Quante volte alla settimana è giusto allenarsi dopo i 50 anni? Meno di quanto pensi

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Superata la soglia dei 50 anni il corpo umano va incontro a cambiamenti fisiologici inevitabili, tra cui una progressiva riduzione della massa muscolare (sarcopenia) e un rallentamento del metabolismo basale.

In questa fase della vita l’esercizio fisico cessa di essere una mera questione estetica o prestazionale e diventa un vero e proprio strumento terapeutico preventivo tuttavia, affinché sia efficace e sicuro, il dosaggio dell’attività fisica deve seguire parametri precisi.

Le linee guida più autorevoli a livello globale, redatte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), forniscono indicazioni chiare che superano il generico consiglio di “muoversi un po’”.

La componente aerobica: durata e intensità

Coppia che si allena

Shutterstock/290626814

Per la fascia di età adulta, che include i cinquantenni, l’OMS raccomanda un volume settimanale di attività aerobica ben definito per ottenere benefici sostanziali in termini di salute cardiovascolare e metabolica.

Le indicazioni suggeriscono:

  • Almeno 150-300 minuti di attività fisica aerobica di intensità moderata alla settimana.
  • Oppure almeno 75-150 minuti di attività fisica aerobica di intensità vigorosa alla settimana.
  • Una combinazione equivalente delle due modalità.

Per “intensità moderata” si intende uno sforzo che accelera il battito cardiaco ma permette ancora di parlare (come una camminata veloce o un giro in bicicletta in pianura). L’attività “vigorosa” comporta invece un aumento sostanziale della frequenza cardiaca e respiratoria (come il jogging o il nuoto sostenuto).

Distribuire questo minutaggio su 4 o 5 giorni alla settimana è la strategia migliore per garantire un recupero adeguato e mantenere attivo il metabolismo.

L’errore più comune: manca qualcosa

L’errore più comune commesso dopo i 50 anni è limitarsi alla sola attività aerobica, trascurando la forza. Le evidenze cliniche mostrano che preservare il tessuto magro è fondamentale per la salute ossea e la gestione della glicemia.
Le linee guida specificano che:

    • È necessario svolgere esercizi di rafforzamento muscolare almeno 2 giorni alla settimana.
    • Tali esercizi devono coinvolgere tutti i principali gruppi muscolari.

Non è necessario sollevare carichi pesanti come i bodybuilder, ma è indispensabile sottoporre i muscoli a una resistenza (pesi liberi, macchine, elastici o il proprio peso corporeo) sufficiente a stimolare l’adattamento. Questo contrasta la sarcopenia e riduce il rischio di fragilità negli anni successivi.

Limitare la sedentarietà

Oltre alle sessioni di allenamento strutturato, l’OMS pone un forte accento sulla riduzione del comportamento sedentario. Non basta allenarsi un’ora se si passano le restanti dieci seduti. Ogni movimento conta: sostituire il tempo sedentario con attività fisica di qualsiasi intensità (anche leggera) offre benefici per la salute.

Per chi ha superato i 50 anni e presenta condizioni croniche specifiche, è fondamentale consultare il proprio medico per adattare queste linee guida al quadro clinico individuale. L’obiettivo non è la performance atletica, ma la costruzione di una riserva funzionale che garantisca salute e autonomia nel tempo.

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