E tu sapevi che questo frutto nel frullato ne “spegne” i benefici?

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Se fai un frullato per “fare il pieno” di composti benefici della frutta, gli ingredienti non contano solo uno per uno. Conta anche come interagiscono tra loro. Un nuovo studio suggerisce che, in alcune combinazioni molto comuni, una parte dei flavan-3-oli, polifenoli presenti soprattutto in cacao, tè e frutti di bosco, può diventare molto meno disponibile per l’organismo. È un dettaglio che può interessare chi usa spesso smoothie e centrifughe come scorciatoia pratica per mangiare meglio.

Che cosa ha studiato davvero

I ricercatori hanno voluto capire se un enzima presente in alcuni vegetali, chiamato polifenolo ossidasi, possa ridurre l’assorbimento dei flavan-3-oli quando questi vengono consumati in un frullato. Questo enzima è coinvolto anche nell’imbrunimento di certi frutti tagliati o schiacciati.

Nella prima parte dello studio sono stati coinvolti 8 uomini sani, ognuno esposto a tre condizioni in momenti diversi: flavan-3-oli in capsule, un frullato con frutti di bosco a bassa attività enzimatica e un frullato con banana ad alta attività enzimatica. Per rendere confrontabili le prove, ai diversi preparati è stata aggiunta una quantità simile di flavan-3-oli. Nella seconda parte, 11 uomini hanno assunto banana e flavan-3-oli nello stesso momento ma senza mescolarli prima, per capire se il fenomeno dipendesse solo dal frullatore o anche da ciò che accade dopo l’ingestione.

I risultati principali

Il dato più evidente è che il frullato con banana ha portato a una riduzione marcata dell’assorbimento rispetto alle capsule e al frullato di frutti di bosco. I livelli nel sangue dopo il drink con banana sono risultati molto più bassi, mentre quelli osservati con il frullato di bacche erano simili al controllo in capsule.

C’è un elemento interessante: anche quando banana e flavan-3-oli venivano assunti separatamente ma nello stesso momento, l’assorbimento totale restava inferiore. Questo fa pensare che l’effetto non dipenda soltanto dal contatto nel bicchiere, ma possa continuare almeno in parte anche nello stomaco. Esperimenti di laboratorio inclusi nello studio vanno nella stessa direzione: l’enzima della banana restava parzialmente attivo in condizioni che simulano la digestione gastrica.

I ricercatori hanno anche misurato l’attività di questo enzima in vari ingredienti da frullato. Non è una caratteristica esclusiva della banana: era alta anche in alcuni altri alimenti vegetali, mentre risultava bassa in molti frutti di bosco.

Perché può interessarti nella vita quotidiana

Per una persona comune il messaggio non è che la banana “fa male” o che i frullati siano inutili. Il punto è più semplice: la resa nutrizionale di una bevanda può cambiare in base agli abbinamenti. Se il tuo obiettivo specifico è aumentare l’assunzione di flavan-3-oli, per esempio da cacao o frutti di bosco, un frullato con ingredienti a bassa attività di polifenolo ossidasi potrebbe conservarli meglio.

Questo non significa che tutti debbano smettere di aggiungere banana ai frullati. La banana resta un alimento nutriente, pratico ed economico. Significa solo che, se stai cercando proprio quei polifenoli, potresti ottenere di più scegliendo altre basi o consumando la banana in un altro momento.

Che cosa possiamo concludere, e che cosa no

Lo studio offre un’indicazione plausibile, ma non chiude la questione. Il campione era piccolo, composto solo da uomini, e nella prima parte non tutte le condizioni erano randomizzate. C’è anche un altro limite importante: i flavan-3-oli sono stati standardizzati aggiungendo un estratto di cacao, quindi la situazione non coincide perfettamente con un frullato casalingo qualunque.

Per questo sarebbe eccessivo trasformare questi dati in una regola rigida. Il messaggio più ragionevole è pratico ma prudente: se vuoi massimizzare i polifenoli di frutti di bosco o cacao, può avere senso scegliere ingredienti diversi dalla banana nello stesso frullato, oppure consumarli separatamente. Ma un singolo studio non basta per riscrivere da solo le raccomandazioni sull’alimentazione quotidiana.

Fonte scientifica

Paper originale: Impact of polyphenol oxidase on the bioavailability of flavan-3-ols in fruit smoothies: a controlled, single blinded, cross-over study
Rivista: Food & Function
DOI: 10.1039/D3FO01599H

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