Dormi male o fai i turni? Il rischio Long Covid che non ti aspetti

Ultima modifica

Per molte persone il lavoro non finisce quando cala la sera. Turni notturni, sonno frammentato, orari che cambiano di continuo fanno parte della vita reale di infermieri, addetti alla logistica, forze dell’ordine, personale dei servizi e di molti altri settori. Un nuovo studio suggerisce che questi ritmi possono contare non solo per la stanchezza quotidiana, ma anche per il rischio di avere sintomi persistenti dopo un’infezione da coronavirus.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Che cosa ha studiato la ricerca

I ricercatori hanno seguito nel tempo un ampio gruppo di adulti in Spagna. All’inizio hanno raccolto informazioni su lavoro notturno e caratteristiche del sonno, compresa la presenza di insonnia cronica. Poi hanno osservato chi, tra i partecipanti, ha contratto l’infezione e chi ha sviluppato sintomi durati oltre tre mesi, cioè il cosiddetto long COVID.

Si tratta di uno studio di coorte prospettico. In parole semplici, significa che le abitudini sono state registrate prima dell’esito di interesse, e questo rende i risultati più solidi di quelli ottenuti guardando indietro nel tempo. Non basta comunque per dimostrare un rapporto di causa-effetto.

I risultati principali

Nel corso di circa due anni, una parte dei partecipanti infettati ha riferito sintomi persistenti. Rispetto a chi lavorava di giorno, chi faceva turni notturni ha mostrato un rischio più alto di sviluppare long COVID. Anche l’insonnia cronica, considerata separatamente, è risultata associata a un aumento del rischio.

Il dato più interessante è che i due fattori sembrano sommarsi. Le persone che lavoravano di notte e avevano anche insonnia cronica presentavano una probabilità ancora maggiore di riportare disturbi prolungati dopo l’infezione. C’è anche un segnale di rischio più elevato tra i lavoratori notturni con obesità.

Lo studio non indica invece che questi fattori aumentino per forza la probabilità di prendere l’infezione in primo luogo. Il punto centrale riguarda piuttosto il recupero dopo la fase acuta.

Perché questa notizia può riguardarti

Il long COVID è una condizione eterogenea: può includere stanchezza marcata, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, fiato corto e altri sintomi che pesano sulla vita quotidiana. Capire quali fattori possono favorirlo interessa non solo chi lavora su turni, ma anche chi convive con un sonno povero o irregolare.

Il messaggio pratico non è che dormire bene garantisca protezione, né che il lavoro notturno conduca inevitabilmente a problemi persistenti. Il punto è più sobrio: sonno e ritmi biologici potrebbero influenzare il modo in cui l’organismo recupera dopo un’infezione. Per una persona comune questo rafforza un’idea già nota, cioè che il sonno non è un lusso ma una parte della salute.

Che cosa possiamo portarci a casa, con prudenza

Se fai turni irregolari o dormi male da tempo, questo studio offre uno spunto ragionevole: vale la pena dare attenzione alla qualità del sonno e alla regolarità degli orari quando possibile. Non come soluzione miracolosa, ma come tassello di salute generale.

Ma ci sono limiti importanti. Lo studio è osservazionale, quindi non prova che il lavoro notturno o l’insonnia causino direttamente il long COVID. Possono esserci altri elementi coinvolti, come stress lavorativo, tipo di mansione, condizioni di salute pregresse o differenze nello stile di vita. C’è anche da dire che i partecipanti appartenevano a una fascia d’età specifica, quindi i risultati non si estendono automaticamente a tutti.

In pratica, il dato più utile è questo: se il tuo sonno è spesso insufficiente o disturbato, non conviene minimizzarlo. Non perché un singolo studio cambi da solo le regole del gioco, ma perché aggiunge un altro motivo per considerare il riposo un fattore serio di benessere e recupero.

Fonte scientifica

Paper originale: Night work, sleep disruption and long-COVID risk: a population-based cohort study
Rivista: Scandinavian Journal of Work Environment & Health
DOI: 10.5271/sjweh.4318

Tutte le news di The WOM Healthy su Google

Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.

Seguici su Google
Articoli Correlati
Articoli in evidenza