Macchie bianche sulle unghie? La vera causa non è affatto il calcio

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Se hai una macchiolina bianca sull’unghia, probabilmente qualcuno ti ha già detto che ti manca il calcio. È una di quelle frasi che si tramandano senza che nessuno le verifichi davvero, un po’ come “il freddo fa venire il raffreddore”. E come in quel caso, la realtà è più semplice e meno interessante della leggenda: quelle macchie hanno quasi sempre a che fare con un colpo, non con quello che mangi.

Il nome tecnico è leuconichia puntata, e descrive esattamente questo: piccoli punti o chiazze bianche che compaiono su una o più unghie, spesso senza una ragione apparente. Una revisione della letteratura specialistica sul tema è chiara: queste macchie non sono un indicatore affidabile di carenza di calcio o di ferro nella lamina ungueale. Un piccolo studio condotto su studenti universitari, pur con i suoi limiti, non ha trovato alcun legame tra l’apporto alimentare di calcio e la comparsa di queste macchie.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Da dove arrivano davvero queste macchie

La spiegazione più plausibile è meccanica, non nutrizionale. L’unghia cresce a partire da una zona alla base, chiamata matrice: è lì che le cellule si moltiplicano e si trasformano nel tessuto duro che poi scivola verso l’esterno. Quando la matrice subisce un piccolo trauma della matrice, il processo di formazione della lamina viene disturbato in quel punto preciso, e il risultato è una macchia bianca che emerge settimane dopo.

Il trauma può essere banale al punto da non essere nemmeno ricordato: un urto contro uno spigolo, una manicure troppo energica, l’abitudine di spingere indietro le cuticole, mordersi le unghie. Sui piedi, spesso è la pressione delle scarpe a fare lo stesso lavoro. Non c’è quasi mai un momento preciso da individuare: la macchia arriva, il gesto che l’ha causata è già dimenticato.

Come capire se è la solita macchiolina o qualcos’altro

Un modo pratico per riconoscere la leuconichia puntata vera è osservarne il comportamento nel tempo. Il bianco si trova dentro la lamina stessa, quindi non scompare se premi sull’unghia, a differenza di certe alterazioni che dipendono dal letto sottostante e si schiariscono con la pressione. Con la crescita dell’unghia, la macchia avanza verso la punta fino a essere tagliata via.

Questo secondo punto è anche la risposta alla domanda su cosa fare: nulla, se non aspettare. Le macchie puntiformi da trauma non richiedono trattamento e vengono eliminate dalla normale crescita dell’unghia. Il ricambio completo di un’unghia della mano richiede circa 6-9 mesi, ma una singola macchia raggiunge il bordo libero prima, perché nel frattempo l’unghia continua ad allungarsi. Ridurre manicure aggressive e la manipolazione delle cuticole può limitare la comparsa di nuove macchie, anche se non esiste modo di far sparire prima quella già formata.

Diverso è il caso di una superficie che non è puntiforme ma gessosa, squamosa o friabile su tutta l’unghia: qui il quadro può dipendere da danni cosmetici o da un’onicomicosi superficiale, cioè un’infezione fungina che colonizza gli strati esterni della lamina. Smalti aggressivi, solventi e unghie artificiali possono rovinare la superficie in modo simile a un’infezione, e distinguerli solo guardando non basta: servono un raschiato e un esame di laboratorio prima di iniziare qualsiasi terapia antimicotica.

Quando conviene farsi guardare l’unghia da un medico

Ci sono pattern diversi dalla macchiolina isolata che meritano attenzione. Se il bianco è diffuso su gran parte della lamina, forma una banda che attraversa l’unghia da un lato all’altro, coinvolge molte unghie contemporaneamente o non avanza mai verso la punta nonostante il tempo passi, queste alterazioni meritano una valutazione medica invece di essere liquidate come l’ennesima macchiolina da calcio.

Dietro questi quadri più estesi possono esserci farmaci, esposizioni a sostanze tossiche, condizioni dermatologiche o, più raramente, patologie sistemiche. Non è però il caso di allarmarsi guardando ogni chiazza bianca: questi pattern specifici sono meno comuni della semplice macchiolina puntiforme, e solo un esame clinico può distinguerli davvero. Vale la stessa cautela anche per l’ispessimento, la friabilità, il distacco dell’unghia o un dolore associato: sono questi i segnali che giustificano un consulto, non la macchiolina isolata che sparisce da sola con la crescita.

Tornando alla domanda di partenza: la presenza di macchie puntiformi isolate non giustifica da sola esami del sangue per il calcio né l’assunzione di integratori. Se altri segnali fanno sospettare una reale carenza nutrizionale, la valutazione va fatta su quella base, non sull’aspetto delle unghie.

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