Flora intestinale ko? Ecco dopo quanto tempo si torna a star bene

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Quanto dura un’alterazione della flora intestinale

Se ti capita di convivere con un fastidioso senso di tensione e pesantezza all’addome, conosci bene la frustrazione di non sentirti a tuo agio durante la giornata. Quando l’equilibrio della comunità microbica che abita il tuo digerente si altera, si parla di disbiosi intestinale, sebbene in medicina il gonfiore addominale isolato dipenda frequentemente anche da alterazioni della motilità dell’intestino o dalla dieta. Nella maggior parte delle persone un episodio transitorio, innescato magari da un cambio di alimentazione o da una terapia antibiotica, si risolve spontaneamente in pochi giorni o settimane, a condizione di seguire le giuste abitudini. Se noti che il disturbo non accenna a regredire, il problema potrebbe essere legato a fattori che richiedono un’attenzione medica specifica.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Perché l’addome si gonfia e da cosa dipende la ripresa

Il microbiota intestinale funziona come un ecosistema complesso e delicato. Eventi frequenti come l’assunzione di farmaci antibiotici, un periodo di forte affaticamento emotivo, un’infezione intestinale o una dieta sbilanciata possono alterare le popolazioni batteriche residenti. Quando i microrganismi benefici diminuiscono di numero, i processi di digestione e fermentazione cambiano natura, producendo una quantità eccessiva di gas che distende le pareti dell’addome. Il tempo necessario alla mucosa e alla flora per ritrovare stabilità varia in base alla causa di origine, allo stato di salute generale e alla tempestività con cui correggi le tue abitudini alimentari.

Le azioni quotidiane per favorire il riequilibrio

Per sostenere la funzione intestinale puoi mettere in atto fin da subito alcuni interventi pratici. Riduci il consumo di zuccheri semplici e cibi altamente trasformati, che tendono ad alimentare i batteri meno favorevoli. Inserisci gradualmente fonti di fibre solubili, come l’avena e le verdure di stagione ben tollerate. Il consenso scientifico indica che alcuni alimenti molto fermentescibili, come i legumi, possono peggiorare il gonfiore in chi soffre di questi disturbi e andrebbero limitati o reintrodotti con cautela. Introdurre troppe fibre all’improvviso potrebbe aumentare momentaneamente la sensazione di gonfiore, perciò procedi a piccoli passi e cura molto l’idratazione quotidiana. Anche un’attività fisica moderata e regolare, come una camminata a passo sostenuto ogni giorno, aiuta a stimolare la motilità dell’intestino e a facilitare l’eliminazione dei gas in eccesso.

Quando rivolgersi al medico di medicina generale

Sebbene nella gran parte dei casi la pancia gonfia sia la conseguenza di squilibri passeggeri, esistono situazioni in cui è necessario un inquadramento clinico. È opportuno consultare il proprio medico se il gonfiore persiste in modo continuo per più di un mese senza dare segni di miglioramento, oppure se si associa a campanelli d’allarme specifici. Tra questi rientrano un calo di peso involontario, la comparsa di sangue nelle feci, un dolore addominale intenso che interrompe il sonno notturno o un’alterazione prolungata dell’alvo con episodi continui di diarrea. Il medico saprà guidarti nell’esecuzione di accertamenti mirati per escludere condizioni cliniche precise come la malattia celiaca, il malassorbimento del lattosio, infezioni persistenti o malattie infiammatorie dell’intestino.

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