Prendi la metformina e sei stanco? Ecco perché non è colpa del diabete

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Prendi la metformina da mesi e la stanchezza non passa, nonostante il diabete sia sotto controllo e tu dorma abbastanza. Viene naturale cercare una spiegazione diversa dal solito “è normale essere stanchi quando si ha il diabete”. La pista della vitamina B12 esiste davvero: la metformina può ridurne i livelli nel sangue e, in alcuni casi, causare una carenza vera e propria.

Ma qui serve una distinzione che cambia tutto il ragionamento. La stanchezza è uno dei sintomi meno specifici che esistano in medicina: la causano l’anemia, la tiroide, il sonno scarso, lo stress, decine di farmaci e condizioni diverse. Sapere che la metformina può abbassare la B12 non equivale a sapere che è quello il tuo caso.

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Perché la metformina può abbassare la vitamina B12

Il legame tra i due non è un’ipotesi isolata. Uno studio randomizzato durato oltre quattro anni ha confrontato persone con diabete tipo 2 che assumevano metformina con altre in placebo: chi prendeva il farmaco ha visto ridurre i livelli di vitamina B12 in media del 19%, con un rischio di carenza più alto di oltre 7 punti percentuali rispetto al gruppo di controllo.

Non è un effetto uguale per tutti. Il rischio cresce con dosi più elevate e con una maggiore durata della terapia: un’analisi a lungo termine ha calcolato che ogni anno aggiuntivo di trattamento aumenta il rischio di carenza biochimica di circa il 13%. Contano anche altri fattori: livelli di partenza già ai limiti bassi, età avanzata, problemi intestinali, una dieta vegana rigorosa o l’uso contemporaneo di farmaci che riducono l’acidità dello stomaco, come gli inibitori di pompa protonica usati per il reflusso.

Quali segnali rendono il sospetto più concreto

La stanchezza inspiegata compare tra i sintomi associati alla carenza di B12, ma da sola non permette di distinguere questa causa da tante altre, incluso il diabete stesso o altri problemi di salute non collegati al farmaco.

Il quadro cambia quando la stanchezza si accompagna ad altro. Formicolii o intorpidimento alle mani e ai piedi, difficoltà nell’equilibrio o nel camminare, una lingua che diventa dolente e arrossata, un pallore insolito: questi segnali possono rafforzare il sospetto di una vera carenza. Anche in questo caso, però, nelle persone con diabete un formicolio ai piedi può dipendere dalla neuropatia diabetica, dalla carenza di B12, o da entrambe insieme: il sintomo da solo non dice quale sia la causa.

Un punto che spiazza molti: la carenza di B12 può manifestarsi con sintomi neurologici anche quando l’emocromo risulta perfettamente normale, senza anemia o macrocitosi. Un esame del sangue di routine che non mostra alterazioni non basta quindi a escluderla.

Quando ha senso fare l’esame, e quando no

Se prendi metformina da tempo e hai stanchezza persistente insieme ad almeno uno di questi segnali, ha senso discutere con il medico l’opportunità di valutare la vitamina B12 con un prelievo mirato. L’assunzione di metformina è considerata essa stessa un fattore di rischio che, combinato a un sintomo sospetto, giustifica il controllo.

Un passaggio pratico conta più di altri: se pensi di avere una carenza, non iniziare integratori di B12 per conto tuo prima di iniziare autonomamente il prelievo. Anche un multivitaminico da banco può alzare i valori nel sangue e mascherare una carenza reale, rendendo l’esame inutile o fuorviante. Fa eccezione una condizione seria e riconoscibile: anemia megaloblastica marcata con sintomi neurologici evidenti, dove il trattamento non va rimandato in attesa dei risultati.

Per chi è in terapia da molti anni, alcune linee guida sul diabete suggeriscono di considerare controlli periodici della vitamina B12, in particolare se sono già presenti anemia o segni di neuropatia. Non è uno screening automatico da fare ogni anno per chiunque assuma il farmaco, ma un controllo mirato su chi ha più probabilità di sviluppare il problema.

Se gli esami confermano una carenza legata al farmaco, la vitamina si corregge con integrazione orale o intramuscolare, a seconda della gravità, e la metformina nella maggior parte dei casi può essere continuata: non serve sospenderla da soli, ma è il medico a decidere se e come rivalutarne l’uso.

Ci sono situazioni in cui conviene non aspettare il prossimo controllo di routine: formicolio o perdita di sensibilità che compaiono di recente, difficoltà nuove a camminare o mantenere l’equilibrio, confusione mentale, pallore marcato. Sono segnali che meritano una valutazione tempestiva, perché un ritardo nel trattamento dei disturbi neurologici da carenza di B12 può lasciare conseguenze che non si risolvono facilmente anche dopo la correzione della carenza stessa.

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