Mal di schiena: cosa succede davvero se ti metti a testa in giù?

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Se ti capita di soffrire di mal di schiena o cerchi un modo diverso per rilassarti, potresti aver sentito parlare dei benefici dell’inversione, cioè la pratica di mettersi a testa in giù usando specifiche panche d’inversione o particolari posizioni dello yoga. L’idea che capovolgere il corpo possa “allungare” la colonna vertebrale o liberare la mente ha un forte fascino. Prima di provare, però, conviene capire cosa accade davvero alla tua pressione e al tuo sistema cardiocircolatorio quando sfidi la gravità.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Cosa succede al corpo a testa in giù

Quando il corpo si capovolge, la gravità smette di tirare il sangue verso i piedi e lo spinge rapidamente verso il torso e la testa. Il cuore riceve un volume maggiore di sangue e deve adattarsi al nuovo carico. Per rispondere a questo afflusso improvviso, i vasi sanguigni cercano di compensare, ma la pressione arteriosa nella parte superiore del corpo, in particolare nei vasi cerebrali e negli occhi, sale in modo rapido. Allo stesso tempo, le vertebre si allontanano leggermente tra loro, riducendo per qualche minuto la pressione sui dischi intervertebrali. Questo momento di scarico meccanico è il motivo per cui alcune persone provano un immediato senso di sollievo alla zona lombare.

I potenziali benefici e i loro limiti

L’effetto di decompressione vertebrale può offrire un sollievo temporaneo contro la rigidità muscolare e alcune forme di lombalgia. Chi pratica posizioni a testa in giù riferisce anche una sensazione di rilassamento o di maggiore chiarezza mentale, legata al cambiamento della circolazione e alla respirazione profonda richiesta da questi esercizi. Il consenso scientifico indica però che questo beneficio sulla schiena è momentaneo: una volta tornati in posizione eretta, la gravità riprende a comprimere la colonna. Non si tratta quindi di una terapia risolutiva per i problemi articolari, ma al massimo di uno strumento complementare di breve durata.

Quando evitare l’inversione per proteggere la salute

I cambiamenti della circolazione causati dalla posizione capovolta non sono adatti a tutti. Le linee guida attuali raccomandano di evitare questa pratica se si soffre di ipertensione arteriosa, malattie cardiache o precedenti di ictus, poiché il rapido aumento della pressione sanguigna può rivelarsi pericoloso. La stessa cautela si applica a chi soffre di glaucoma o altre patologie oculari, perché la pressione all’interno dell’occhio aumenta in modo significativo. Questo esercizio è sconsigliato anche in caso di disturbi dell’equilibrio o dell’orecchio interno e durante la gravidanza.

Alternative sicure per alleviare la schiena e rilassarsi

Se cerchi i benefici dell’inversione senza correre rischi per la pressione, puoi orientarti su soluzioni più dolci e prive di controindicazioni. Una delle opzioni migliori consiste nello sdraiarsi a terra e appoggiare le gambe alzate al muro, mantenendo il busto orizzontale: questa posizione favorisce il ritorno venoso e il rilassamento senza sovraccaricare il capo. Per la colonna vertebrale, attività costanti come il nuoto, le camminate e gli esercizi di rafforzamento della muscolatura addominale e lombare offrono risultati ben più duraturi. Se hai dubbi sulla tua idoneità fisica, confrontati con il tuo medico prima di cimentarti in posizioni capovolte.

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