Pellicine dietro le orecchie? Ecco perché c’entrano (anche) i capelli

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Passare le dita dietro il padiglione auricolare e sentire la pelle ruvida, arrossata o coperta da pellicine spinge spesso a cercare una causa anche tra i capelli. Il collegamento esiste, ma riguarda le condizioni della cute del cuoio capelluto e non lo stato di salute generale della chioma. Trovare desquamazione in quella piega non misura la vitalità dei follicoli, ma segnala spesso un disturbo dermatologico condiviso dalle due zone.

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Perché la pelle dietro le orecchie c’entra con il cuoio capelluto

La piega retroauricolare e la testa condividono caratteristiche che le rendono bersaglio delle stesse infiammazioni. La dermatite seborroica interessa di frequente entrambe le aree, provocando chiazze arrossate e desquamazione con squame giallastre dall’aspetto untuoso. Vi partecipa un lievito normalmente presente sulla pelle sana, la Malassezia, inserito in un meccanismo multifattoriale che non equivale a un’infezione presa dall’esterno e che di solito prescinde da malattie interne.

Non si tratta dell’unica possibilità, perché anche la psoriasi del cuoio capelluto può estendersi oltre l’attaccatura fino a dietro le orecchie, formando placche più spesse coperte da squame secche bianco-argentee. L’aspetto e il colore delle pellicine offrono solo un indizio orientativo e non bastano per fare diagnosi da soli, tanto più che le due condizioni si somigliano e talvolta coesistono.

Quando il problema nasce invece dai prodotti che applichi sulla testa, il legame con la chioma diventa indiretto. Tinture, profumi e conservanti dei cosmetici scivolano durante il lavaggio e possono causare una dermatite allergica da contatto o una forma irritativa locale. Se il medico sospetta un’allergia specifica può prescrivere i patch test, ma intanto è utile ricostruire le esposizioni recenti e portare alla visita le confezioni dei prodotti usati.

Squame, croste e il timore di perdere i capelli

Chiamare tutto “crosticine” rischia di confondere manifestazioni diverse. Le squame sono lamelle di pelle che si sfaldano, mentre le croste vere e proprie nascono da un liquido che si asciuga. Attorno alle orecchie una sovrainfezione batterica può in effetti provocare essudazione e croste, ma anche l’infiammazione da sola può trasudare: la presenza di una crosta, quindi, non dimostra automaticamente che serva un antibiotico.

Chi nota questi segni anche tra i capelli teme spesso un futuro diradamento, ma l’infiammazione dietro l’orecchio non danneggia i follicoli. Nella psoriasi del cuoio capelluto, per esempio, è l’azione meccanica del grattarsi o del rimuovere con forza le squame a provocare una perdita temporanea di capelli. Una volta messa sotto controllo la malattia cutanea, la chioma generalmente ricresce.

Se oltre alla desquamazione noti un diradamento reale, i due problemi non vanno sovrapposti d’ufficio. Infiammazione cutanea e caduta richiedono valutazioni distinte, perché la risposta dipende dalla diagnosi specifica e non si può attribuire ogni perdita di capelli a una dermatite non ancora inquadrata.

Come cambia il trattamento in base alla sede e quando farsi vedere

Negli adolescenti e negli adulti il trattamento della dermatite seborroica varia in base alla zona colpita, usando shampoo medicati sulla testa e preparazioni specifiche sulla pelle, secondo schemi che non vanno applicati ai lattanti. Una revisione di 51 studi su oltre novemila partecipanti mostra che a breve termine gli antimicotici topici ketoconazolo e ciclopirox risolvono le lesioni meglio del placebo, con certezza delle prove rispettivamente bassa e moderata.

Per spegnere l’infiammazione il medico può prescrivere anche corticosteroidi di lieve potenza per brevi periodi, calibrando prodotto e frequenza sul singolo caso. Non applicare di tua iniziativa nella piega dell’orecchio ciò che usi tra i capelli: la sede anatomica cambia la scelta della formulazione e la pelle retroauricolare richiede prodotti dedicati.

La dermatite seborroica tende a ripresentarsi nel tempo, quindi curare il singolo episodio serve a controllare i sintomi più che a eliminare per sempre il disturbo. Se il rossore persiste, recidiva spesso o non risponde alle prime cure, serve una valutazione medica per confermare la diagnosi. Esistono poi sintomi completamente diversi dalla semplice desquamazione superficiale che richiedono invece assistenza immediata:

  • comparsa di dolore e gonfiore dietro l’orecchio;
  • spostamento del padiglione auricolare, che appare spinto verso l’esterno;
  • presenza contemporanea di febbre o fuoriuscita di secrezioni dal condotto uditivo.

Questi segnali non c’entrano con le comuni pellicine, ma fanno sospettare un’infezione profonda e rara come la mastoidite, che va valutata con urgenza. Nei casi ordinari di rossore e desquamazione, invece, distinguere la causa cutanea evita tentativi inutili con rimedi aggressivi e permette di trattare insieme, ma con i prodotti giusti, sia la pelle nascosta dietro le orecchie sia il cuoio capelluto.

Fonti

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