Calabria, il social taxi per gli over 75: visite a 20-30 km

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La notizia in breve

In Calabria è stato introdotto il “social taxi”, un servizio disponibile tramite Cup e destinato alle persone con più di 75 anni che devono effettuare una visita medica distante 20-30 chilometri dalla propria abitazione. Ad annunciarlo, tramite un video sui propri canali social, è stato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Il servizio prevede che i cittadini vengano prelevati a domicilio da un Ncc a spese della Regione, accompagnati alla visita medica, attesi e infine riaccompagnati a casa. Occhiuto ha spiegato che l’iniziativa è volta alla tutela delle persone più fragili ed è interamente finanziata con fondi europei.

La misura, indicata dal presidente della Regione come la prima di questo tipo in Italia, è attualmente attiva in via sperimentale nella Provincia di Catanzaro e verrà estesa al resto del territorio regionale nelle prossime settimane.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

La distanza come barriera all’accesso alle cure

Nella letteratura sui sistemi sanitari, la distanza fisica dai servizi è riconosciuta come uno dei fattori che condizionano l’accesso alle cure, accanto ai tempi d’attesa e ai costi. Per una persona anziana, uno spostamento anche di poche decine di chilometri può richiedere un accompagnatore, un mezzo privato o collegamenti pubblici non sempre disponibili. Quando queste condizioni mancano, la visita può essere rinviata o non effettuata.

Il problema è più marcato nei territori con popolazione dispersa, centri piccoli e servizi specialistici concentrati in pochi poli. In questi contesti la difficoltà di spostamento rientra tra i determinanti sociali della salute, cioè le condizioni di vita che influenzano gli esiti sanitari indipendentemente dalla qualità delle cure offerte.

Perché l’età avanzata pesa di più

Con l’età aumenta la probabilità di avere più malattie croniche contemporaneamente, come patologie cardiovascolari, diabete o malattie respiratorie, che richiedono controlli periodici e visite con diversi specialisti. La continuità di questi controlli è considerata importante per adattare le terapie, intercettare peggioramenti e ridurre il ricorso a ricoveri evitabili.

Gli anziani sono anche più spesso in una condizione di fragilità, un concetto clinico che descrive una ridotta capacità di far fronte agli stress, fisici o ambientali. Limitazioni della mobilità, deficit visivi o cognitivi e la rinuncia alla guida rendono uno spostamento autonomo più difficile e talvolta rischioso. Anche l’attesa prolungata in ambulatorio, senza assistenza, può risultare faticosa.

Cosa resta da valutare

Interventi di supporto al trasporto sanitario esistono in varie forme e il consenso generale è che possano favorire l’accesso alle prestazioni programmate. Il loro effetto concreto sugli esiti di salute dipende però da molti fattori: quanto il servizio è conosciuto, quanto è semplice prenotarlo, chi ne resta escluso per criteri di età o distanza.

Una fase sperimentale permette in genere di raccogliere dati su utilizzo, visite effettivamente svolte e bisogni non coperti. Restano aperte questioni più ampie, come il rapporto tra soluzioni di trasporto e altre strategie, per esempio la telemedicina o la presenza di servizi più vicini al domicilio, che affrontano lo stesso problema da direzioni diverse.

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