Senti i polpacci pesanti la sera? Ecco perché non è solo stanchezza

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Capita a molte persone di tornare a casa la sera, mettersi a riposo e avvertire un’indefinita sensazione di peso, dolore sordo o formicolio ai polpacci. Se trascorri molte ore alla scrivania o in piedi nello stesso punto, questa stanchezza serale non è una coincidenza. La postura che mantieni durante la giornata influenza in modo diretto la circolazione sanguigna e lo stato di tensione dei muscoli delle gambe.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Cosa succede alle gambe durante la giornata

I muscoli del polpaccio funzionano come una vera e propria pompa idraulica, fondamentale per facilitare il ritorno del sangue al cuore contro la forza di gravità. Quando cammini, ogni passo contrae e rilascia questi muscoli, spremendo le vene e spingendo i liquidi verso l’alto.

Rimanere seduti o in piedi immobili per molte ore sospende questo meccanismo naturale. Il sangue e i liquidi venosi e linfatici tendono ad accumularsi verso il basso, provocando un lieve ristagno nei tessuti. Questo fenomeno aumenta la pressione interna e va a stimolare le piccole terminazioni nervose della pelle e del tessuto muscolare, scatenando quella sensazione di pizzicore, formicolio e pesantezza che compare tipicamente al calare della sera.

Le abitudini posturali che affaticano il polpaccio

Se lavori alla scrivania, ti sarà capitato di notare la tendenza a incrociare le gambe o a piegare i piedi all’indietro sotto la sedia. Queste posizioni creano una compressione meccanica a livello della fossa poplitea, la zona posteriore del ginocchio, ostacolando il regolare flusso dei vasi sanguigni.

Chi lavora in piedi senza potersi muovere affronta un problema diverso ma speculare. In questo caso le vene subiscono un carico di pressione continuo, mentre i muscoli delle gambe rimangono contratti in modo statico per sostenere il peso del corpo. Questa contrazione prolungata riduce l’afflusso di ossigeno al tessuto muscolare e porta all’accumulo di metaboliti dell’affaticamento, rendendo i polpacci dolenti e affaticati quando finalmente ci si sdraia.

Gesti quotidiani per prevenire il fastidio

Puoi ridurre notevolmente questi sintomi integrando piccole pause dinamiche durante le tue attività lavorative. Se trascorri la giornata seduto, impostare un promemoria per alzarti ogni quarantacinque minuti e camminare per un paio di minuti permette di riattivare subito la pompa muscolare del polpaccio.

Anche rimanendo alla scrivania puoi eseguire semplici movimenti della caviglia, come sollevare alternativamente i talloni e le punte dei piedi per una ventina di volte. Le linee guida attuali raccomandano l’uso di calze a compressione graduata come lo strumento preventivo più efficace contro il ristagno di liquidi e i sintomi serali per chi svolge lavori statici. A fine giornata puoi praticare un utile scarico posturale: sdraiati sul divano o sul letto e solleva le gambe appoggiandole a qualche cuscino o a una parete per circa quindici minuti. La gravità aiuterà il riassorbimento dei liquidi. Un leggero allungamento del muscolo polpaccio prima di andare a dormire contribuisce a rilassare le fibre muscolari e a prevenire eventuali crampi notturni.

Quando consultare il medico

Nella maggior parte dei casi il disagio serale ai polpacci è una risposta fisiologica alla sedentarietà o al carico posturale. Esistono però alcune situazioni che meritano un inquadramento clinico. Se ti accorgi di un gonfiore asimmetrico localizzato a una sola gamba, accompagnato da dolore acuto, arrossamento o cute calda al tatto, è importante rivolgerti tempestivamente al medico per escludere un problema venoso acuto come una trombosi profonda.

Se il formicolio è costante, continua anche al mattino o si irradia dalla schiena fino alla parte posteriore della coscia, il fastidio potrebbe dipendere da una compressione nervosa a livello lombare. Se il fastidio serale si manifesta con un bisogno irrefrenabile di muovere le gambe che trova sollievo temporaneo solo col movimento, il consenso medico indica di valutare cause di natura neurologica legate ai disturbi del sonno. Il medico curante saprà valutare i sintomi e indicare i controlli più appropriati.

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