Usi dolcificanti zero? La scoperta su DNA e intestino che potrebbe cambiare tutto

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Lo zucchero lo hai ridotto davvero: bibite “zero”, yogurt senza zuccheri aggiunti, una bustina di dolcificante nel caffè al posto del cucchiaino. È una scelta che molte persone fanno con buone ragioni, spesso su consiglio del medico. Per questo può disorientare leggere che uno dei dolcificanti più diffusi è finito sotto la lente di un gruppo di ricercatori. Vale la pena capire che cosa è stato osservato, e soprattutto che cosa non è stato dimostrato.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Che cosa hanno cercato i ricercatori

Lo studio riguarda il sucralosio, un dolcificante artificiale molto usato nei prodotti a ridotto contenuto di zuccheri. Più precisamente, si concentra su una molecola parente stretta, il sucralosio-6-acetato. Questa molecola si forma durante la produzione industriale del dolcificante e può rimanere nel prodotto finito come impurità. Secondo le analisi riportate, in alcuni campioni commerciali arrivava a poco meno dell’1% del totale.

Precedenti esperimenti sui roditori avevano trovato questa sostanza anche nelle feci. Da qui l’ipotesi che potesse formarsi pure nell’intestino, a partire dal sucralosio ingerito. Una valutazione europea più recente ha però messo in dubbio questa lettura.

Che cosa è emerso in laboratorio

Tutti gli esperimenti sono stati condotti in vitro, cioè su cellule e tessuti coltivati in provetta e non su persone. In questo contesto il sucralosio-6-acetato ha mostrato segni di genotossicità: in parole semplici, ha causato rotture nel DNA delle cellule esposte.

I ricercatori hanno usato anche un modello di mucosa intestinale umana coltivata. Qui la sostanza ha attivato geni legati all’infiammazione, allo stress ossidativo e a processi associati ai tumori. La barriera intestinale è risultata meno compatta, e questo è successo anche con il sucralosio stesso. In più, la molecola ha frenato due enzimi del fegato che servono a smaltire diversi farmaci.

Gli autori hanno poi confrontato le quantità trovate nei prodotti con una soglia di riferimento molto bassa, usata per le sostanze capaci di danneggiare il DNA. Secondo i loro calcoli, una sola bevanda dolcificata al giorno potrebbe superarla. Per questo chiedono di rivedere le regole attuali.

Perché questi dati non bastano per concludere

Un risultato in laboratorio segnala un possibile pericolo, non un rischio concreto per chi consuma questi prodotti. Una cellula in coltura non digerisce, non assorbe e non elimina una sostanza come fa un organismo intero. Le dosi a cui le cellule sono state esposte potrebbero non corrispondere a quelle che raggiungono davvero i nostri tessuti.

C’è anche un altro punto. Studi finanziati dall’industria non hanno ritrovato gli stessi effetti sul DNA. Le principali autorità per la sicurezza alimentare, in Europa e negli Stati Uniti, continuano a considerare il sucralosio accettabile negli usi autorizzati. Il loro giudizio si basa su un insieme più ampio di prove, che comprende studi su animali e sull’uomo. La domanda posta dai ricercatori è legittima, ma per ora resta una domanda.

Che cosa puoi portare a casa

Non c’è motivo di allarmarti se ogni tanto consumi prodotti con sucralosio. E non è una buona idea tornare a grandi quantità di zucchero per paura: anche lo zucchero in eccesso ha effetti ben documentati sulla salute.

Questa ricerca ricorda però un principio utile per qualunque dolcificante: la moderazione. Se puoi, scegli più spesso l’acqua, e prova ad abituare gradualmente il palato a sapori meno dolci. Se soffri di disturbi intestinali o assumi farmaci in modo continuativo e hai dubbi, parlane con il tuo medico. Nel frattempo serviranno studi sulle persone per capire se questi segnali di laboratorio abbiano un peso reale.

Fonte scientifica

Paper originale: Toxicological and pharmacokinetic properties of sucralose-6-acetate and its parent sucralose: in vitro screening assays.
Rivista: Journal of toxicology and environmental health. Part B, Critical reviews
DOI: 10.1080/10937404.2023.2213903

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