Trigliceridi alti anche se mangi scondito? Ecco il vero colpevole

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Se hai appena ricevuto gli esiti degli esami del sangue e hai notato i valori dei trigliceridi oltre la soglia raccomandata, potresti provare un senso di frustrazione, specialmente se negli ultimi tempi hai cercato di mangiare in modo leggero, evitando condimenti grassi, burro o fritture. La ragione di questo apparente paradosso risiede nel modo in cui il tuo metabolismo gestisce l’energia in eccesso. I trigliceridi non arrivano nel sangue soltanto dai grassi che ingerisci, ma sono il risultato di un processo di trasformazione che il fegato mette in atto partendo da diverse fonti alimentari.

Il fegato come centrale di trasformazione

Il tuo corpo è una macchina estremamente efficiente nel conservare l’energia per i momenti di bisogno. Quando consumi più calorie di quante ne utilizzi per le tue attività quotidiane, il fegato preleva questo surplus e lo converte in molecole di grasso, i trigliceridi appunto, per poi immagazzinarle nelle cellule adipose. Questo meccanismo scatta indipendentemente dal fatto che quelle calorie provengano da un cucchiaio d’olio di troppo o da una porzione abbondante di pasta. Molte persone che mangiano scondito tendono a compensare la mancanza di grassi aumentando la quota di carboidrati o zuccheri, convinte che siano alimenti meno pericolosi per il colesterolo o la linea, ma è proprio questo eccesso a stimolare la produzione di grassi nel sangue.

La trappola dei carboidrati e degli zuccheri

I principali responsabili dell’innalzamento dei trigliceridi in chi segue una dieta povera di grassi sono spesso i carboidrati raffinati e gli zuccheri semplici. Pane bianco, pizza, riso brillato, bevande zuccherate e succhi di frutta forniscono zuccheri e amidi che vengono assimilati rapidamente. Se i tuoi muscoli non hanno bisogno di quell’energia immediata perché sei a riposo o conduci una vita sedentaria, il corpo è costretto a trasformare gli zuccheri in eccesso in grassi circolanti. Le linee guida internazionali indicano che una dieta molto ricca di zuccheri semplici e carboidrati raffinati può innalzare i valori dei trigliceridi molto più di quanto farebbe un consumo moderato di grassi sani, come quelli presenti nell’olio extravergine d’oliva o nel pesce.

L’influenza dell’alcol e delle calorie invisibili

Un altro fattore che potresti sottovalutare è il consumo di alcol. Anche un consumo considerato moderato, come il classico bicchiere di vino a pasto o una birra con gli amici, ha un impatto diretto e immediato sulla sintesi dei grassi nel fegato. L’alcol fornisce quelle che vengono chiamate calorie vuote, che il metabolismo non può utilizzare per scopi strutturali e che finiscono quasi inevitabilmente per aumentare la quota di lipidi nel sangue. Se i tuoi trigliceridi restano alti nonostante l’attenzione ai condimenti, prova a osservare se ci sono abitudini legate all’alcol o a piccoli snack zuccherini che consideri trascurabili ma che per il tuo fegato rappresentano un carico di lavoro importante.

Come agire attraverso le abitudini quotidiane

Per riportare i valori nella norma puoi agire su due fronti principali: l’ingresso dell’energia e il suo consumo. Sostituire i cereali raffinati con quelli integrali aiuta a rallentare l’assorbimento degli zuccheri, riducendo lo stimolo per il fegato a produrre grassi. D’altra parte, l’attività fisica gioca un ruolo insostituibile: il movimento aerobico, come una camminata veloce o una pedalata costante, attiva degli enzimi che letteralmente “ripuliscono” il sangue dai trigliceridi per usarli come carburante muscolare. Se noti che i valori restano elevati nonostante questi accorgimenti, è opportuno parlarne con il tuo medico per valutare la presenza di una componente genetica o la necessità di esami più approfonditi sulla funzionalità metabolica e sulla gestione degli zuccheri.

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