Non riesci a dormire? L’errore a cena che alza il cortisolo

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Girarsi nel letto per ore cercando di prendere sonno è una sensazione frustrante che ti sarà capitato di provare. Tra i fattori fisiologici che regolano il riposo ha un ruolo centrale un ormone chiamato cortisolo, noto per il suo coinvolgimento nella risposta allo stress. La sera questo ormone dovrebbe scendere ai livelli minimi per assecondare il fisiologico aumento della melatonina, la sostanza che segnala al cervello che è arrivato il momento di dormire. Quando il cortisolo resta elevato nelle ore serali, il corpo rimane in uno stato di allerta. Le scelte alimentari che fai a cena possono influenzare in modo concreto questo equilibrio ormonale.

Il ruolo del cortisolo e del ritmo circadiano

In condizioni fisiologiche ideali la produzione di cortisolo segue un ritmo preciso nelle ventiquattro ore. Raggiunge il punto più alto al mattino per aiutarti ad affrontare le attività della giornata e cala gradualmente fino a toccare il livello più basso intorno a mezzanotte. Lo stress accumulato, le scadenze lavorative o un’alimentazione sbilanciata possono alterare questo andamento naturale. Se arrivi al momento di coricarti con livelli di cortisolo ancora alti, il tuo sistema nervoso interpreta questo segnale come una situazione di potenziale pericolo, ostacolando l’addormentamento e la continuità del sonno.

Perché la glicemia influenza il tuo sonno

Il tipo di alimenti che scegli per la cena incide in modo diretto sulla stabilità del glucosio nel sangue. Se consumi un pasto sbilanciato a favore di zuccheri semplici o farine molto raffinate, la glicemia sale rapidamente per poi crollare nelle ore successive. Questo rapido calo, noto come ipoglicemia reattiva, viene percepito dall’organismo come un segnale di allarme. Per ripristinare i livelli di zucchero necessari al cervello, le ghiandole surrenali rilasciano cortisolo e adrenalina. Questo picco ormonale notturno può causare risvegli improvvisi, sensazione di calore o un’agitazione che rende difficile riprendere sonno.

Cosa mettere nel piatto la sera

Per favorire il rilassamento e mantenere stabile la glicemia durante la notte, la composizione del pasto serale richiede un preciso equilibrio tra i nutrienti.

  • Una quota moderata di carboidrati complessi integrali, come riso nero, avena, orzo o patate dolci, aiuta a mantenere costante lo zucchero nel sangue. I carboidrati complessi stimolano una modesta secrezione di insulina, che facilita l’ingresso del triptofano nel cervello. Questo amminoacido è il precursore fondamentale per la sintesi della serotonina e della melatonina.
  • L’associazione con una porzione di proteine magre, come pesce, carni bianche, uova o legumi, rallenta l’assorbimento degli zuccheri e prolunga la sazietà.
  • L’inserimento di verdure a foglia verde o frutta secca apporta buone quantità di magnesio, un minerale che contribuisce alla distensione muscolare e alla riduzione dell’eccitabilità nervosa.

Le abitudini a tavola che ostacolano il riposo

Alcuni comportamenti serali rischiano di vanificare i benefici di una dieta equilibrata. Cenare troppo tardi o consumare pasti eccessivamente abbondanti e ricchi di grassi saturi affatica i processi digestivi, innalzando la temperatura corporea profonda che invece dovrebbe scendere per facilitare il sonno. Le bevande alcoliche, pur causando un’iniziale sonnolenza, alterano la struttura del riposo e favoriscono il rilascio di ormoni dello stress nella seconda parte della notte. Se noti una particolare sensibilità al risveglio notturno, è utile anche sospendere l’assunzione di caffeina dal primo pomeriggio e distanziare la cena dal momento di andare a dormire di almeno due o tre ore.

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