Pressione diversa tra le braccia? Non è un errore, ma un segnale di…

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Perché la pressione arteriosa può variare tra le due braccia

Misurare la pressione arteriosa è un gesto semplice che fa parte della routine di salute di milioni di persone. Eppure, un dubbio sorge quasi sempre: quale braccio utilizzare? Molti pazienti notano piccole differenze tra il lato destro e quello sinistro e temono che lo strumento sia difettoso o che ci sia un problema di salute sottostante. In realtà, è del tutto normale che i valori non siano identici.

Questa discrepanza dipende in parte dalla nostra anatomia. Il percorso che il sangue compie partendo dal cuore per raggiungere le braccia non è perfettamente simmetrico: l’arteria succlavia destra origina dal tronco brachiocefalico, mentre la sinistra nasce direttamente dall’arco aortico. Questa lieve diversità strutturale, unita alle naturali e continue fluttuazioni della pressione da un battito all’altro, genera variazioni fisiologiche. Nella grande maggioranza dei casi, si tratta di scarti minimi (inferiori a 10 mmHg) che non hanno alcun impatto clinico e non influenzano la valutazione dello stato di salute generale.

La regola d’oro per la prima valutazione

Le linee guida cardiologiche internazionali (come quelle della Società Europea di Cardiologia e della Società Europea dell’Ipertensione) stabiliscono un approccio molto chiaro per risolvere il dilemma. Durante una prima valutazione medica, o quando si inizia a monitorare la pressione a casa, è raccomandato effettuare la misurazione su entrambe le braccia. Questo passaggio permette di identificare quale dei due arti fornisce costantemente il valore più elevato.

Una volta stabilito quale braccio presenta la pressione maggiore, tutte le misurazioni successive dovranno essere effettuate sempre su quel lato. Il motivo è strettamente clinico e cautelativo: i medici basano la diagnosi e le decisioni terapeutiche sul valore più alto registrato, poiché è quello che riflette il reale rischio cardiovascolare del paziente. Utilizzare il braccio con la pressione più bassa comporterebbe una sottostima del problema e un potenziale ritardo nelle cure. Solo nel caso in cui i valori siano identici, si può scegliere il braccio più comodo (spesso il non dominante).

Quando la differenza tra le braccia richiede attenzione

Sebbene una lieve divergenza sia fisiologica, esiste una soglia oltre la quale il fenomeno merita un approfondimento diagnostico. La comunità scientifica indica che una differenza costante superiore a 15 millimetri di mercurio (mmHg) nella pressione sistolica (la cosiddetta “massima”) tra il braccio destro e il sinistro non deve essere ignorata.

Uno scarto di questa entità, se confermato da misurazioni ripetute e simultanee, è un indicatore indipendente di rischio cardiovascolare. Spesso è il segnale di una patologia vascolare aterosclerotica periferica: la causa più comune è una stenosi (restringimento) dell’arteria succlavia, che riduce il flusso sanguigno verso un arto, abbassandone artificialmente la pressione rilevata. Se notate una discrepanza sistematica superiore ai 15 mmHg, è opportuno segnalarlo al medico curante, che potrà prescrivere accertamenti specifici come un ecocolordoppler dei tronchi sovraortici e degli arti superiori.

Come ottenere una misurazione affidabile a casa

Indipendentemente dal braccio scelto, la precisione del dato dipende in gran parte dal rispetto di regole standardizzate. Molte anomalie che le persone attribuiscono al braccio destro o sinistro sono in realtà dovute a errori procedurali, a bracciali di dimensioni inadeguate o a fattori esterni.

Per una rilevazione corretta e aderente alle linee guida, è essenziale:

  • Avere la vescica vuota ed evitare di fumare o assumere caffeina nei 30 minuti precedenti.
  • Sedersi in un ambiente tranquillo e restare a riposo per almeno 5 minuti prima della misurazione.
  • Mantenere la schiena ben appoggiata allo schienale, i piedi piantati a terra e le gambe non incrociate.
  • Posizionare il braccio su un piano di appoggio (come un tavolo) in modo che il bracciale sia esattamente all’altezza del cuore (metà dello sterno).
  • Assicurarsi di utilizzare un bracciale della misura corretta per la circonferenza del proprio braccio.
  • Non parlare e non muoversi durante il gonfiaggio e lo sgonfiaggio.

Infine, la regola fondamentale del monitoraggio domiciliare: mai fermarsi alla prima misurazione. È raccomandato eseguire due o tre misurazioni a distanza di 1-2 minuti l’una dall’altra, calcolando poi la media delle ultime due. Seguendo queste accortezze cliniche, il misuratore domestico diventa uno strumento estremamente prezioso e affidabile per la prevenzione cardiovascolare.

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