Usi la cannabis? C’è un legame con la violenza di cui si parla poco

Ultima modifica

Negli ultimi anni la cannabis è entrata nelle conversazioni di tutti i giorni in modo diverso dal passato. Se ne parla nei dibattiti sulla legalizzazione, la si trova in negozi dedicati, qualcuno la descrive come un modo per staccare la sera. Di solito ci si chiede che effetto abbia su memoria, umore o capacità di guidare. Si parla molto meno di un’altra domanda, più scomoda: chi la consuma corre un rischio maggiore di trovarsi coinvolto in episodi di violenza, da una parte o dall’altra? Un ampio lavoro di sintesi ha provato a rispondere raccogliendo i dati disponibili.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Che cosa hanno fatto i ricercatori

Lo studio è una revisione sistematica con metanalisi. Gli autori non hanno raccolto dati nuovi: hanno cercato in modo metodico le ricerche già pubblicate e ne hanno combinato i risultati per ottenere una stima complessiva. Nel calcolo numerico sono entrati oltre sessanta studi, più di cento nell’analisi descrittiva.

Le popolazioni considerate erano due: persone della popolazione generale e pazienti seguiti per disturbi psichiatrici. Per violenza si intendevano aggressioni fisiche, abusi psicologici e violenza sessuale, sia commessi sia subiti. La maggior parte degli studi era di tipo trasversale, cioè scattava una fotografia in un unico momento senza seguire le persone nel tempo.

I risultati in sintesi

Chi usava cannabis aveva più spesso comportamenti violenti. Nella popolazione generale le probabilità risultavano grosso modo doppie rispetto a chi non la usava. Il dato era un po’ più alto tra le persone in cura psichiatrica. L’associazione diventava più marcata quando la violenza era documentata da una condanna penale.

È emerso anche un legame con il rischio di subire violenza, più contenuto ma presente, e più evidente nelle donne. Va detto con chiarezza: subire violenza non è mai responsabilità di chi la subisce. Il dato indica piuttosto contesti in cui la vulnerabilità aumenta.

Perché un legame non è una prova

Il punto più importante riguarda gli studi che hanno seguito le persone nel tempo. Sono i più adatti a capire che cosa viene prima e che cosa dopo, e lì l’associazione si riduceva molto: l’aumento di probabilità era intorno al 17%. Questo suggerisce che una parte del legame osservato nelle “fotografie” possa dipendere da altro.

E gli altri fattori possibili sono tanti. Contano il contesto sociale, i tratti di personalità, l’uso di alcol o altre sostanze, che gli studi non sempre riuscivano a separare del tutto. I lavori inclusi erano anche molto diversi tra loro. È probabile poi che quelli con risultati “positivi” siano stati pubblicati più facilmente, un fenomeno che gonfia le stime. Mancavano quasi sempre informazioni su quanta cannabis si usasse, con che frequenza e di quale potenza. Molti dati, infine, precedono la diffusione dei prodotti più concentrati oggi in circolazione.

Gli autori ipotizzano diversi meccanismi: effetti della sostanza su attenzione, autocontrollo e gestione delle emozioni, irritabilità durante l’astinenza, episodi di sospettosità. Restano ipotesi, non conclusioni dimostrate.

Che cosa puoi portare a casa

Se ti capita di usare cannabis, questo studio non dice che diventerai aggressivo, né che sei in pericolo. Dice che, guardando molte persone insieme, uso di cannabis e violenza tendono a comparire più spesso nello stesso quadro. Perché questo accada non è ancora chiaro.

Può però essere utile ascoltare i segnali che noti in te. Irritabilità, sospettosità o tensione durante l’uso o quando smetti meritano una conversazione con il medico, soprattutto se convivi con un disturbo psichiatrico. Lo stesso vale se la cannabis si somma all’alcol. Per chi assiste persone fragili, parlare apertamente dell’uso di sostanze può aiutare a valutare meglio i rischi. Serviranno studi più accurati per capire se ridurre l’uso riduca davvero la violenza.

Fonte scientifica

Paper originale: Cannabis use is associated with increased risk of violence: A systematic review and meta-analysis
Rivista: Psychological Medicine
DOI: 10.1017/s0033291726105856

Tutte le news di The WOM Healthy su Google

Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.

Seguici su Google
Articoli Correlati
Articoli in evidenza