Depurare il fegato e perdere 3 Kg in 72 ore: si può fare?

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Ieri, scorrendo distrattamente i social, mi è comparso un titolo che mi ha colpito per la sua promessa e pericolosa semplicità: “Depurare il fegato e perdere 3 kg in 72 ore: si può fare!”.

Sembra la solita frase ad effetto pensata per catturare l’attenzione, e lo è.

Ma il vero problema non è solo l’eccesso comunicativo: è che questa affermazione non ha alcuna base scientifica, e può contribuire a creare confusione, alimentare false credenze e, nel peggiore dei casi, indurre comportamenti dannosi per la salute.

Il fegato: un organo che non ha bisogno di “depurazioni”

Uomo che si tocca il fianco e in sovraimpressione un fegato infiammato

Shutterstock/2262253787

Il fegato è l’organo principale della detossificazione dell’organismo. Ogni giorno elabora farmaci, alcol, scarti metabolici, ormoni, tossine alimentari e molto altro. Lo fa in modo automatico e straordinariamente efficiente, senza alcun bisogno di “depurazioni” esterne.

Quando si parla di “depurare il fegato”, ci si riferisce in genere a:

  • diete liquide a base di succhi, centrifugati o tisane;
  • digiuni più o meno prolungati;
  • integratori a base di carciofo, cardo mariano, curcuma, ecc.

Ma nessuna evidenza clinica ha mai dimostrato che queste pratiche migliorino la funzionalità epatica in individui sani. Al contrario, in alcune situazioni possono addirittura peggiorarla.

La perdita di peso rapida è (quasi sempre) una perdita di acqua

Perdere 3 kg in 72 ore può sembrare un traguardo impressionante, ma nella maggior parte dei casi non si tratta affatto di grasso corporeo.

La perdita di peso così rapida è spesso dovuta a:

  • riduzione drastica dei carboidrati → minor glicogeno epatico e muscolare → perdita di acqua (1 g di glicogeno lega 3-4 g di acqua);
  • dieta iposodica o diuretica → aumento della diuresi;
  • digiuno o semi-digiuno → svuotamento intestinale.

Il risultato? Sì, la bilancia segna meno. Ma non si è né dimagriti né depurati. E quei chili torneranno presto (spesso con gli interessi).

I rischi delle “diete detox” estreme

Promettere dimagrimenti rapidi attraverso “depurazioni epatiche” è non solo scientificamente infondato, ma potenzialmente pericoloso. Alcuni dei rischi associati a queste pratiche includono:

  • ipoglicemia (soprattutto in chi assume insulina o farmaci ipoglicemizzanti);
  • disidratazione;
  • squilibri elettrolitici;
  • perdita di massa muscolare;
  • effetto yo-yo sul peso, con peggioramento del metabolismo.

Inoltre, nei soggetti con malattie epatiche reali (come epatiti, steatosi, cirrosi), alcune sostanze usate nelle “cure detox” possono essere epatotossiche.

Esiste un modo “scientifico” per aiutare il fegato?

Sì. Ma è molto meno spettacolare e molto più lento di quanto promettono i social. Le vere strategie protettive per il fegato sono:

  1. astensione o drastica riduzione dell’alcol;
  2. controllo del peso corporeo;
  3. attività fisica regolare (almeno 150 minuti a settimana);
  4. corretta alimentazione, con ridotto consumo di zuccheri, grassi saturi e alimenti ultraprocessati;
  5. vaccinazioni appropriate (epatite A e B, se indicate);
  6. monitoraggio medico, se si hanno fattori di rischio epatici (come diabete, dislipidemia, obesità viscerale).

Nessun tè miracoloso, nessun integratore “sciogli-grasso”, nessun succo verde potrà mai sostituire uno stile di vita equilibrato e sostenibile.

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