Tisane e infusi idratano davvero quanto l’acqua? C’è un però…

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Se ti capita di arrivare a sera e renderti conto di aver bevuto pochissimo, non sei solo. Con il passare degli anni il meccanismo della sete diventa meno sensibile e il corpo fatica a segnalare quando ha bisogno di liquidi. La risposta alla tua domanda è rassicurante: tisane e infusi contribuiscono all’idratazione in modo sovrapponibile all’acqua naturale, a patto di seguire alcuni piccoli accorgimenti sulla loro preparazione e sulla scelta degli ingredienti.

Perché la sete diminuisce con gli anni

Il centro ipotalamico che regola la sete tende a diventare meno reattivo con l’avanzare dell’età. Potresti non avvertire lo stimolo a bere anche quando le tue riserve idriche iniziano a scarseggiare, una condizione che la medicina definisce ipodipsia. I reni, allo stesso tempo, perdono parte della loro capacità di concentrare le urine, rendendo più facile la perdita di liquidi. Questa combinazione di fattori rende l’idratazione una scelta consapevole e non più una semplice risposta a un bisogno istintivo. Se l’acqua naturale ti sembra poco invitante o ti provoca una sensazione di eccessiva pienezza, ricorrere a bevande calde o aromatizzate è una strategia eccellente per raggiungere la quota di circa due litri di liquidi giornalieri raccomandata per gli adulti.

Tisane e tè: cosa cambia per il corpo

Molte persone temono che l’effetto diuretico di alcune piante possa annullare il beneficio dell’idratazione. In realtà il consenso scientifico indica che i liquidi assunti con gli infusi superino ampiamente quelli persi attraverso la stimolazione renale. Puoi considerare le tisane alla camomilla, alla malva, allo zenzero o al finocchio come acqua a tutti gli effetti. Il discorso cambia leggermente per il tè e il caffè: la caffeina e la teina hanno un leggero effetto diuretico, ma se consumate con moderazione non portano alla disidratazione. Il segreto per rendere le tisane una scelta ottimale per la salute è evitare l’aggiunta di zucchero o miele. L’assunzione di zuccheri semplici, infatti, non compromette l’idratazione, ma aggiunge calorie superflue e può aumentare la glicemia, un aspetto rilevante se si bevono diverse tazze nel corso della giornata.

L’idratazione che arriva dal piatto

Non dobbiamo dimenticare che una parte consistente dei liquidi necessari al tuo organismo proviene da ciò che mangi. Circa il 20% della tua idratazione quotidiana dipende dai cibi solidi, in particolare dalla frutta e dalla verdura di stagione. Consumare regolarmente cetrioli, zucchine, pomodori, anguria o pesche aiuta a mantenere i tessuti idratati grazie alla loro struttura cellulare che trattiene l’acqua e la rilascia lentamente durante la digestione. Preparare passati di verdura, minestroni o vellutate è un altro modo intelligente per unire il nutrimento dei vegetali all’apporto idrico, specialmente nelle stagioni più fredde quando il desiderio di bere acqua fresca diminuisce drasticamente.

Segnali per capire se stai bevendo abbastanza

Imparare a leggere i messaggi del proprio corpo è fondamentale quando la sete non è più una guida affidabile. Il modo più semplice e immediato per controllare il tuo stato di idratazione è osservare il colore delle urine. Se sono chiare e trasparenti, significa che stai introducendo liquidi a sufficienza. Se appaiono scure e concentrate, il tuo corpo sta cercando di trattenere ogni goccia disponibile e devi aumentare l’apporto di acqua o tisane. Altri segnali meno ovvi possono essere una leggera confusione mentale, la bocca secca o una stitichezza ostinata. Se avverti spesso stanchezza o mal di testa nel tardo pomeriggio, prova a bere due bicchieri d’acqua o una tazza di infuso prima di ricorrere ai farmaci: spesso il cervello sta solo chiedendo di essere idratato.

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