Pancia piatta al mattino e gonfia la sera? No, non è colpa dell’aria

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La mattina i pantaloni chiudono senza fatica, la sera la cintura stringe e la pancia sembra più grande. Non è un’impressione. In alcune persone con disturbi intestinali funzionali, cioè disturbi senza una lesione che spieghi i sintomi, l’addome si gonfia davvero in modo progressivo durante il giorno e torna quasi normale dopo il riposo notturno.

Viene spontaneo pensare all’intestino che si riempie d’aria, o a ore passate curvi sulla scrivania che finiscono per “schiacciare” le pareti intestinali. Le misurazioni indicano un’altra strada. In una parte delle persone studiate, quando l’addome sporge a cambiare è il modo in cui lavorano insieme il diaframma e i muscoli della pancia. Lo stress può peggiorare i sintomi. Il ruolo della postura, invece, resta senza prove.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Sentirsi gonfi e avere la pancia più grande sono due cose diverse

Il gonfiore addominale è una sensazione di pienezza, pressione o tensione. La distensione è un’altra cosa: un aumento del volume dell’addome che si vede e che si potrebbe misurare con un metro da sarta. Le due cose possono andare insieme, ma sentirsi gonfi non significa per forza avere una pancia visibilmente più grande.

Tenerle separate serve perché le due cose non viaggiano sempre insieme. Nel gonfiore funzionale, l’intensità del fastidio, i centimetri in più di circonferenza e la quantità di gas intestinale risultano collegati in modo incostante. Il gas può contribuire ai sintomi, ma l’addome può distendersi anche senza un accumulo importante di aria.

Quando a spingere in fuori sono diaframma e addome

Se il gas spesso non basta a spiegare la distensione, resta da capire che cosa faccia sporgere la pancia. In alcuni pazienti con distensione episodica, le misurazioni fisiologiche hanno documentato una dissinergia addomino-frenica: una cattiva coordinazione fra due strutture muscolari che di norma lavorano d’accordo.

La sequenza è questa. Il diaframma, il muscolo a cupola che separa torace e addome, si contrae e scende verso il basso. Nello stesso momento la parete anteriore della pancia, invece di contenere quella spinta, si rilassa. Il contenuto dell’addome viene così spinto in avanti e la pancia sporge, senza che serva molto gas in più.

Qui sta la correzione al quadro di partenza. La struttura che cambia forma è la parete addominale, fatta di muscoli, e non la parete dell’intestino. Questo meccanismo è stato osservato in pazienti selezionati: spiega una parte dei casi, non tutti. E il tono muscolare coinvolto è un’altra cosa rispetto al modo in cui stai seduto.

Visto che il problema riguarda la coordinazione, gli approcci studiati agiscono proprio su quella. Il biofeedback addomino-toracico è un allenamento specifico che insegna a ricoordinare diaframma e parete addominale. Ha dato risultati favorevoli in pazienti selezionati, ma le prove sono considerate di qualità molto bassa. Addominali, stretching o ginnastica posturale generica sono pratiche diverse, che non lo sostituiscono.

Anche la respirazione diaframmatica viene presa in considerazione per questa dissinergia, con la precisazione che servono altri dati. Per questo non esiste un protocollo validato di esercizi, durate o ripetizioni da seguire.

Lo stress pesa sui sintomi, la postura resta un’ipotesi

Stress e ansia possono rendere il gonfiore più intenso da percepire e più pesante da sopportare nella vita di tutti i giorni. Il loro ruolo è quello di amplificatori del sintomo. Questo non significa che lo stress ne sia l’unica causa, né che irrigidisca o danneggi l’intestino.

Sulle terapie psicologiche le posizioni sono meno allineate. Le indicazioni statunitensi ne ammettono un uso più ampio. Quelle europee sono più prudenti per chi ha soltanto gonfiore, senza la sindrome dell’intestino irritabile, perché gran parte dei dati viene da quei pazienti. Possono aiutare alcune persone, ma un beneficio garantito per tutti non è dimostrato.

Sulla postura i dati sono ancora più scarsi. In un esperimento su otto volontari sani, il gas attraversava l’intestino più in fretta in piedi che da sdraiati, ma i sintomi e la circonferenza dell’addome non cambiavano in modo significativo. È un dato di fisiologia. Non dimostra che sedersi dritti alla scrivania eviti la pancia gonfia la sera.

Quando l’addome teso merita un controllo

Per capire da dove nasce il gonfiore si parte dal racconto dei sintomi e dalla visita. Esami di immagine o endoscopia non servono a tutti di routine. Vanno considerati in presenza di segnali d’allarme, di un peggioramento recente o di qualcosa di anomalo emerso durante la visita.

Conviene parlarne con il medico se, insieme all’addome teso, compare uno di questi elementi:

  • perdita di peso che non stai cercando;
  • sangue nelle feci;
  • vomito;
  • dolore intenso;
  • sintomi che durano, peggiorano o interferiscono con la vita quotidiana.

Che la pancia si sgonfi durante la notte è compatibile con un disturbo funzionale, ma l’orario da solo non basta a escludere altro. Dicono di più la durata del disturbo, il modo in cui sta cambiando e i segnali che lo accompagnano.

Fonti

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