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Se hai la tiroidite di Hashimoto, la parola «infiammazione» ha un significato preciso: il sistema immunitario attacca la tiroide e la ghiandola si infiamma. È una malattia autoimmune della tiroide che col tempo può portare a ipotiroidismo, cioè a una produzione insufficiente di ormoni. Nelle fasi iniziali la funzione tiroidea resta spesso normale, e con anticorpi alti ma ormoni nella norma la terapia non è automaticamente necessaria.
Il cibo ha un ruolo reale ma più circoscritto di quanto si legga in giro. La tiroide ha bisogno di alcuni nutrienti per lavorare, e un’alimentazione varia li fornisce. A cambiare la risposta conta soprattutto la quantità: per alcuni di questi nutrienti averne abbastanza aiuta, mentre averne troppo crea problemi.
C’è poi un limite da chiarire subito. Manca una dieta specifica dimostrata capace di eliminare Hashimoto o di sostituire la levotiroxina, il farmaco che rimpiazza l’ormone mancante quando l’ipotiroidismo è conclamato. Anche la dieta mediterranea, con verdure, legumi, pesce e olio d’oliva, viene proposta come modo per coprire i fabbisogni nutrizionali, non come terapia che riduca l’autoimmunità.

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Iodio: la quantità giusta, non la massima
La tiroide usa lo iodio per fabbricare i suoi ormoni, quindi un apporto adeguato di iodio è necessario. Lo trovi in pesce, uova, latticini e sale iodato. Per un adulto, al di fuori di gravidanza e allattamento, la quota di riferimento statunitense è di 150 microgrammi al giorno.
Oltre quella misura il discorso si rovescia. In chi ha Hashimoto, un eccesso di iodio può peggiorare la funzione tiroidea. Per questo le alghe molto ricche di iodio e gli integratori di iodio o di kelp, un’alga bruna, sono da escludere come rimedi per la malattia. Il contenuto di iodio delle alghe, oltretutto, varia moltissimo da un prodotto all’altro.
Questa cautela riguarda gli eccessi, non lo iodio in sé. Pesce e sale iodato restano alimenti normali della tua dieta. In gravidanza, o se la stai programmando, l’apporto di iodio richiede una valutazione a parte, da concordare con chi ti segue.
Selenio: utile al metabolismo, non una cura
Il selenio serve al normale metabolismo della tiroide. Pesce, uova, carne e cereali apportano selenio nell’ambito di un’alimentazione varia. Mangiarne più del necessario è una strategia senza prove di efficacia come cura per Hashimoto.
Le noci del Brasile vengono spesso presentate come una scorciatoia. Il loro contenuto di selenio è alto e cambia molto da noce a noce, e mangiarne molte con regolarità può portare a un eccesso.
Sugli integratori il quadro è più articolato. Un’analisi che ha riunito 35 studi ha osservato che il selenio in compresse può ridurre alcuni anticorpi tiroidei, gli anti-TPO, con risultati molto diversi da uno studio all’altro. Gli effetti su come le persone si sentono erano studiati meno e con esiti discordanti.
Un ampio studio successivo, su persone già in terapia con levotiroxina, ha confrontato il selenio con un placebo per 12 mesi: la qualità di vita è risultata simile nei due gruppi. Un anticorpo che scende resta quindi un dato di laboratorio, che da solo non prova un miglioramento dei sintomi o un rallentamento della malattia. Per questo la supplementazione di routine resta ingiustificata.
Glutine: quando va tolto davvero
Togliere il glutine è uno dei consigli più diffusi. Per chi non ha la celiachia, eliminare il glutine ha un beneficio clinico ancora da dimostrare: l’analisi più recente ha trovato soltanto tre studi controllati, con 110 partecipanti in tutto, senza miglioramenti significativi di TSH e ormoni tiroidei. La certezza delle prove è molto bassa, quindi il beneficio resta non stabilito, più che escluso.
La celiachia è una ragione distinta per seguire una dieta rigorosamente senza glutine. Le linee guida britanniche indicano di offrire il test per la celiachia a chi riceve una diagnosi di malattia tiroidea autoimmune, e di aspettare a togliere il glutine fino a dopo gli accertamenti: il test richiede che tu continui a mangiarlo.
Levotiroxina: l’orario dei pasti pesa quanto il menu
Se prendi la levotiroxina, l’indicazione alimentare più pratica riguarda il momento dei pasti. Il farmaco si assume in genere a stomaco vuoto, da 30 a 60 minuti prima di mangiare o di bere il caffè. Anche gli integratori di ferro e di calcio possono interferire con la terapia.
Segui le istruzioni della tua formulazione e chiedi al medico o al farmacista quanto distanziare altri farmaci e integratori. Un alimento che può disturbare l’assorbimento se preso vicino alla compressa, come la soia, può restare nella tua dieta: conta la distanza dalla dose, non l’eliminazione.
Alcune situazioni richiedono una valutazione della funzione tiroidea e indicazioni personali, non cambi autonomi di dieta o di dose:
- sintomi compatibili con ipotiroidismo;
- difficoltà a deglutire o senso di pressione al collo;
- sintomi che persistono mentre sei già in terapia;
- gravidanza in corso o programmata.
Messe insieme, le indicazioni alimentari più concrete su Hashimoto riguardano ciò da evitare più che ciò da aggiungere: niente iodio in eccesso da alghe e integratori, niente cibo o caffè a ridosso della compressa. Al resto pensa un’alimentazione varia, che dà alla tiroide ciò che le serve per funzionare senza promettere di fermare la malattia.
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