Perdi capelli in autunno? L’errore estivo che stai pagando proprio ora

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Se in queste settimane ti accorgi di lasciare più capelli del solito sul cuscino, nel lavandino o tra i denti della spazzola, sappi che non stai affrontando un problema isolato. È del tutto normale provare un senso di apprensione di fronte a questo fenomeno, ma nella maggior parte dei casi ti trovi semplicemente davanti al cosiddetto telogen effluvium stagionale. Si tratta di una risposta fisiologica in cui i follicoli piliferi accelerano il passaggio dalla fase di crescita a quella di riposo, sincronizzandosi con i cambi di luce e temperatura tipici dell’autunno. Il capello che si stacca oggi ha iniziato il suo percorso di caduta circa due o tre mesi fa, motivo per cui le abitudini estive influenzano in modo profondo ciò che accade in questa stagione.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Quali errori estivi pesano sui mesi autunnali

Durante i mesi caldi tendiamo a sottovalutare l’impatto dei fattori ambientali sulla salute del cuoio capelluto. Un’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti senza adeguata protezione genera uno stress ossidativo sul bulbo pilifero, alterando la microcircolazione della cute e indebolendo l’ancoraggio della radice. I frequenti bagni in mare o in piscina accumulano sul capello residui di sale e cloro che disidratano la cheratina, rendendo il fusto rigido e vulnerabile alle spezzature. A questo quadro si sommano le diete ipocaloriche estive, spesso povere di proteine, ferro o sali minerali, intraprese rapidamente prima delle vacanze. Quando l’organismo riceve meno nutrienti, li indirizza verso gli organi vitali, riducendo l’apporto destinato a tessuti secondari come unghie e capelli.

Come proteggere la chioma con le scelte di ogni giorno

Per sostenere la chioma durante il cambio di stagione puoi mettere in atto piccoli accorgimenti concreti. A tavola conviene dare priorità ad alimenti ricchi di ferro, zinco, rame e vitamine del gruppo B, presenti in legumi, uova, pesce, frutta secca e verdure a foglia verde, essenziali per la sintesi della cheratina. Sciacquare i capelli con acqua dolce subito dopo il bagno in mare elimina i depositi salini, mentre l’uso di detergenti affini al pH cutaneo rispetta il film idrolipidico naturale. Quando asciughi la capigliatura, riduci la temperatura dell’asciugacapelli ed evita di strofinare con forza l’asciugamano: la frizione meccanica sui capelli umidi ne facilita la rottura. Anche gestire i ritmi di sonno contribuisce a ridurre i livelli di cortisolo, sostenendo la vitalità dei bulbi.

Quando vale la pena consultare uno specialista

La caduta autunnale tende a rientrare naturalmente nell’arco di sei-otto settimane, quando i follicoli riprendono la loro regolare attività di produzione. Se noti che il fenomeno si prolunga oltre i due mesi, o se osservi una perdita a chiazze, un diradamento marcato sulla sommità del capo o sintomi come prurito e bruciore al cuoio capelluto, è utile parlarne con il tuo medico di medicina generale o con un dermatologo. Un approfondimento mirato permette di individuare eventuali carenze marziali, alterazioni della funzione tiroidea o forme specifiche di alopecia, impostando così un intervento mirato ed efficace per la salute della tua chioma.

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