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L’uso dell’incenso accompagna la storia dell’umanità da millenni, con radici religiose, rituali e culturali profondissime.
In passato bruciare resine come franchincenso e mirra poteva avere anche una funzione pratica, ad esempio allontanare insetti o ridurre temporaneamente la carica microbica dell’aria, tuttavia le conoscenze scientifiche attuali raccontano una storia molto meno rassicurante, soprattutto quando l’incenso viene bruciato negli ambienti chiusi.
Cosa produce davvero il fumo di incenso
Dal punto di vista chimico il fumo di incenso è tutt’altro che innocuo.
La combustione genera una miscela complessa di sostanze potenzialmente dannose, tra cui particolato fine e ultrafine, monossido di carbonio, ossidi di azoto, biossido di zolfo, idrocarburi policiclici aromatici e composti organici volatili come benzene e formaldeide.
Un dato particolarmente rilevante è la quantità di particolato emesso. Studi sperimentali hanno mostrato che la combustione dell’incenso può produrre fino a quattro volte più particolato rispetto alle sigarette. Le particelle sono inoltre estremamente piccole, tanto da raggiungere facilmente le porzioni più profonde dei polmoni, dove possono innescare processi infiammatori e danni a lungo termine.
Anche arieggiare l’ambiente non sembra sufficiente.
Durante la combustione dell’incenso, i livelli indoor di formaldeide possono superare i limiti di sicurezza raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, anche con le finestre aperte.
Effetti su polmoni e apparato respiratorio
Le conseguenze respiratorie sono tra le più documentate.
Studi osservazionali condotti su migliaia di bambini seguiti nel tempo hanno evidenziato un’associazione tra esposizione domestica all’incenso e riduzione della funzione polmonare, rallentamento della crescita della capacità respiratoria e aumento di sintomi e malattie respiratorie, inclusa l’asma.
Risultati simili sono stati osservati negli adolescenti esposti quotidianamente al fumo di incenso. Questi dati sono coerenti con il meccanismo biologico noto degli inquinanti da combustione, che agiscono come irritanti cronici delle vie aeree.
Cuore, cervello e altri organi

L’impatto non si limita ai polmoni. Un’esposizione prolungata, per esempio l’uso quotidiano di incenso in casa per decenni, è stata associata a un aumento della mortalità cardiovascolare. Alcune analisi stimano che una quota non trascurabile di decessi per cardiopatia ischemica e ictus possa essere attribuibile a questa abitudine.
Sul versante neurologico, i dati sono altrettanto preoccupanti. In studi su grandi coorti di bambini, l’esposizione domestica all’incenso è risultata associata a un ritardo nel raggiungimento di tappe dello sviluppo neuropsicomotorio, come l’inizio della deambulazione. Negli anziani, l’esposizione cronica è stata collegata a un peggioramento delle prestazioni cognitive e a modificazioni strutturali cerebrali osservabili con tecniche di imaging.
Incenso e rischio di tumori
L’associazione con il cancro è più complessa. L’esposizione occupazionale, come quella dei lavoratori dei templi, è stata collegata a marcatori di danno al DNA. Tuttavia, il legame diretto con il tumore del polmone resta inconclusivo. Esistono invece evidenze più solide di un aumento del rischio di tumori delle vie respiratorie superiori e, nei bambini, di tumori cerebrali in caso di esposizione materna all’incenso.
Esistono alternative sicure?
Le cosiddette versioni “ecologiche” dell’incenso non sembrano risolvere il problema, poiché possono contenere concentrazioni ancora più elevate di alcune sostanze cancerogene. Le principali raccomandazioni che emergono dalla letteratura sono pragmatiche:
- evitare di bruciare incenso in ambienti chiusi
- non usarlo in presenza di bambini, anziani o persone con malattie cardiache o respiratorie
- considerare alternative non basate sulla combustione
Le candele profumate, se utilizzate correttamente, non risultano associate a rischi sanitari significativi. Le soluzioni elettroniche, analoghe al vaping, al momento non possono essere considerate sicure, vista l’incertezza sugli effetti a lungo termine degli aerosol inalati.
In conclusione, alla luce delle evidenze disponibili, bruciare incenso in casa non è una pratica innocua e merita molta più cautela di quanto comunemente si pensi.