La tua non è ciccia, è solo… fai il test del pollice per scoprirlo

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Se ti guardi allo specchio e ti senti gonfio, è normale chiederti se il tuo corpo stia accumulando grasso o se si tratti solo di liquidi in eccesso. Sono due fenomeni profondamente diversi: il tessuto adiposo è una riserva di energia a lungo termine, mentre la ritenzione idrica è un accumulo temporaneo di fluidi nello spazio tra le cellule. Riconoscere la differenza ti aiuta a capire come intervenire, evitando di scoraggiarti di fronte a un numero sulla bilancia che non rispecchia la realtà della tua composizione corporea.

Il test della pressione e l’impronta sulla pelle

Uno dei modi più semplici e immediati per distinguere i due tessuti è osservare come reagisce la pelle a una leggera pressione. Puoi provare a premere con decisione il pollice per alcuni secondi su una zona dove avverti il gonfiore, preferibilmente dove l’osso è più vicino alla superficie, come la parte anteriore dello stinco o la caviglia. Se dopo aver tolto il dito noti una piccola fossetta che rimane visibile per qualche istante prima di sparire, sei in presenza di ritenzione idrica.

Questo fenomeno, che i medici chiamano segno della fovea, indica che i liquidi sono stati spostati dalla pressione e impiegano tempo a rifluire. Il grasso ha una risposta diversa. Il tessuto adiposo è elastico e strutturato: se lo premi, la pelle torna immediatamente alla sua posizione originaria senza lasciare alcun segno o avvallamento.

La velocità delle variazioni di peso

Puoi capire molto della tua situazione osservando quanto velocemente cambia il volume del tuo corpo. Il grasso corporeo non compare né scompare nel giro di poche ore o di una notte, poiché la sua sintesi o il suo smaltimento richiedono processi metabolici lunghi. Se noti una variazione di peso improvvisa di uno o due chili tra la mattina e la sera, si tratta quasi certamente di liquidi.

Queste fluttuazioni rapide sono spesso legate a ciò che hai mangiato o fatto durante il giorno. Un pasto particolarmente ricco di sale, un lungo volo in aereo o molte ore trascorse in piedi favoriscono l’accumulo di liquidi. Se ti accorgi che i pantaloni che ti stavano perfettamente al mattino diventano stretti in vita o sulle cosce la sera stessa, stai assistendo alla dinamica tipica dei fluidi che si spostano e si accumulano nei tessuti.

La consistenza al tatto e la sensazione di tensione

Il tatto offre un indizio fondamentale per distinguere la natura del gonfiore. Il tessuto adiposo comune ha solitamente una consistenza morbida, malleabile e di norma non causa dolore o fastidio fisico diretto. Quando il problema è legato a un marcato accumulo di liquidi, la pelle appare spesso tesa e lucida, quasi come se fosse troppo piena per la sua naturale elasticità.

Molte persone riferiscono una sensazione di pesantezza o di tensione che può diventare quasi dolorosa a fine giornata, specialmente alle gambe. Se avverti questa rigidità dei tessuti, è probabile che il sistema venoso e linfatico stiano facendo fatica a drenare correttamente i fluidi. L’aumento di grasso è un processo silenzioso che non altera la tensione superficiale della pelle né provoca quella sgradevole sensazione di pesantezza agli arti.

I segni lasciati dagli indumenti

Osservare come i tuoi vestiti interagiscono con il corpo a fine giornata è un ottimo segnale visivo. Se togliendo i calzini noti un solco profondo sulla caviglia o se fai fatica a sfilare un anello che al mattino entrava facilmente, sei davanti a un chiaro segno di accumulo di liquidi. I fluidi sono facilmente comprimibili e si accumulano visibilmente sopra e sotto l’elastico della calza o il cinturino dell’orologio.

Il grasso corporeo non si comporta così. Un indumento stretto risulterà scomodo in modo uniforme, ma non lascerà quelle incisioni nette e gonfie tipiche dell’edema. Se noti questi segni regolarmente, il corpo ti sta segnalando una difficoltà nel gestire i liquidi. Le linee guida attuali raccomandano di ridurre il consumo di sodio e aumentare l’attività fisica dolce, come una camminata quotidiana, per attivare la pompa muscolare dei polpacci e favorire il ritorno venoso verso il cuore. Se il gonfiore dovesse presentarsi in modo improvviso, colpire una sola gamba o accompagnarsi a respiro affannoso, è fondamentale consultare tempestivamente un medico per escludere problematiche cardiovascolari o circolatorie acute.

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