Addio a brutte otturazioni nei denti, la scoperta che cambia tutto

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Uno studio condotto dal professor Alvaro Mata dell’Università di Nottingham apre una prospettiva affascinante e concreta per la rigenerazione dello smalto dentale, un tessuto che finora si credeva incapace di autoripararsi. Il team ha sviluppato un gel biomimetico in grado di ricostruire lo smalto danneggiato, ripristinando la protezione naturale dei denti contro carie, acidi e usura.

Lo smalto: una barriera preziosa ma fragile

Sorriso di donna

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Lo smalto dentale è lo strato esterno, duro e lucido, che riveste i denti e protegge gli strati interni più sensibili, come dentina e polpa. È composto in gran parte da cristalli di idrossiapatite, strutture minerali a base di calcio e fosfato.

Una volta eroso o danneggiato – ad esempio da una dieta acida, da batteri o da traumi – lo smalto non si rigenera naturalmente, poiché non contiene cellule vive.

Le attuali soluzioni preventive, come vernici al fluoro o soluzioni rimineralizzanti, servono solo a rallentare o arrestare il deterioramento, ma non ricostruiscono lo smalto perso. La carie, una volta formatasi, richiede interventi invasivi come l’otturazione.

Il gel che imita la biologia

Nel tentativo di superare questi limiti, il gruppo di Mata ha creato un gel bioattivo basato su una proteina sintetica simile all’amelogenina. Questa proteina è fondamentale nello sviluppo dello smalto durante l’infanzia, poiché guida la crescita organizzata dei cristalli minerali.

Quando il gel viene applicato su denti umani in ambiente controllato (contenente calcio e fosfato, gli stessi elementi presenti nella saliva), favorisce la formazione di una nuova struttura cristallina simile allo smalto naturale.

Il gel agisce in due modi:

  1. Crea un’impalcatura (scaffold) che riempie crepe e microfori nello smalto esistente
  2. Promuove la crescita di nuovi cristalli in continuità strutturale con quelli naturali sottostanti

Una rigenerazione reale e integrata

Le analisi al microscopio elettronico mostrano che, dopo una settimana, si forma uno strato di smalto rigenerato spesso fino a 10 micrometri. La crescita è “epitassiale”: i nuovi cristalli si dispongono con la stessa orientazione geometrica di quelli originari, permettendo una reale integrazione con il tessuto naturale.

Sorprendentemente, il processo funziona anche usando saliva umana donata, che naturalmente contiene calcio e fosfato, non solo in laboratorio. Questo suggerisce che il gel potrebbe agire efficacemente anche in bocca, non solo in ambienti sperimentali.

Verso l’uso clinico

Rispetto a studi precedenti, come quello del 2019 che produceva solo strati superficiali e disorganizzati, questo nuovo gel ricostruisce anche gli strati più profondi dello smalto, migliorando significativamente la qualità del tessuto rigenerato.

I trial clinici sull’uomo sono previsti per l’inizio del 2026, e Mata ha già fondato una startup, Mintech-Bio, con l’obiettivo di rendere disponibile un primo prodotto destinato all’uso odontoiatrico professionale entro la fine del 2026.

Quali sono le implicazioni?

Se i dati sperimentali saranno confermati negli studi clinici, questo gel potrebbe rappresentare un cambiamento radicale nella prevenzione e nel trattamento della carie dentale:

  • Potrebbe evitare otturazioni in fase precoce, favorendo una riparazione naturale
  • Offrirebbe una soluzione non invasiva e biologicamente integrata
  • Potrebbe essere usato anche in pazienti con iper-sensibilità dentale dovuta a esposizione della dentina

In attesa della disponibilità clinica, i risultati rappresentano un passo avanti significativo nella medicina rigenerativa applicata alla salute orale.

Fonte: NewScientist

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