Quante ore sarebbe bene dormire per notte dopo i 65 anni?

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Quante ore sarebbe bene dormire per notte dopo i 65 anni è un dubbio che, comprensibilmente, spesso è accompagnato da ansia, perché molte persone di quella età dormono meno di quanto facevano da giovani.

La prima cosa da chiarire è però questa: dormire meno con l’età è normale, e non equivale automaticamente a dormire male o a danneggiare la salute.

Cosa dicono le linee guida internazionali

Le principali società scientifiche che si occupano di sonno, tra cui la American Academy of Sleep Medicine e la Sleep Research Society, concordano su un punto chiave:

anche dopo i 65 anni il fabbisogno medio di sonno resta intorno alle 7 ore per notte.

Le raccomandazioni parlano di un intervallo compreso tra 7 e 8 ore, ma sottolineano che si tratta di una media, non di un obbligo biologico valido per tutti.

Perché con l’età si dorme meno

Donna in preda all'ansia che non riesce a dormire

iStock.com/Tero Vesalainen

Con l’invecchiamento il sonno cambia fisiologicamente. È ben documentato che:

  • il sonno diventa più leggero
  • aumentano i risvegli notturni
  • si riduce il sonno profondo
  • ci si sveglia prima al mattino

Questi cambiamenti non sono una malattia, ma parte del normale invecchiamento del sistema nervoso. Per questo motivo molte persone over 65 dormono 6 o 6 ore e mezza senza alcuna conseguenza clinica rilevante.

Dormire meno è sempre un problema?

No. La letteratura è molto chiara su questo punto: la quantità di sonno va sempre interpretata insieme alla qualità e alla funzionalità diurna.

Se una persona dorme 6 ore ma durante il giorno:

  • è vigile
  • non ha sonnolenza eccessiva
  • mantiene buone capacità cognitive
  • svolge le normali attività senza affaticamento

non c’è alcuna indicazione medica a “forzare” più ore di sonno.

Al contrario, dormire poco diventa un problema quando è associato a stanchezza persistente, difficoltà di concentrazione, irritabilità o rischio di cadute.

Dormire troppo è meglio?

Anche questo è un mito. Numerosi studi osservazionali mostrano che dormire regolarmente più di 9 ore per notte negli anziani è associato a un aumento di mortalità e a peggiori esiti cognitivi. Questo non significa che il sonno lungo sia la causa diretta, ma spesso è un segnale di fragilità, depressione o patologie croniche.

Il ruolo dei sonnellini diurni

Dopo i 65 anni è frequente fare un riposino pomeridiano. Le evidenze indicano che:

  • 20-30 minuti possono essere utili
  • sonnellini lunghi o tardivi peggiorano il sonno notturno

Anche questo aspetto incide sul totale delle ore dormite in 24 ore, che conta più delle sole ore notturne.

La conclusione, senza forzature

Una risposta onesta e basata sulle evidenze è questa:

dopo i 65 anni dormire circa 7 ore per notte è un buon riferimento, ma dormire stabilmente tra 6 e 8 ore può essere perfettamente normale se ci si sente bene durante il giorno.

L’obiettivo non è raggiungere un numero preciso, ma dormire quanto basta per vivere bene e in sicurezza, senza medicalizzare un sonno che cambia fisiologicamente con l’età.

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