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Superati i 65 anni potresti notare che i numeri che leggi sul display dello sfigmomanometro iniziano a comportarsi in modo diverso rispetto al passato. È un cambiamento che spesso genera apprensione, specialmente se hai sempre goduto di una salute cardiovascolare ottimale. In realtà quello che osservi è in gran parte il riflesso di un processo fisiologico: con il passare del tempo le pareti delle tue arterie tendono a perdere elasticità, diventando più rigide. Questo fenomeno fa sì che la pressione sistolica (la massima) tenda a salire, mentre la pressione diastolica (la minima) spesso rimane stabile o addirittura diminuisce.

Il nuovo equilibrio della pressione massima e minima
Nelle persone più giovani i medici monitorano con attenzione entrambi i valori, ma dopo i 65 anni l’attenzione si sposta progressivamente sulla pressione massima. Una pressione sistolica costantemente alta mette infatti sotto sforzo il cuore e i vasi del cervello, aumentando il rischio di eventi come l’ictus o lo scompenso cardiaco. Le linee guida internazionali concordano oggi sul fatto che per un adulto in buona salute l’obiettivo ideale sia mantenere la pressione sotto i 140/90 mmHg. Se però godi di una buona forma fisica e il tuo organismo tollera bene i trattamenti, il medico potrebbe suggerirti di puntare a valori ancora più bassi, vicini ai 130/80 mmHg, per garantirti una protezione maggiore a lungo termine.
La personalizzazione dei valori e la fragilità
Non esiste un numero perfetto che vada bene per chiunque allo stesso modo. Se convivi con altre patologie o se ti senti spesso stanco e fragile, un abbassamento troppo drastico della pressione potrebbe essere controproducente. In questi casi i medici preferiscono essere più permissivi, accettando valori di massima leggermente più alti per evitare effetti collaterali spiacevoli. Una pressione troppo bassa può infatti causare vertigini o senso di sbandamento, che aumentano il rischio di cadute e fratture. Il tuo benessere quotidiano e la tua capacità di svolgere le attività di sempre sono parametri altrettanto importanti quanto i numeri sul display.
Il fenomeno dell’ipotensione ortostatica
Ti sarà capitato a volte di sentire un leggero giramento di testa alzandoti bruscamente dal letto o dalla poltrona. Questo fenomeno si chiama ipotensione ortostatica ed è piuttosto comune dopo i 65 anni, perché i riflessi del sistema nervoso che regolano la pressione durante i cambi di posizione diventano meno pronti. Se noti questa sensazione con frequenza, è utile parlarne con il tuo medico: potrebbe essere necessario modulare meglio la terapia farmacologica o semplicemente prestare più attenzione all’idratazione. Bere a sufficienza durante la giornata aiuta infatti a mantenere un volume di sangue adeguato, rendendo meno probabili questi cali improvvisi.
Piccoli cambiamenti nello stile di vita per grandi benefici
Puoi fare molto per proteggere le tue arterie senza necessariamente ricorrere subito o soltanto ai farmaci. Il consumo eccessivo di sale è uno dei principali responsabili dell’irrigidimento dei vasi: ridurne la quantità, sostituendolo con spezie ed erbe aromatiche, può portare a una riduzione misurabile della pressione già dopo poche settimane. La camminata veloce praticata quotidianamente per almeno trenta minuti agisce come un vero farmaco naturale, migliorando l’elasticità arteriosa e aiutando il cuore a pompare con meno fatica. Anche la qualità del sonno gioca un ruolo cruciale, poiché un riposo frammentato o insufficiente mantiene il corpo in uno stato di stress che spinge i valori pressori verso l’alto.
Come misurare la pressione in modo corretto a casa
Monitorare la pressione tra le mura domestiche ti permette di fornire al tuo medico dati molto più affidabili rispetto a una singola misurazione fatta in ambulatorio, dove l’emozione del momento potrebbe alterare i risultati. Per ottenere valori veritieri dovresti sederti comodamente, con la schiena appoggiata e i piedi ben piantati a terra, restando in silenzio per almeno cinque minuti prima di far partire l’apparecchio. Evita di fumare o bere caffè nei trenta minuti precedenti. Le linee guida attuali raccomandano di effettuare le rilevazioni due volte al giorno, al mattino prima di assumere eventuali farmaci e alla sera. Annotare i valori su un diario ti aiuterà a riconoscere eventuali tendenze insolite e a vivere questo controllo come un semplice strumento di prevenzione consapevole, senza che diventi una fonte di ansia.
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