Pressione alta? Ecco quale acqua scegliere (non conta solo il sodio)

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Ti capita mai di fermarti davanti alla fila infinita di bottiglie d’acqua al supermercato, con il dubbio su quale sia davvero la migliore per la tua salute? Se soffri di pressione alta (ipertensione), potresti sentirti quasi obbligato a cercare l’acqua con meno sodio possibile, magari influenzato da pubblicità che puntano tutto sulla leggerezza. In realtà la scelta dell’acqua è un tassello importante nella gestione quotidiana del tuo benessere, ma per farla bene devi imparare a guardare oltre le promesse del marketing e concentrarti su pochi dati oggettivi riportati in etichetta.

Il ruolo del sodio e perché lo cerchi in etichetta

Il motivo per cui ti preoccupi del sodio è legato a un meccanismo fisiologico preciso. Quando consumi troppo sale, il sodio trattiene i liquidi all’interno dei vasi sanguigni, aumentando il volume del sangue che il cuore deve pompare e, di conseguenza, facendo salire la pressione. Le linee guida delle principali società scientifiche suggeriscono che un’acqua per essere definita iposodica debba contenere meno di 20 milligrammi di sodio per litro. Se leggi questo valore sull’etichetta, puoi stare certo che quella specifica acqua contribuisce in modo minimo al tuo apporto quotidiano di sale.

Ma il sodio presente nell’acqua rappresenta solitamente solo una piccola frazione, circa il 3%, del sale che assumi ogni giorno. La maggior parte del sodio arriva dai cibi conservati, dal pane, dai formaggi e dal sale che aggiungi tu in cucina. Scegliere un’acqua a basso contenuto di sodio è una mossa corretta, specialmente se sei una persona particolarmente sensibile al sale, ma non deve diventare un’ossessione che ti fa trascurare il resto della dieta.

Il residuo fisso e la mineralizzazione

Un altro termine che incontri spesso è il residuo fisso, che indica semplicemente la quantità di sali minerali che rimarrebbe se facessi evaporare un litro d’acqua a 180 gradi. Molte persone con la pressione alta tendono a scegliere acque con un residuo fisso molto basso, le cosiddette acque minimamente mineralizzate, pensando che siano più pure o migliori per le arterie.

In realtà le acque oligominerali (con residuo fisso tra 50 e 500 mg/L) sono spesso un’ottima scelta per chi è iperteso. Forniscono infatti un buon equilibrio senza sovraccaricare l’organismo. Le acque molto ricche di minerali, al contrario, potrebbero contenere livelli di sodio più elevati, quindi in quel caso dovresti controllare i valori con maggiore attenzione. Non devi temere i minerali in sé: il corpo ne ha bisogno per diverse funzioni vitali, inclusa la contrazione muscolare e la regolazione del battito cardiaco.

Calcio e magnesio: i tuoi alleati silenziosi

Mentre il sodio viene spesso visto come il cattivo della situazione, ci sono altri minerali che possono aiutarti attivamente a mantenere la pressione entro limiti salutari. Il calcio e il magnesio, se presenti in quantità adeguate, svolgono un ruolo protettivo per l’apparato cardiovascolare. Il magnesio in particolare aiuta i vasi sanguigni a rilassarsi, contrastando la tendenza alla costrizione che fa alzare la pressione.

Quando leggi l’etichetta potresti notare valori significativi di questi due elementi. Se la tua dieta è già povera di latticini o altre fonti di minerali, un’acqua che ne è ricca può essere un modo semplice e privo di calorie per integrarli. L’idea che il calcio dell’acqua favorisca i calcoli renali è un falso mito: il consenso scientifico indica che il calcio assunto tramite l’acqua può addirittura aiutare a prevenire la formazione di alcuni tipi di calcoli, oltre a sostenere la salute delle tue ossa.

Oltre la bottiglia: l’importanza di un’abitudine costante

La scelta dell’acqua giusta è efficace solo se si inserisce in un quadro di idratazione corretta. Bere a sufficienza, circa un litro e mezzo o due al giorno, aiuta i tuoi reni a eliminare il sodio in eccesso e favorisce un corretto equilibrio dei liquidi corporei. Se tendi a dimenticarti di bere, prova a tenere una bottiglia sempre in vista sulla scrivania o in cucina: la vista dello strumento facilita la creazione dell’abitudine.

Cerca di considerare l’acqua come parte di un sistema. Se scegli un’acqua iposodica ma continui a consumare molti cibi pronti o insaccati, il beneficio dell’acqua verrà annullato. Al contrario, se impari a usare poco sale a tavola e abbini un’acqua mediamente mineralizzata ma povera di sodio, starai offrendo al tuo sistema circolatorio il miglior supporto possibile. Se noti gonfiori alle caviglie o un aumento improvviso della pressione, parlane sempre con il tuo medico per capire se sia necessario calibrare meglio non solo l’acqua, ma anche eventuali terapie o restrizioni dietetiche più specifiche.

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