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Dopo i 60 anni capita spesso di iniziare una statina per il colesterolo e, poco dopo, di avere disturbi che rendono faticoso continuare. A quel punto la domanda nasce quasi da sola: se cambio il modo in cui mangio, posso farne a meno?
Il cibo conta davvero. Un’alimentazione di tipo mediterraneo contribuisce alla prevenzione di infarto e ictus, ma funziona accanto alla terapia, non al suo posto. Le prove disponibili non mostrano che la dieta compensi la sospensione di un farmaco che il medico ritiene indicato.
C’è poi un aspetto che cambia la prospettiva. Non tollerare una statina, o una certa dose, non significa automaticamente non poter seguire alcuna cura. Prima però conviene capire fin dove arriva il piatto.

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Quanto può fare l’alimentazione sul rischio di infarto
Le prove più solide riguardano interi modi di mangiare, non singoli cibi. Un’ampia analisi ha riunito 40 studi e oltre 35.000 persone a rischio cardiovascolare aumentato. I suoi risultati indicano che i programmi alimentari di tipo mediterraneo probabilmente riducono mortalità, infarto non fatale e ictus rispetto a interventi minimi.
Molti di quei programmi comprendevano anche sostegno comportamentale, attività fisica o altre cure. Per questo il beneficio va attribuito all’insieme, non a un ingrediente. Nessuno di questi studi riguardava specificamente persone oltre i 60 anni che non tollerano le statine.
Uno degli studi più noti ha seguito persone fra 55 e 80 anni ad alto rischio ma ancora senza malattie cardiovascolari. Il confronto riguardava un modo di mangiare completo, con consulenza dietetica e fornitura di olio extravergine o frutta a guscio. Non si trattava quindi di aggiungere qualche noce a una dieta rimasta uguale.
Qui conviene tenere separati abbassare il colesterolo e ridurre gli infarti. Il primo risultato si legge negli esami del sangue, il secondo riguarda la tua salute negli anni. Sui grassi saturi, per esempio, ridurli a lungo probabilmente diminuisce gli eventi cardiovascolari nel complesso. Un effetto sulla mortalità, invece, finora non è stato dimostrato.
Sostituire, non aggiungere
Per migliorare i grassi nel sangue, le linee guida europee seguono un principio semplice: togliere qualcosa per mettere altro. Burro, strutto e cibi ricchi di grassi saturi lasciano spazio a fonti di grassi insaturi, insieme a legumi, cereali integrali, pesce e frutta a guscio. Ecco qualche scambio concreto coerente con queste indicazioni:
- olio d’oliva al posto del burro;
- legumi al posto di parte dei salumi;
- pesce al posto di parte delle carni grasse.
Nessuno di questi scambi, da solo, garantisce una percentuale precisa di infarti in meno. Conta il modo di mangiare nel suo insieme.
Legumi, avena, orzo, frutta e verdura portano anche fibre. Quelle solubili, in particolare, aiutano a contenere il colesterolo, e per questo questi alimenti rientrano fra le scelte raccomandate. Le fibre però non si equivalgono tutte, e nessuna porzione specifica assicura un calo prestabilito del colesterolo LDL, quello comunemente chiamato “cattivo”.
Se la statina ti dà disturbi, le possibilità non finiscono lì
L’intolleranza alle statine può essere parziale o completa. Avere disturbi con un farmaco o con una certa dose non dimostra che nessuna statina sia adatta a te. Per parlare di vera intolleranza, la definizione clinica richiede di averne provate almeno due, una delle quali alla dose giornaliera più bassa approvata.
Il medico può cambiare molecola, dose o frequenza di assunzione e cercare fattori correggibili che peggiorano i sintomi. I disturbi vanno presi sul serio: l’aspettativa negativa può contribuire, ma non spiega ogni caso.
Se le statine non sono proprio utilizzabili, resta comunque più della sola dieta. Le linee guida europee prevedono terapie non statiniche con beneficio cardiovascolare dimostrato, come ezetimibe, anticorpi anti-PCSK9 e acido bempedoico. Si usano da sole o in combinazione, in base al rischio e a quanto serve abbassare l’LDL.
Anche gli anni, da soli, non decidono. Proseguire o modificare una terapia non dipende soltanto dall’età anagrafica. Contano anche il rischio cardiovascolare, la fragilità, le altre malattie, i farmaci che già prendi e le tue preferenze. Cambia molto se hai già avuto un infarto o un ictus oppure se l’obiettivo è prevenirne un primo.
Se hai disturbi durante la terapia, parlane con chi te l’ha prescritta invece di sospenderla o modificarla da solo. È il modo per arrivare a uno schema che riesci a tollerare o a un’alternativa adatta a te.
Perché il riso rosso fermentato non è una scorciatoia
Quando una statina dà problemi, un integratore “naturale” può sembrare una via di mezzo. Il riso rosso fermentato contiene monacolina K, che in una delle sue forme è chimicamente identica alla lovastatina, cioè a una statina.
I dati disponibili non permettono di indicare una dose giornaliera di monacoline priva di rischi, nemmeno sotto i 3 milligrammi. Sono stati segnalati danni gravi ai muscoli e al fegato. Non si sa con precisione quanto spesso accadano. Resta però il fatto che lo prendi al di fuori di qualsiasi controllo medico.
Per gli altri prodotti il ragionamento è simile. Per ridurre il rischio cardiovascolare, le linee guida europee sconsigliano integratori e vitamine privi di sicurezza documentata e di un effetto rilevante sull’LDL. Olio, legumi e frutta a guscio, invece, restano alimenti di un modo di mangiare, non prodotti da assumere a dosi.
Il piatto mediterraneo, costruito con sostituzioni più che con aggiunte, contribuisce a ridurre il tuo rischio cardiovascolare in modo reale ma limitato. Il resto dipende dal rischio da cui parti e da come rispondi ai farmaci. Un disturbo con la prima statina è quindi un buon motivo per riparlarne con il medico, non per interrompere la cura.
Fonti
- Comparison of seven popular structured dietary programmes and risk of mortality and major cardiovascular events in patients at increased cardiovascular risk: systematic review and network meta-analysis – PMC
- Top Take-Home Messages for Geriatric Clinicians Guideline on the Management Dyslipidemia
- Primary Prevention of Cardiovascular Disease with a Mediterranean Diet Supplemented with Extra-Virgin Olive Oil or Nuts – PubMed
- 2019 ESC/EAS guidelines for the management of dyslipidaemias_ Lipid modification to reduce cardiovascular risk
- Dietary supplements – EAS
- NLA Statement on Statin Intolerance | NLA
- 2025 Focused Update of the 2019 ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias – EAS
- Scientific Opinion on additional scientific data related to the safety of monacolins from red yeast rice submitted pursuant to Article 8(4) of Regulation (EC) No 1925/2006 – – 2025 – EFSA Journal – Wiley Online Library
- bond.edu.au
- Effect of cutting down on the saturated fat we eat on our risk of heart disease | Cochrane
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