Gambe e mani gonfie? Non è sempre ritenzione, ecco come capirlo

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Ti capita di svegliarti con le dita delle mani gonfie, o di notare a fine giornata che le caviglie hanno perso la loro forma abituale. Questo senso di pesantezza localizzata è una sensazione molto comune, che spesso crea frustrazione perché non è sempre facile comprenderne la causa. Nel linguaggio di tutti i giorni tendiamo a definire tutto come “ritenzione idrica”, ma il corpo può accumulare gonfiori per ragioni diverse. La distinzione fondamentale riguarda la differenza tra un accumulo di liquidi nello spazio extracellulare, noto in ambito clinico come edema, e una risposta infiammatoria localizzata a carico di articolazioni o tessuti. Riconoscere questi segnali ti permette di capire meglio cosa sta comunicando il tuo organismo e come prendertene cura.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Come riconoscere la ritenzione idrica

La ritenzione idrica si verifica quando i fluidi si accumulano in eccesso nello spazio interstiziale dei tessuti. Un segno caratteristico si chiama segno della fovea: se premi un dito per qualche secondo sulla zona gonfia, ad esempio sulla tibia o sulla caviglia, e la pelle impiega del tempo a ritornare al suo stato iniziale lasciando un’impronta visibile, ti trovi con ogni probabilità di fronte a un ristagno di liquidi. Questo tipo di gonfiore varia molto durante la giornata, tende a peggiorare se rimani a lungo in piedi o seduto, risente del calore estivo e oscilla in base alle fasi del ciclo mestruale. Una dieta eccessivamente ricca di sodio può accentuare questo fenomeno.

I segnali del gonfiore di origine infiammatoria

Il gonfiore causato da un’infiammazione locale o articolare segue un percorso differente rispetto al semplice edema. Il consenso scientifico indica che non si tratta di una fantomatica infiammazione silente che fa trattenere liquidi, ma di una reale risposta del sistema immunitario a carico di strutture specifiche. I tessuti possono apparire dolenti al tatto o rigidi e la sensazione di gonfiore non fluttua rapidamente nell’arco della giornata come accade per i liquidi. Puoi notare una persistente sensazione di calore, un arrossamento o un indolenzimento diffuso che coinvolge le articolazioni, spesso accompagnato da rigidità mattutina. Condizioni mediche specifiche, come le patologie reumatologiche o le infiammazioni acute locali, sono le cause di questo tipo di manifestazioni.

Le abitudini quotidiane per ritrovare l’equilibrio

Per contrastare il ristagno di liquidi puoi agire con efficacia sulle abitudini di ogni giorno. Il movimento regolare è lo strumento più potente: la contrazione dei muscoli delle gambe agisce come una vera e propria pompa idraulica che spinge la linfa e il sangue venoso verso l’alto. Sul piano nutrizionale le linee guida attuali raccomandano di ridurre i cibi ultra-processati e aumentare il consumo di verdura e frutta ricche di potassio, un minerale che aiuta i reni a eliminare il sodio in eccesso. Garantirti un riposo notturno adeguato rimane una raccomandazione valida per la salute generale. Bere acqua a sufficienza durante la giornata supporta la corretta funzione renale ed è fondamentale per l’organismo, sfatando la convinzione errata secondo cui per ridurre il gonfiore si debbano limitare i liquidi.

Quando è opportuno rivolgersi al medico

Se il gonfiore compare improvvisamente, interessa una sola gamba o un solo braccio, o si accompagna a dolore acuto, arrossamento marcato e pelle calda al tatto, è necessario consultare il medico di medicina generale. Questi segnali potrebbero indicare problemi circolatori più seri, come una trombosi o un’infezione cutanea. Se il gonfiore non si risolve con i cambiamenti dello stile di vita o se si associa a difficoltà respiratorie e stanchezza profonda, una valutazione medica permette di escludere patologie cardiache, renali o epatiche e di definire il percorso diagnostico più adatto alle tue esigenze.

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