Cuore delle donne, screening gratuito in 500 farmacie italiane

Ultima modifica

La notizia in breve

Assume una dimensione nazionale la campagna ‘Cuore in Farmacia – Prevenzione cardiovascolare e screening al femminile’, promossa da Cittadinanzattiva e Federfarma, con 500 farmacie aderenti su tutto il territorio italiano. L’iniziativa punta ad avvicinare la prevenzione cardiovascolare alle donne, valorizzando la farmacia come presidio sanitario di prossimità e promuovendo un approccio incentrato sulla medicina di genere, attento alle specificità dei fattori di rischio e della salute cardiovascolare femminile.

La campagna inizia in occasione della Giornata mondiale del cuore (29 settembre) e proseguirà nel mese di ottobre. Il programma è rivolto alle donne tra i 40 e i 60 anni e prevede la compilazione di un questionario di valutazione del rischio cardiovascolare, la misurazione della pressione arteriosa e la rilevazione di parametri quali peso, altezza e circonferenza vita. Nelle farmacie dotate di servizi di telemedicina, in base alla disponibilità, il percorso potrà comprendere l’esecuzione gratuita di un elettrocardiogramma con tele-refertazione specialistica.

Come dichiarato dalla segretaria generale di Cittadinanzattiva, Anna Lisa Mandorino, l’intervento si rivolge alle donne over 40 “con l’obiettivo di contribuire a ridurre le diseguaglianze di genere che tuttora persistono in Italia nell’accesso alle cure e nell’impatto che hanno le patologie cardiovascolari”. Per il presidente di Federfarma nazionale, Marco Cossolo, l’edizione nazionale “consolida ulteriormente la collaborazione tra la rete delle farmacie e Cittadinanzattiva, conferendo concretezza ad alcuni valori molto cari ad entrambe le associazioni”.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Perché si parla di cuore al femminile

Le malattie cardiovascolari sono spesso percepite come un problema soprattutto maschile, ma rappresentano una delle principali cause di malattia e morte anche nelle donne. La differenza sta nei tempi: prima della menopausa gli estrogeni esercitano un effetto in parte protettivo sui vasi sanguigni, sul profilo dei grassi nel sangue e sulla pressione. Con la transizione menopausale questa protezione si riduce e il rischio cresce progressivamente, ed è proprio la fascia tra i 40 e i 60 anni a coincidere con questo cambiamento.

La medicina di genere parte dall’osservazione che uomini e donne possono differire per fattori di rischio, manifestazioni della malattia e risposta alle cure. Nelle donne, per esempio, l’infarto può presentarsi con sintomi meno tipici del classico dolore al petto: affaticamento insolito, mancanza di fiato, nausea, dolore alla schiena, al collo o alla mandibola. Questo può contribuire a ritardi nel riconoscimento e nella diagnosi.

Fattori di rischio comuni e specifici

I fattori di rischio classici valgono per entrambi i sessi: ipertensione, fumo, diabete, colesterolo elevato, sovrappeso, sedentarietà, familiarità. Esistono però condizioni proprie della storia femminile che il consenso clinico considera segnali di un rischio cardiovascolare aumentato nel lungo periodo, come ipertensione o diabete comparsi in gravidanza, preeclampsia, menopausa precoce e sindrome dell’ovaio policistico. Anche alcune malattie autoimmuni, più frequenti nelle donne, sono associate a un rischio maggiore.

Cosa misurano i singoli parametri

La pressione arteriosa elevata è spesso silenziosa e può danneggiare cuore, reni e vasi per anni senza dare sintomi. Una singola misurazione offre però un’istantanea: la diagnosi di ipertensione richiede valori confermati nel tempo. La circonferenza vita stima il grasso viscerale, quello depositato attorno agli organi addominali, che è più strettamente legato al rischio metabolico e cardiovascolare rispetto al solo peso corporeo.

I questionari di valutazione combinano più fattori per stimare una probabilità di eventi futuri, non per formulare una diagnosi. Esiste un dibattito sul fatto che alcuni strumenti tradizionali, costruiti su popolazioni prevalentemente maschili, possano sottostimare il rischio femminile.

L’elettrocardiogramma a riposo può evidenziare alterazioni del ritmo, segni di sofferenza pregressa o ispessimento del muscolo cardiaco. Un tracciato normale, tuttavia, non esclude una malattia delle coronarie, che spesso si manifesta solo sotto sforzo o non dà segni elettrici a riposo.

Il ruolo dello stile di vita

Gran parte del rischio cardiovascolare è legata a fattori modificabili, e questo vale per le donne quanto per gli uomini. L’astensione dal fumo, un’attività fisica regolare, un’alimentazione ricca di vegetali e povera di sale e grassi saturi e il mantenimento di un peso adeguato sono tra le misure con le basi scientifiche più solide. Negli anni della menopausa, quando cambiano metabolismo e distribuzione del grasso corporeo, questi fattori assumono un peso ancora più rilevante.

Tutte le news di The WOM Healthy su Google

Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.

Seguici su Google
Articoli Correlati
Articoli in evidenza