Perché uomini e donne si ammalano diversamente? Non sono gli ormoni

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Forse ti è capitato di notare che alcune malattie sembrano avere delle preferenze. Certe colpiscono più spesso le donne, altre gli uomini, e a volte lo stesso farmaco non funziona allo stesso modo in tutti. Per decenni la spiegazione più citata ha chiamato in causa gli ormoni, cioè estrogeni e testosterone. Una parte della risposta, però, potrebbe trovarsi più in profondità, dentro quasi ogni cellula del nostro corpo.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Che cosa hanno fatto i ricercatori

Non si tratta di un nuovo esperimento ma di una revisione: un lavoro in cui un gruppo di scienziati raccoglie e mette in ordine le ricerche già pubblicate su un tema. Qui il tema sono i cromosomi sessuali, X e Y. Di norma le donne ne hanno due X, gli uomini una X e una Y. Questi cromosomi non agiscono solo sugli organi riproduttivi: sono presenti nelle cellule del cervello, del cuore, del sangue e del sistema immunitario.

Gli autori hanno messo insieme dati provenienti da studi sulle persone, da esperimenti sui topi e da tecniche genomiche, che analizzano il DNA su larga scala. La domanda di fondo era capire quanto i cromosomi sessuali influenzino invecchiamento e malattie per conto proprio, e quanto lo facciano insieme agli ormoni.

Che cosa emerge dalle ricerche raccolte

Il quadro che ne risulta suggerisce che X e Y non siano semplici “interruttori” del sesso biologico. Nelle donne una delle due X viene in gran parte silenziata, ma alcuni geni sfuggono a questo spegnimento. Questo significa che certe proteine possono essere prodotte in quantità diverse rispetto agli uomini, con possibili effetti su immunità, metabolismo e risposta allo stress delle cellule.

Un altro filone riguarda l’età. Con il passare degli anni alcune cellule del sangue maschili possono perdere il cromosoma Y. Questo fenomeno è stato associato a tumori, malattie cardiache, infezioni gravi e Alzheimer. Associato, però, non vuol dire causato: i ricercatori non sanno ancora se questa perdita sia un semplice segnale dell’invecchiamento, un fattore che contribuisce alle malattie, oppure entrambe le cose. Nelle donne può verificarsi una perdita simile di una X, ma le sue conseguenze restano in buona parte sconosciute.

Alcune osservazioni vengono solo da studi sugli animali. Nei topi, per esempio, il fatto che la X attiva provenga dalla madre o dal padre sembra legarsi a come invecchia il cervello. Non sappiamo se valga anche per le persone.

Perché può riguardarti

Se le differenze tra uomini e donne dipendono anche dai cromosomi, e non solo dagli ormoni, la medicina potrebbe un giorno tenerne conto in modo più preciso: nel valutare il rischio di una malattia, nello scegliere una terapia, nel progettare studi clinici capaci di cogliere differenze biologiche reali tra i partecipanti. È una prospettiva interessante, ma resta appunto una prospettiva.

Cosa portare a casa, e cosa no

Oggi non esiste un esame di routine sui cromosomi sessuali pensato per prevenire malattie, e questa revisione non ne propone uno pronto all’uso. Non c’è quindi nulla da cercare o da prenotare sulla base di questa notizia.

Può essere utile ricordare che il rischio di ammalarsi dipende da molti fattori insieme: genetica, età, ambiente, abitudini. I cromosomi non si scelgono, ma movimento regolare, alimentazione equilibrata, sonno sufficiente, niente fumo e controlli periodici restano strumenti validi per tutti. Se questi temi ti sollevano domande sulla tua storia familiare o sulla tua salute, il tuo medico è la persona giusta con cui parlarne.

Fonte scientifica

Paper originale: X and Y chromosomes as determinants of aging and disease.
Rivista: Science (New York, N.Y.)
DOI: 10.1126/science.aeh0145

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