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Alzarsi una, due o tre volte a notte per andare in bagno spezza il sonno, e viene naturale chiedersi se esista qualcosa da prendere per dormire filato.
Esistono farmaci che possono ridurre le minzioni notturne, ma nessuno garantisce di eliminarle a prescindere dalla causa.
E la causa è il punto.
Svegliarsi per urinare, che i medici chiamano nicturia, è un sintomo e non una diagnosi. Dietro possono esserci meccanismi diversi, e ciascuno risponde a un trattamento diverso, oppure a nessun farmaco urologico.

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Prima del farmaco, capire da dove arriva il problema
A volte il corpo produce semplicemente troppa urina durante la notte. Altre volte la quantità è normale, ma la vescica fatica a trattenerla e chiede di essere svuotata spesso, poco per volta. Possono pesare anche i disturbi del sonno o condizioni che riguardano tutto l’organismo, e spesso più fattori si sommano.
Per questo la valutazione va oltre la prostata. Tra le cose da considerare ci sono il diabete, l’insufficienza cardiaca, le malattie dei reni, l’apnea ostruttiva del sonno e i medicinali che già prendi.
Lo strumento più semplice per orientarsi è un diario minzionale di tre giorni. Per tre giorni annoti a che ora urini e quanta urina fai ogni volta, oltre a quante volte ti svegli. Dai volumi emerge se il problema è un eccesso di urina notturna o una serie di minzioni piccole e frequenti, e da questo dipende la scelta del trattamento.
Se il disturbo è persistente o ti rovina il sonno, conviene parlarne con il medico, portando con te il diario compilato.
La desmopressina riduce l’urina, ma di poco
Quando il diario mostra che di notte si produce troppa urina, il farmaco più studiato è la desmopressina. Riduce la quantità di urina prodotta ed è un trattamento per la nicturia da poliuria notturna in adulti selezionati, cioè quando l’urina notturna è davvero eccessiva. Prima di prescriverla il medico verifica questo punto e valuta le condizioni sottostanti.
Quanto aiuta? Nei due studi registrativi di una formulazione sublinguale a basse dosi, su persone che si alzavano almeno due volte per notte, il beneficio aggiuntivo rispetto al placebo dopo tre mesi è stato questo:
- donne: circa 0,2 minzioni in meno per notte e circa 49 minuti in più prima del primo risveglio
- uomini: circa 0,4 minzioni in meno per notte e circa 39 minuti in più prima del primo risveglio
Tradotto in notti, è un risveglio in meno ogni cinque notti circa nelle donne e ogni due o tre negli uomini. Sono però medie di gruppo: descrivono l’effetto su molte persone, e dicono poco sulla probabilità che proprio tu arrivi a dormire tutta la notte.
Una revisione di studi sugli uomini, ormai datata, ha stimato riduzioni più ampie, intorno a 0,6-0,85 minzioni per notte, sulla base di prove di bassa qualità. Popolazioni, dosi e formulazioni diverse spiegano perché i numeri non coincidono.
Perché con la desmopressina si controlla il sodio
Il rischio principale di questo farmaco riguarda il sangue. La desmopressina può causare iponatriemia, cioè un calo del sodio nel sangue, che può diventare grave. Il rischio aumenta nelle persone anziane.
Per questo la prescrizione segue regole precise. Il sodio deve essere normale all’inizio e va ricontrollato con gli esami del sangue a pochi giorni dall’avvio, dopo circa un mese e poi periodicamente. I liquidi vanno ridotti al minimo nella fascia oraria prevista per la formulazione prescritta: è una restrizione mirata attorno all’assunzione, non un invito a bere poco in generale.
Alcune condizioni rendono il farmaco controindicato per la nicturia: tra queste un sodio già basso, un’importante compromissione dei reni e l’insufficienza cardiaca. Per una formulazione specifica l’elenco comprende anche, per esempio, l’uso contemporaneo di alcuni diuretici o di cortisonici, anche inalatori.
I segnali da riconoscere durante il trattamento sono chiari. Mal di testa, nausea o vomito, sonnolenza o confusione richiedono di sospendere il farmaco e contattare il medico. Convulsioni o una marcata alterazione dello stato di coscienza richiedono assistenza urgente.
Quando la causa è nella vescica o nella prostata
Se i risvegli nascono da un problema della vescica, i farmaci sono altri. Gli alfa-bloccanti possono essere considerati quando la nicturia si accompagna a difficoltà nello svuotamento, gli antimuscarinici quando c’è una vescica iperattiva, con stimoli improvvisi e urgenti.
In entrambi i casi il beneficio specifico sulle minzioni notturne è spesso piccolo, e si tratta di opzioni mirate a situazioni precise, non di soluzioni valide per tutti. Nelle donne con vescica iperattiva un’altra possibilità è il mirabegron, ma le prove specifiche sulla nicturia hanno bassa certezza.
La domanda sul farmaco, quindi, trova risposta nel diario prima che in farmacia. Lo stesso risveglio alle tre di notte può dipendere da troppa urina, da una vescica che trattiene poco, dal sonno o da un’altra malattia. Solo sapendo quale di questi fattori pesa di più ha senso scegliere un farmaco, con l’aspettativa realistica di qualche risveglio in meno nel corso della settimana.
Fonti
- Disease Management – EAU Guidelines on the Management of Non-neurogenic Male LUTS – Uroweb
- DailyMed – NOCDURNA- desmopressin acetate tablet
- Noqdirna 50mcg oral lyophilisate – Summary of Product Characteristics (SmPC) – (emc) | 4372
- Desmopressin for treating nocturia in men with lower urinary tract symptoms | Cochrane
- Disease Management – EAU Guidelines on Non-neurogenic Female LUTS – Uroweb
- EAU Guidelines on Non-neurogenic Female LUTS – Uroweb
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