Credi che il fumo rovini solo i polmoni? Ecco l’altro organo a rischio

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Molte persone collegano il fumo soprattutto al tumore del polmone. È un’associazione radicata, comprensibile, ripetuta da anni. Ma nella vita reale il tabacco pesa anche su un altro fronte, spesso meno presente nella percezione comune: cuore e circolazione. Ed è proprio qui che un nuovo studio internazionale segnala un problema di conoscenza che riguarda non solo chi fuma, ma anche chi vive o lavora accanto al fumo degli altri.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Che cosa ha studiato la ricerca

I ricercatori hanno analizzato come sia cambiata, nell’arco di circa vent’anni, la consapevolezza dei danni del fumo attivo e del fumo passivo tra adulti fumatori in 46 paesi. I dati arrivano da grandi indagini nazionali, in parte seguite nel tempo e in parte ripetute su campioni rappresentativi.

L’attenzione era rivolta a cinque punti semplici ma cruciali: sapere che il fumo può causare tumore del polmone, malattie cardiache e ictus, e sapere che anche il fumo passivo può contribuire al tumore del polmone e a problemi cardiovascolari.

Parliamo di oltre 240 mila adulti fumatori complessivamente. È quindi uno studio ampio, utile per capire come le persone percepiscono i rischi del tabacco nei diversi contesti del mondo.

I risultati principali

Il dato più chiaro è questo: la conoscenza del legame tra fumo e tumore del polmone è molto alta, sopra il 90% in media nei due grandi insiemi di dati. Quando però si passa alle malattie cardiovascolari, la consapevolezza scende.

In media, una quota più bassa di fumatori sapeva che il fumo è associato a infarto, malattia cardiaca o ictus. Ancora meno riconoscevano i rischi cardiovascolari del fumo passivo. Anche se i numeri variavano da paese a paese, il quadro generale era coerente: i danni al cuore erano meno noti di quelli ai polmoni.

C’è anche un altro elemento importante. Nel complesso, la crescita della conoscenza nel tempo è stata minima, circa 0,14% all’anno considerando tutti gli indicatori. In alcuni paesi la consapevolezza è aumentata, in altri è diminuita, compresi diversi paesi ad alto reddito. Questo suggerisce che i messaggi di salute pubblica non stanno raggiungendo ovunque lo stesso risultato.

Perché questa notizia ti riguarda

Potresti pensare che si tratti solo di un problema di informazione. In realtà sapere quali danni provoca il fumo conta, perché la percezione del rischio influenza le scelte quotidiane: provare a smettere, evitare di fumare in casa o in auto, proteggere i familiari, soprattutto bambini e persone fragili.

C’è un punto spesso sottovalutato: il tabacco non riguarda solo il rischio di cancro, ma anche eventi acuti come infarto e ictus, che possono arrivare prima e cambiare la vita in modo improvviso. E il fumo passivo non è un fastidio innocuo. I dati disponibili lo collegano anch’esso a danni concreti per la salute cardiovascolare.

Che cosa puoi portare a casa, con prudenza

Questo studio non dimostra che aumentare l’informazione da sola basti a far smettere di fumare. Non era questo il suo obiettivo. Mostra però che esiste ancora un vuoto di consapevolezza, soprattutto sui danni al cuore e sui rischi del fumo passivo.

Il messaggio pratico, ragionevole, è semplice: se pensi al fumo solo come fattore di rischio per il tumore del polmone, il quadro è incompleto. Ridurre l’esposizione al fumo, attivo o passivo, resta una scelta importante anche per proteggere cuore e vasi sanguigni.

I limiti da tenere presenti

Va ricordato che lo studio misura conoscenze dichiarate, non comportamenti reali né esiti clinici. Le risposte possono risentire di memoria, contesto culturale o desiderio di dare la risposta “giusta”. C’è anche una forte variabilità tra paesi e non tutte le domande erano presenti in tutte le rilevazioni.

Per questo i risultati non vanno letti come una fotografia identica del mondo intero, ma come un segnale robusto: su alcuni rischi del tabacco, soprattutto quelli cardiovascolari, la comprensione pubblica resta insufficiente. E colmare questo divario può essere un passo utile, anche se non l’unico, per aiutare le persone a proteggere meglio la propria salute e quella di chi sta loro accanto.

Fonte scientifica

Paper originale: Changes in knowledge of the major harms of tobacco smoking and secondhand smoke exposure among adults who smoke: findings from 26 countries of the International Tobacco Control (ITC) Project (2002–2022) and 32 countries of the Global Adult Tobacco Survey (GATS) (2008–2020)
Rivista: BMJ Open
DOI: 10.1136/bmjopen-2025-107667

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