Pressione: braccio destro o sinistro? L’errore che quasi tutti fanno

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Ti sei mai trovato con due misuratori di pressione, uno lasciato dal medico e uno comprato in farmacia, e il dubbio se il braccio scelto conti davvero qualcosa? Oppure hai iniziato a misurarti la pressione a casa e nessuno ti ha mai detto se destro o sinistro facciano differenza. La risposta non è una preferenza tra i due lati, ma un piccolo protocollo da seguire una volta, all’inizio.

Non esiste un braccio giusto in assoluto. Quello che esiste è un modo per scoprire qual è il tuo braccio di riferimento: misurare la pressione in entrambe le braccia nella stessa occasione, e poi usare sempre quello che ha dato il valore più alto. Il punto non è la lateralità in sé, ma il fatto che nella maggior parte delle persone le due braccia non danno esattamente lo stesso numero.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Come si trova il braccio giusto per te

La prima volta che misuri la pressione, o quando il medico fa la valutazione iniziale, il confronto va fatto su entrambe le braccia. Se la differenza tra sistolica destra e sinistra supera i 10 mmHg, le linee guida europee più recenti indicano di usare da quel momento in poi il braccio con il valore più alto per tutte le misurazioni successive, comprese quelle domiciliari.

Non tutte le linee guida fissano la stessa soglia. Alcune indicazioni britanniche parlano di ripetere il confronto quando il divario supera 15 mmHg, e di adottare il braccio più alto solo se la differenza si conferma. Al di là del numero esatto, il principio è lo stesso: non scegliere mai il braccio con la lettura più bassa, perché rischi di sottostimare la tua pressione reale.

Questo non è un dettaglio da poco. In un’analisi condotta su oltre 53mila persone, usare il valore del braccio più basso ha fatto sì che una parte dei partecipanti, circa il 12%, risultasse sotto le soglie di ipertensione quando in realtà, calcolato sul braccio più alto, la superava. È il genere di errore che può far sembrare tutto normale quando non lo è del tutto.

Perché una sola misurazione non basta

Una differenza vista una volta sola non è ancora un’informazione affidabile. Quando misuri la pressione due volte di seguito, il secondo valore tende a scendere leggermente perché il corpo si rilassa: è un fenomeno noto, non un’anomalia. Per questo il divario tra le braccia va verificata con ulteriori misurazioni prima di decidere quale useresti abitualmente.

In pratica conviene tornare a misurare il primo braccio dopo aver controllato il secondo, così da capire se la differenza si ripete davvero o se era solo il caso di quel momento. Se il divario si conferma in più occasioni, allora ha senso considerarlo un dato reale e non una fluttuazione.

La tecnica corretta da usare a casa

Una volta stabilito il braccio di riferimento, la costanza nella tecnica conta quanto la scelta del lato. Serve un dispositivo validato da braccio, un bracciale della misura corretta, e il braccio sostenuto all’altezza del cuore, scoperto e rilassato. Un bracciale troppo stretto tende a gonfiare il numero, uno troppo largo a ridurlo.

Prima di misurare conviene stare fermi almeno cinque minuti, ed evitare caffè, sigarette o attività fisica nella mezz’ora precedente. Per una valutazione più strutturata, la pratica raccomandata è fare due letture a distanza di uno o due minuti, mattina e sera, per almeno tre giorni e idealmente sette, registrando ogni valore invece di fidarsi di una singola lettura isolata.

Quando la differenza tra le braccia merita attenzione medica

Una differenza sistolica che resta sopra i 10-15 mmHg anche dopo controlli ripetuti è associata a un rischio cardiovascolare più alto e, in alcuni casi, può segnalare un restringimento di un’arteria. Questo non equivale a una diagnosi: è un segnale da portare al medico durante una visita programmata, non un’urgenza in sé.

Diverso è il caso di una differenza improvvisa e molto marcata, superiore a 20 mmHg, che compare insieme a dolore toracico o alla schiena intenso e improvviso, svenimento, difficoltà a muovere un lato del corpo o un braccio che diventa freddo e dolente. In questa combinazione di segnali serve assistenza urgente, perché può comparire in condizioni acute che riguardano l’aorta. Va detto con chiarezza: l’asimmetria pressoria da sola, senza questi altri sintomi, non è una prova di emergenza.

Ci sono poi situazioni particolari, come una fistola creata per la dialisi o un intervento chirurgico ai linfonodi dell’ascella, in cui il braccio da usare per la misurazione va concordato con chi ti segue, perché le regole generali non si applicano allo stesso modo. Fuori da questi casi, il percorso resta lo stesso per chiunque: confrontare una volta, verificare se il divario si ripete, e poi restare fedele al braccio che ha dato il valore più alto.

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