Trauma di guerra: sapevi che colpisce 1 civile su 3 in questo modo?

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Quando pensiamo alle conseguenze psicologiche di una guerra, l’immagine che viene in mente è spesso quella del soldato tornato dal fronte. Ma un conflitto entra anche nelle case di chi non ha mai imbracciato un’arma: nelle notti interrotte dalle sirene, nei trasferimenti forzati, nei lutti, nella fatica di prendersi cura di chi è stato ferito. Se ti sei mai chiesto quanto pesi davvero tutto questo sulla mente delle persone comuni, un nuovo studio condotto in Ucraina offre una prima risposta, con numeri che meritano attenzione e qualche cautela.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Che cosa hanno voluto capire i ricercatori

L’obiettivo era stimare quanto siano diffusi, tra i civili adulti, due disturbi legati al trauma. Il primo è il disturbo da stress post-traumatico, spesso indicato con la sigla PTSD: ricordi intrusivi e angoscianti, tendenza a evitare ciò che richiama l’evento, sensazione costante di allerta. Il secondo è la sua forma complessa, che aggiunge difficoltà a regolare le emozioni, un’immagine di sé segnata dalla colpa o dal senso di inutilità e problemi nelle relazioni.

Per farlo, i ricercatori hanno intervistato al telefono oltre 2.500 adulti scelti in modo casuale nelle regioni sotto il controllo del governo ucraino. Il punto di forza è proprio questo: non si sono concentrati solo su militari o su chi vive vicino alle zone di combattimento, ma hanno cercato di descrivere la popolazione generale. Hanno poi raccolto informazioni sui traumi vissuti nel corso della vita, su quelli legati alla guerra e sui sintomi riferiti dai partecipanti.

I risultati principali

Le persone intervistate hanno riportato molte esperienze traumatiche, sia precedenti sia successive all’invasione su larga scala. Circa una persona su tre soddisfaceva i criteri per uno dei due disturbi: poco più del 25% per la forma classica e un ulteriore 6% per quella complessa.

Alcune caratteristiche risultavano più spesso associate a questi disturbi. Tra queste figurano l’essere donna, un servizio militare pregresso e l’età, con un effetto però molto piccolo. Anche il numero di traumi accumulati nella vita e l’entità delle difficoltà dovute alla guerra erano collegati a una probabilità maggiore. Il dato suggerisce che il peso psicologico tende a crescere con il sommarsi delle esperienze difficili.

Come leggere questi numeri

Si tratta di una fotografia scattata in un unico momento, nel pieno di un conflitto ancora in corso. Per questo non possiamo sapere se i sintomi aumenteranno, diminuiranno o cambieranno nel tempo. Le associazioni osservate non dimostrano un rapporto di causa ed effetto: indicano quali gruppi appaiono più colpiti, non perché lo siano.

C’è anche da considerare che i questionari telefonici si basano su quanto le persone riferiscono, e non equivalgono a una diagnosi fatta da uno specialista. Restano poi escluse le aree non controllate dal governo. Il fatto che la forma complessa sia risultata meno frequente rispetto ad altre stime ha portato gli autori a un’ipotesi prudente: i modelli diagnostici attuali, pensati soprattutto per il dopo trauma, potrebbero descrivere solo in parte ciò che accade quando il pericolo è continuo e imprevedibile.

Che cosa può significare per te

Questo studio non offre indicazioni da applicare nella vita quotidiana, ma aiuta a capire una cosa importante: il trauma di guerra non riguarda solo chi combatte. Se conosci persone arrivate da zone di conflitto, o se hai vissuto tu stesso esperienze simili, sapere che reazioni come incubi, irritabilità o distacco emotivo sono frequenti può ridurre il senso di isolamento o di vergogna.

Questi disturbi si possono affrontare con percorsi di cura specifici, e il sostegno sociale conta quanto quello clinico. Se riconosci in te o in qualcuno vicino segnali che durano nel tempo e rendono difficile la vita di tutti i giorni, parlarne con il medico di famiglia o con un professionista della salute mentale è un primo passo sensato.

Fonte scientifica

Paper originale: Prevalence of exposure to lifetime and war-related traumas, PTSD and complex PTSD in a sample from the Ukrainian general population.
Rivista: European journal of psychotraumatology
DOI: 10.1080/20008066.2026.2697563

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