrafica si è ridotta durante i sei anni. Nello stesso periodo, la distanza media tra età sentita ed età anagrafica è rimasta intorno ai 13 anni. Le due percezioni, quindi, non hanno seguito lo stesso andamento.

L’età iniziale contava per i cambiamenti

Anche tra persone della stessa fascia d’età, i cambiamenti non erano identici. Nelle analisi che tenevano conto delle differenze iniziali, un’età anagrafica più avanzata era associata a un calo maggiore della soddisfazione per l’invecchiamento. Era associata anche a un aumento della distanza tra l’età sentita e quella anagrafica.

Il numero di malattie presenti all’inizio era legato, invece, a cambiamenti meno marcati in quest’ultima distanza. Sono associazioni osservate: questi dati non mostrano che l’età o le malattie abbiano causato i cambiamenti nella percezione di sé.

Che cosa indica questo andamento

Sentirsi più giovani non è, in questa ricerca, una misura sostitutiva della soddisfazione per l’invecchiamento. Il divario medio tra età sentita ed età anagrafica è rimasto simile nell’arco di sei anni, mentre la soddisfazione è scesa. Inoltre, l’età attribuita al proprio corpo ha seguito un’altra traiettoria.

La conclusione riguarda le percezioni riferite dalle persone seguite nello studio, tra i 70 e i 104 anni. Mostra che diversi aspetti del modo in cui si vive la propria età possono cambiare in direzioni diverse; non stabilisce perché accada.

Fonte: Self-perceptions of aging: do subjective age and satisfaction with aging change during old age?

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