Hai le unghie rigate? Ecco cosa rivelano sulla tua salute interna

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Ti sarà capitato di osservare le tue unghie e notare piccoli cambiamenti nella loro trama o nella loro resistenza. Forse sono comparse delle sottili linee in rilievo o forse hai notato che si spezzano con una facilità insolita. È naturale provare un pizzico di preoccupazione in questi casi e chiedersi se il corpo stia cercando di inviare un segnale sulla tua salute interna, magari riguardo alla circolazione o a ciò che mangi. Le unghie sono composte principalmente da cheratina, una proteina resistente, e la loro crescita dipende strettamente dall’apporto di nutrienti e ossigeno che ricevono dal sangue.

Le righe verticali e il passare del tempo

Le rigature che corrono longitudinalmente, dalla base verso la punta, sono tra le alterazioni più comuni. Nella grande maggioranza dei casi non devono allarmarti perché rappresentano un normale segno dell’invecchiamento fisiologico, un po’ come le rughe che compaiono sulla pelle. Con gli anni il ricambio cellulare rallenta e le unghie faticano a trattenere l’umidità e gli oli naturali.

Questa perdita di idratazione rende la superficie meno omogenea. Se noti queste linee su tutte le dita in modo uniforme si tratta probabilmente di un cambiamento legato all’età o a una predisposizione genetica. Puoi migliorare la situazione proteggendo le mani dal contatto eccessivo con l’acqua e applicando regolarmente creme emollienti o oli specifici che aiutano a sigillare l’umidità nella lamina ungueale.

Solchi orizzontali e segnali sistemici

Un discorso diverso va fatto se noti dei solchi che attraversano l’unghia orizzontalmente. Queste linee, note tecnicamente come linee di Beau, indicano che la crescita dell’unghia si è temporaneamente interrotta. Questo accade perché il corpo, di fronte a uno stress significativo, decide di dare priorità alle funzioni vitali sottraendo energia alla produzione di cheratina.

Un’interruzione di questo tipo può verificarsi dopo una febbre molto alta, una polmonite o in seguito a periodi di forte stress fisico e metabolico. Se vedi queste righe su tutte le unghie contemporaneamente è probabile che il tuo organismo stia recuperando da un evento che ha richiesto molte risorse. Se invece riguardano un solo dito la causa è spesso un trauma localizzato alla matrice dell’unghia, quella zona nascosta sotto la cuticola dove nasce il tessuto nuovo.

Fragilità e carenze nutrizionali

Se le tue unghie sono diventate fragili, si sfaldano a strati o si spezzano appena crescono di pochi millimetri, potresti avere una carenza di nutrienti essenziali. Il ferro è uno degli elementi più importanti per la salute delle unghie. Quando i livelli di ferro o ferritina sono bassi l’ossigeno non raggiunge correttamente le estremità e l’unghia perde la sua robustezza, arrivando a volte ad assumere una forma concava, a cucchiaio.

Vitamine e minerali partecipano al mantenimento dei tessuti, ma il consenso scientifico indica che l’assunzione di integratori a base di biotina o zinco non migliora la salute delle unghie in assenza di una carenza clinica documentata. Un’alimentazione povera di proteine può influire negativamente perché mancano i mattoni fondamentali per costruire la cheratina. Spesso basta correggere la dieta introducendo una varietà maggiore di legumi, verdure a foglia verde, frutta a guscio e proteine magre per garantire il giusto apporto nutrizionale, anche se dovrai avere pazienza: l’unghia impiega diversi mesi per rinnovarsi completamente.

Il legame con la circolazione e l’ossigeno

Il colore e la forma delle unghie possono talvolta offrire indizi sul funzionamento del sistema circolatorio. Una circolazione periferica meno efficiente può rendere le unghie più pallide o conferire un colore bluastro alle estremità, specialmente quando fa freddo. Questo accade perché i piccoli vasi sanguigni che nutrono il letto ungueale trasportano meno sangue ossigenato.

Se noti che la punta delle dita appare ingrossata e le unghie si curvano vistosamente verso il basso, una condizione nota come ippocratismo digitale, è opportuno consultare il medico. Questo cambiamento può essere associato a difficoltà croniche nella gestione dell’ossigeno da parte dei polmoni o del cuore. Monitorare questi segnali non serve a spaventarsi ma a conoscere meglio il proprio corpo e a capire quando è il momento di un controllo professionale per escludere problematiche respiratorie o cardiovascolari.

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