Lavori di notte? L’effetto inaspettato della melatonina sul tuo corpo

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Per chi lavora di notte, dormire quando fuori c’è luce non è solo una questione di stanchezza. Il corpo continua a seguire, almeno in parte, il suo orologio biologico, e questo può influenzare sonno, appetito, umore e forse anche alcuni processi di riparazione cellulare. Un nuovo studio ha esaminato se la melatonina in compresse, assunta prima del sonno diurno, possa aiutare chi fa turni notturni a recuperare meglio su un piano biologico molto specifico.

Che cosa ha studiato davvero

I ricercatori hanno coinvolto 40 lavoratori notturni in uno studio randomizzato contro placebo, cioè con assegnazione casuale a melatonina o sostanza inattiva. Per quattro settimane, i partecipanti hanno assunto un integratore da 3 mg prima di andare a dormire di giorno, dopo il turno.

L’obiettivo non era vedere se le persone si sentissero più riposate o se si ammalassero di meno. Lo studio ha misurato nelle urine un marcatore biologico, chiamato 8-OH-dG, usato come indicatore della capacità dell’organismo di gestire e riparare un certo tipo di danno ossidativo al DNA. In termini semplici, si tratta di un segnale indiretto di attività di “manutenzione” cellulare.

Che cosa è emerso

Durante il sonno diurno, il gruppo che assumeva melatonina ha mostrato un aumento di questo marcatore rispetto al placebo. L’effetto osservato è stato di circa 1,8 volte, ma il risultato era al limite della significatività statistica. Questo significa che il dato è interessante, ma non abbastanza solido da permettere conclusioni forti.

Nel turno notturno successivo, invece, non è emersa una differenza chiara tra i due gruppi. Il possibile beneficio, quindi, sembrerebbe limitarsi alla finestra del recupero diurno e non protrarsi in modo evidente durante la notte di lavoro seguente.

Il punto importante è questo: lo studio non dimostra che la melatonina prevenga il cancro, né che riduca in modo certo i rischi di salute legati ai turni notturni. Mostra solo un possibile effetto su un indicatore biologico collegato ai meccanismi di riparazione.

Perché può interessarti

Se fai turni serali o notturni, sai bene quanto sia difficile “convincere” il corpo a dormire nel momento sbagliato della giornata. La melatonina è spesso vista come una scorciatoia semplice. Questo studio aggiunge un tassello, perché suggerisce che il suo ruolo potrebbe non riguardare solo il sonno, ma anche alcuni processi interni di recupero.

Ma è bene non andare oltre i dati. Un cambiamento in un biomarcatore non equivale automaticamente a un beneficio clinico reale. Per sapere se questo si traduca in meno malattie servono studi più grandi e molto più lunghi.

Che cosa puoi portare a casa

La lezione più ragionevole è prudente: la melatonina potrebbe avere un effetto utile in chi dorme di giorno dopo un turno notturno, ma per ora siamo ancora in una fase preliminare. Il campione era piccolo, il periodo di osservazione breve e i partecipanti provenivano in gran parte dall’ambito sanitario, quindi non è detto che i risultati valgano per tutti.

C’è anche un altro limite: i ricercatori non hanno misurato direttamente l’esposizione alla luce, che nei turni notturni conta molto perché può sopprimere la produzione naturale di melatonina.

Per la vita quotidiana, il messaggio resta pratico e sobrio. Se lavori di notte, le strategie con basi più solide rimangono proteggere il sonno diurno, ridurre la luce intensa quando vai a dormire e cercare orari il più possibile regolari. Quanto alla melatonina, questi dati non bastano per trasformarla in una raccomandazione generale, ma indicano una pista di ricerca da seguire con attenzione.

Fonte scientifica

Paper originale: Melatonin supplementation and oxidative DNA damage repair capacity among night shift workers: a randomised placebo-controlled trial.
Rivista: Occupational and environmental medicine
DOI: 10.1136/oemed-2024-109824

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