Ginocchia che scricchiolano? Spesso non è artrosi, ma carenza di…

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Se ti capita di sentire un rumore simile a un crepitio o a uno schiocco quando sali le scale o ti fletti sulle gambe, sappi che non sei solo. Molte persone dopo i cinquant’anni notano questa novità sonora provenire dalle proprie ginocchia. Spesso questo fenomeno, chiamato crepitio articolare, genera una certa apprensione: potresti temere che le tue articolazioni si stiano “logorando” o che l’artrosi stia avanzando rapidamente. Nella maggior parte dei casi però se il rumore non è accompagnato da dolore o gonfiore si tratta di un fenomeno innocuo, dovuto a bolle d’aria che scoppiano nel liquido sinoviale o a tendini che scivolano sopra le sporgenze ossee.

Il ruolo silenzioso della vitamina D

Esiste un legame tra la salute dell’apparato muscolo-scheletrico e un nutriente spesso dato per scontato: la vitamina D. Superati i 50 anni la capacità della pelle di sintetizzare questa vitamina attraverso l’esposizione solare diminuisce progressivamente. Allo stesso tempo i reni diventano meno efficienti nel convertirla nella sua forma attiva. Il consenso scientifico indica che livelli insufficienti di vitamina D incidono sulla salute delle ossa e sulla forza dei muscoli che circondano le articolazioni.

Carenze marcate di questo ormone possono contribuire alla perdita di tono e forza dei muscoli della coscia, in particolare del quadricipite. Questo muscolo è il principale ammortizzatore del ginocchio. Quando è debole l’articolazione subisce carichi maggiori e movimenti meno precisi, che possono accentuare gli attriti. Mantenere valori adeguati di vitamina D aiuta a preservare la funzione muscolare che sostiene la gamba, sebbene non esista evidenza che l’integrazione elimini di per sé gli scricchiolii.

Come assicurarsi un apporto adeguato

Puoi agire su più fronti per ottimizzare i tuoi livelli di questo nutriente. Il sole rimane la fonte principale, ma con l’avanzare dell’età e l’uso necessario di creme protettive la produzione naturale può non bastare, specialmente nei mesi invernali. L’alimentazione purtroppo offre un contributo limitato, poiché pochi cibi ne sono naturalmente ricchi: i pesci grassi come salmone e sgombro, i tuorli d’uovo e alcuni alimenti fortificati possono aiutare, ma raramente coprono il fabbisogno quotidiano necessario a un adulto.

Le linee guida attuali non raccomandano di misurare i livelli di vitamina D a tappeto nella popolazione generale. L’esame del sangue è riservato a persone con specifici fattori di rischio, come chi soffre di osteoporosi o di patologie da malassorbimento. La supplementazione va valutata con il medico e non rappresenta una cura per i rumori articolari, ma una strategia per mantenere la salute delle ossa e dei muscoli al passare del tempo.

L’importanza del movimento e del peso

La vitamina D lavora meglio se inserita in uno stile di vita attivo. Non basta assumere un integratore se le articolazioni restano immobili. Il movimento è fondamentale perché la cartilagine, non essendo irrorata dal sangue, riceve nutrimento proprio attraverso la compressione e il rilascio che avvengono durante la camminata o gli esercizi mirati. Se le tue ginocchia scricchiolano prova a integrare attività a basso impatto come il nuoto, la bicicletta o lo yoga, che rinforzano i muscoli senza stressare eccessivamente le superfici articolari.

Un altro fattore determinante è il controllo del peso corporeo. Ogni chilo in eccesso esercita una pressione moltiplicata sulle ginocchia a ogni passo. Ridurre anche di poco il carico ponderale può diminuire drasticamente la frequenza dei rumori e il rischio di sviluppare infiammazioni croniche.

Quando i rumori richiedono attenzione medica

Nonostante gli scricchiolii siano solitamente benigni, devi prestare attenzione ad alcuni segnali specifici. Se al rumore si associa un dolore acuto, se noti che il ginocchio appare gonfio o caldo al tatto, o se avverti una sensazione di instabilità o di “blocco” durante il movimento, è opportuno consultare un professionista. Questi sintomi potrebbero indicare una lesione meniscale o un’usura della cartilagine che richiede un approccio diagnostico e terapeutico specifico, che va oltre il semplice supporto nutrizionale.

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