Rischio aumentato di tumore per 1,6 milioni di donne che assumono desogestrel: quali pillole contraccettive sono interessate?

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Se hai letto il titolo pensando che 1,6 milioni di donne abbiano un tumore, la buona notizia è che non è così. Quel numero indica le donne in Francia che negli ultimi dodici mesi si sono viste prescrivere e rimborsare la minipillola a base di desogestrel 75 µg, ed è per questo che le autorità francesi hanno deciso di scrivere loro una lettera informativa. Ricevere quella comunicazione non significa avere un meningioma né essere sospettate di averlo. Resta però una domanda legittima: che cosa dice davvero la ricerca su questo farmaco, e chi dovrebbe preoccuparsene?

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Di che tumore si parla davvero

Il rischio segnalato riguarda il meningioma intracranico, una neoplasia che origina dalle membrane che avvolgono cervello e midollo spinale, non dal tessuto cerebrale stesso. Nella grande maggioranza dei casi non è canceroso: parlare di “cancro al cervello” sarebbe impreciso e fuorviante. Questo non significa che sia innocuo. In base a dove si trova e quanto cresce, un meningioma può comprimere strutture nervose vicine, causare disturbi neurologici e in alcuni casi richiedere un intervento chirurgico.

Che cosa ha effettivamente misurato lo studio

Uno studio francese di tipo caso-controllo ha confrontato oltre 8.000 donne operate per meningioma tra il 2020 e il 2023 con circa 84.000 donne senza quella diagnosi. Chi aveva usato desogestrel 75 µg in modo continuativo per almeno un anno mostrava un aumento relativo modesto del rischio di essere operata per meningioma, con un odds ratio di 1,32. Numeri che, tradotti, dicono un aumento contenuto rispetto a un evento comunque raro nella popolazione generale.

Il dato più interessante riguarda la durata. L’associazione diventava più marcata dopo più di cinque anni di uso continuativo: odds ratio 1,51 tra cinque e sette anni, e 2,09 oltre i sette anni. Nell’uso breve, invece, non è emerso un aumento statisticamente significativo. È un pattern coerente con un effetto legato all’esposizione cumulativa nel tempo, più che a un rischio fisso attivato dal primo giorno di assunzione.

Tradotto in numeri assoluti, il quadro si ridimensiona ulteriormente. Il rischio assoluto stimato parla di circa un meningioma operato in più ogni 67.300 utilizzatrici in media, che diventa uno ogni 17.000 tra chi ha usato il farmaco per più di cinque anni. Il rischio attribuibile si concentrava soprattutto nelle donne oltre i 45 anni, l’età media delle partecipanti allo studio era circa 60 anni. Un altro elemento rassicurante: trascorso un anno dalla sospensione del desogestrel, l’aumento del rischio non era più osservabile nei dati raccolti, anche se questo non equivale a una garanzia assoluta che ogni rischio biologico si azzeri esattamente a quella scadenza.

Quali pillole sono davvero coinvolte

Qui serve una distinzione che il titolo non fa, e che invece cambia tutto sul piano pratico. Lo studio ha esaminato direttamente solo le minipillole a base di desogestrel 75 µg, quelle senza estrogeno. In Francia rientrano marchi come Cerazette, Antigone, Elfasette, Optimizette e i relativi generici, ma sono nomi commerciali francesi e non un elenco valido per l’Italia.

Le autorità europee hanno poi esteso in via precauzionale avvertenze e controindicazioni anche alle pillole combinate con desogestrel (quelle che associano il progestinico a un estrogeno) e ai contraccettivi contenenti etonogestrel, come impianto e anello vaginale. La logica è farmacologica: il desogestrel viene trasformato dall’organismo in etonogestrel, quindi il legame chimico esiste. Ma nessuno di questi altri metodi è stato studiato direttamente per questo rischio specifico, e le stime numeriche viste sopra non vanno applicate automaticamente a loro.

Per sapere se una pillola rientra in queste categorie, l’unico modo affidabile è controllare il principio attivo riportato sulla confezione o sul foglio illustrativo, cercando la parola “desogestrel” e il relativo dosaggio.

Che cosa fare con questa informazione

Le linee guida europee indicano che desogestrel ed etonogestrel sono controindicati nelle donne con meningioma in corso o pregresso, e vanno sospesi sotto controllo medico se una diagnosi di meningioma emerge durante l’uso. Per chi non ha sintomi, però, non è raccomandata una risonanza magnetica di controllo sistematica, proprio perché il rischio assoluto resta molto basso.

La cosa più sensata da fare, se stai assumendo uno di questi contraccettivi da più di cinque anni o hai più di 45 anni, è parlarne con il tuo medico o la tua ginecologa alla prossima occasione utile, senza interrompere nulla da sola nel frattempo. Vale invece la pena chiedere una valutazione più tempestiva se compaiono mal di testa persistente o che peggiora nel tempo, disturbi della vista, dell’udito, dell’olfatto o del linguaggio, perdita di equilibrio o di memoria, crisi convulsive o debolezza in un braccio o una gamba. Sono segnali da non ignorare, indipendentemente dal contraccettivo che usi.

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