Candida maschile: i segnali “subdoli” che molti scambiano per altro

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Spesso si pensa alla candidosi come a un problema esclusivamente femminile, ma la realtà clinica ci dice che può colpire anche gli uomini, manifestandosi talvolta in modo subdolo. Se ti accorgi di un leggero fastidio o di un cambiamento nell’aspetto dei tuoi genitali, è normale provare un po’ di preoccupazione o imbarazzo. Ma comprendere i segnali che il tuo corpo ti invia è il primo passo per risolvere il problema in modo rapido e senza complicazioni. L’infezione è causata dalla Candida albicans, un fungo che vive normalmente nel nostro organismo ma che, in determinate circostanze, può moltiplicarsi in modo eccessivo.

I segnali sottili a cui prestare attenzione

Potresti notare i primi sintomi sotto forma di un prurito persistente o di una sensazione di bruciore localizzata sulla punta del pene, in particolare sul glande. In alcuni casi, la pelle appare arrossata, lucida o leggermente gonfia. Questa condizione prende il nome di balanite e può essere accompagnata dalla comparsa di piccole macchie rosse o di una secrezione biancastra che ricorda vagamente la consistenza della ricotta. Se noti che il prepuzio è diventato meno elastico o se avverti dolore durante i rapporti sessuali o nel momento della minzione, è probabile che l’infezione sia in fase attiva. In molti uomini i sintomi sono così lievi da essere scambiati per una semplice irritazione da sfregamento o da sudore, ma ignorarli può portare a una cronicizzazione del problema.

Perché la Candida colpisce proprio ora

Questo microrganismo è un ospite abituale della nostra pelle e delle mucose. Diventa un problema solo quando l’equilibrio della flora batterica si altera. Se hai concluso da poco un ciclo di terapia antibiotica, potresti aver eliminato involontariamente i batteri benefici che controllano la crescita dei funghi. Un altro fattore determinante è il livello di zuccheri nel sangue. La Candida prolifera in ambienti ricchi di zuccheri: se soffri di diabete non ben compensato, il livello elevato di glucosio nei tessuti offre al fungo il terreno ideale per moltiplicarsi. Anche periodi di forte stress psicofisico possono indebolire le tue difese immunitarie, rendendoti più vulnerabile a questa aggressione.

Abitudini quotidiane e stile di vita

Puoi intervenire efficacemente sulla prevenzione e sulla guarigione modificando alcuni aspetti della tua routine. L’igiene è fondamentale, ma non deve essere ossessiva. Usare detergenti troppo aggressivi o profumati altera il pH naturale della pelle, favorendo paradossalmente l’infezione. Scegli saponi neutri e, cosa fondamentale, assicurati di asciugare bene la zona dopo ogni lavaggio. L’umidità è la migliore alleata dei funghi. Per quanto riguarda l’abbigliamento, preferisci sempre biancheria in cotone ed evita i tessuti sintetici o i pantaloni eccessivamente stretti che impediscono alla pelle di traspirare, creando un microclima caldo-umido deleterio.

Quando consultare il medico e come muoversi

Se sospetti un’infezione, l’uso di creme antimicotiche locali prescrittibili dal medico o dal farmacista solitamente risolve il quadro in una o due settimane. Ma se noti che la candidosi tende a ripresentarsi con frequenza, non limitarti a curare il sintomo. Una candidosi maschile recidivante può essere la spia di un problema di salute sottostante ancora non diagnosticato, come un’alterazione del metabolismo degli zuccheri. Se hai un partner stabile, le linee guida attuali raccomandano di non effettuare terapie di coppia in assenza di disturbi nell’altra persona. La candidosi non è infatti classificata come un’infezione a trasmissione sessuale. Il consenso scientifico indica che curare il partner asintomatico per scongiurare un presunto “effetto ping-pong” non è utile per prevenire eventuali ricadute.

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