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A partire dal 2026, in tutta l’Unione Europea entreranno in vigore nuove regole per miele, succhi di frutta e confetture.
Si tratta del recepimento della cosiddetta Direttiva “Breakfast”, una normativa europea che punta ad aumentare la trasparenza, la tracciabilità e la qualità dei prodotti alimentari di largo consumo, spesso presenti sulle nostre tavole.
Il decreto legislativo è stato approvato in Italia nell’ottobre 2025 e comporta modifiche concrete all’etichettatura e alla composizione di questi alimenti. Vediamo, punto per punto, cosa cambia.
Miele: più trasparenza sulle origini

Il miele è uno degli alimenti più soggetti a frodi alimentari, soprattutto a causa delle miscele di origine incerta che arrivano da Paesi extra-europei. La nuova normativa impone regole molto più stringenti in merito all’origine del prodotto:
- Obbligo di indicare tutti i Paesi di provenienza delle miscele di miele confezionato.
- Se sono presenti più Paesi di origine, questi vanno elencati in ordine decrescente rispetto alla percentuale di contributo.
- È obbligatorio indicare le percentuali precise dei singoli mieli, tranne nel caso in cui almeno quattro Paesi rappresentino insieme almeno il 60% del contenuto totale.
- Cambia anche la dicitura di “miele filtrato”, che verrà sostituita da “miele ad uso industriale”, per evitare che un prodotto destinato a uso esclusivamente culinario venga scambiato per miele da tavola.
Queste misure intendono proteggere il miele italiano, che è di alta qualità ma spesso messo in difficoltà da prodotti esteri più economici e meno controllati. Ricordiamo che l’Italia produce circa 24.000 tonnellate di miele all’anno, un comparto che ha bisogno di trasparenza per essere tutelato.
Succhi di frutta: meno zuccheri, più chiarezza
Una delle principali novità riguarda la riduzione degli zuccheri nei succhi di frutta, un tema cruciale in termini di salute pubblica. La direttiva introduce tre nuove categorie:
- Succo di frutta a tasso ridotto di zuccheri
- Succo di frutta da concentrato a tasso ridotto di zuccheri
- Succo di frutta concentrato a tasso ridotto di zuccheri
Per essere classificati come tali, questi prodotti devono contenere almeno il 30% in meno di zuccheri rispetto al corrispettivo standard. È un cambiamento importante, soprattutto in un contesto in cui il consumo eccessivo di zuccheri è uno dei principali fattori di rischio per obesità, diabete tipo 2 e patologie cardiovascolari.
La nuova classificazione aiuterà i consumatori a identificare con più facilità i prodotti con un profilo nutrizionale migliore, senza dover decifrare etichette spesso poco trasparenti.
Confetture: più frutta, meno zuccheri vuoti
Le confetture (chiamate comunemente “marmellate”, anche se in Italia la denominazione “marmellata” è riservata ai prodotti a base di agrumi) saranno soggette a requisiti più stringenti sulla quantità minima di frutta. Le nuove soglie sono:
- Confetture: da 350 g a 450 g di frutta per kg (dal 35% al 45%)
- Confetture extra: da 450 g a 500 g di frutta per kg (dal 45% al 50%)
Questo significa che i produttori dovranno usare più frutta e meno zucchero aggiunto, un passo avanti sia dal punto di vista nutrizionale che della qualità organolettica.
Vale la pena sottolineare che molte confetture italiane superano già di fatto questi standard minimi, e quindi la direttiva potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo per il comparto agroalimentare nazionale, stimolando anche la domanda di frutta fresca.
Fonte: Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste