Perché i ragazzi dormono male? Ecco cosa conta più dello sport

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Per molti adolescenti dormire bene non è affatto scontato. Tra compiti, telefoni sempre a portata di mano, poco movimento e giornate piene, il sonno può diventare fragile senza che la famiglia se ne accorga davvero. Un nuovo studio su ragazzi e ragazze tra 13 e 18 anni aggiunge un tassello utile: la qualità del sonno non sembra dipendere da un solo fattore, ma da un intreccio di benessere psicologico, abitudini sedentarie, tempo davanti agli schermi e caratteristiche personali.

Che cosa ha studiato la ricerca

I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 5.700 adolescenti, valutando qualità del sonno, indice di massa corporea, forma fisica, attività fisica intensa o moderata, tempo sedentario, uso degli schermi e salute mentale. L’obiettivo era capire quali fattori fossero associati a un sonno peggiore e se queste relazioni cambiassero in base al sesso e al fatto di vivere in area urbana o rurale.

Si tratta di uno studio osservazionale trasversale. In pratica, fotografa la situazione in un dato momento. Questo è utile per individuare collegamenti, ma non permette di dire con certezza che un fattore causi l’altro.

I risultati principali

Circa un terzo degli adolescenti inclusi aveva una qualità del sonno giudicata scarsa. Le difficoltà erano più frequenti tra le ragazze e tra chi viveva in contesti rurali. C’è anche un dato interessante che aiuta a leggere meglio il problema: quasi la metà riferiva di dormire meno di 7 ore per notte, mentre oltre la metà mostrava segni di stanchezza diurna rilevante.

Tra i fattori associati a un sonno peggiore, i più consistenti sono stati il tempo sedentario, il tempo passato davanti agli schermi e un BMI più alto. Al contrario, un miglior stato di salute mentale è risultato il fattore più chiaramente collegato a un sonno migliore. La forma fisica generale sembrava offrire una certa protezione, ma questo effetto si è ridotto quando i ricercatori hanno considerato insieme più variabili.

L’attività fisica da sola non ha mostrato un effetto lineare semplice. In altre parole, non emerge un messaggio del tipo “più esercizio equivale automaticamente a sonno migliore”.

Perché questi dati ti riguardano

Il sonno negli anni dell’adolescenza non influenza solo la sonnolenza del mattino. Entra in gioco nell’umore, nell’attenzione, nella memoria, nella regolazione dell’appetito e nel rendimento scolastico. Per questo capire quali abitudini si associano a un sonno peggiore può essere utile anche fuori dai contesti clinici.

Il dato sulla salute mentale merita attenzione particolare. Non significa che basti “pensare positivo” per dormire bene. Vuol dire piuttosto che stress emotivo, disagio psicologico e riposo notturno si muovono spesso insieme. Se uno peggiora, può risentirne anche l’altro.

Che cosa si può portare a casa

Il messaggio più ragionevole è pratico ma sobrio: ridurre un po’ la sedentarietà e l’uso degli schermi, soprattutto nelle ore serali, è una direzione plausibile per proteggere il sonno. C’è anche un’indicazione importante sul non trascurare il benessere emotivo, che nello studio è apparso strettamente legato a un riposo migliore.

Ma non bisogna semplificare troppo. Le differenze tra ragazze e ragazzi, e tra aree urbane e rurali, suggeriscono che il contesto conta. Le stesse abitudini possono pesare in modo diverso da una persona all’altra.

I limiti da tenere presenti

Questi risultati non dimostrano rapporti di causa-effetto. È possibile, per esempio, che dormire male favorisca più tempo sedentario o più uso dello schermo, e non solo il contrario. C’è anche il limite delle autovalutazioni: sonno, attività e tempo digitale sono stati riferiti dai partecipanti, non misurati con strumenti oggettivi.

C’è infine un aspetto che restringe l’applicabilità: il campione escludeva adolescenti con alcune difficoltà cognitive, neurologiche o forti problemi emotivi già evidenti. Quindi il quadro potrebbe non rappresentare tutti i ragazzi. Più che una guida definitiva, questo studio offre un’indicazione utile: il sonno adolescenziale va considerato come parte di un equilibrio più ampio, non come un problema isolato.

Fonte scientifica

Paper originale: Gender and residential differences in sleep quality among Chinese adolescents aged 13–18 years
Rivista: PLoS ONE
DOI: 10.1371/journal.pone.0349681

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