Ogni quanto controllare la vista dopo i 60 anni? No, non è uguale

Ultima modifica

Preferisci ascoltare il riassunto audio? Abbiamo scelto una voce realizzata con strumenti avanzati IA per rendere rendere i nostri testi subito accessibili a tutti

Superati i 60 anni, programmare un controllo della vista è una buona idea, ma cercare un calendario identico per chiunque porta fuori strada. La frequenza giusta dipende più dal tuo profilo di rischio individuale che dalla sola data di nascita, e vedere bene da vicino o da lontano non basta a garantire che il fondo dell’occhio sia sano.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Ogni quanto programmare i controlli in base alla tua salute

Per chi non ha disturbi né fattori di rischio particolari, le indicazioni di riferimento provengono dalle linee guida statunitensi e servono come orientamento, non come scadenze fisse del nostro sistema sanitario. L’American Academy of Ophthalmology suggerisce un controllo completo ogni 1-3 anni tra i 55 e i 64 anni e ogni 1-2 anni dai 65 anni in poi, mentre il National Eye Institute propone la cadenza di 1-2 anni già a partire dai 60 anni.

Questi intervalli nascono dal consenso clinico, ma gli studi non dimostrano che controllarsi ogni anno sia universalmente superiore a farlo ogni due. Anche per questo, la U.S. Preventive Services Task Force giudica insufficienti le evidenze per stabilire il bilancio tra benefici e rischi di uno screening della vista negli over 65 senza sintomi: un giudizio che riguarda però i test di base fatti dal medico di famiglia e non sminuisce il valore di una visita specialistica o dei controlli mirati.

La cadenza cambia infatti in modo netto quando entrano in gioco condizioni specifiche. In presenza di diabete di tipo 2, l’American Diabetes Association raccomanda una prima visita completa subito alla diagnosi e poi controlli generalmente annuali.

Soltanto dopo uno o più esami annuali normali e con una glicemia ben controllata, l’oculista può decidere di allungare l’intervallo a due anni. Se invece compaiono segni di retinopatia o altre patologie oculari già diagnosticate, i controlli restano almeno annuali o diventano ancora più ravvicinati in base all’evoluzione clinica.

Cosa comprende davvero il controllo della retina

Sapere quando prenotare serve a poco se non è chiaro che cosa deve succedere nello studio medico. Leggere le lettere sul tabellone o aggiornare le lenti degli occhiali misura soltanto l’acuità visiva, ma lascia del tutto inesplorata la salute interna dell’occhio.

Per osservare la retina serve un esame con dilatazione pupillare, eseguito applicando delle gocce che allargano temporaneamente la pupilla. Questa procedura permette al medico di guardare il fondo dell’occhio e individuare malattie prive di sintomi nelle loro fasi iniziali.

Molti pensano che superati i 60 anni sia necessario sottoporsi ogni volta a una tomografia a coerenza ottica (OCT), a fotografie del fondo oculare o a un’angiografia. In realtà, questi esami strumentali sono accertamenti aggiuntivi: l’oculista li sceglie e li richiede solo se la tua storia medica o ciò che osserva durante la visita lo rendono opportuno, senza che costituiscano un pacchetto standard obbligatorio per tutti.

I segnali che richiedono di non aspettare l’appuntamento

Anche la programmazione più attenta passa in secondo piano se la vista cambia all’improvviso. Alcuni disturbi visivi non vanno mai rimandati al controllo periodico, perché possono indicare un problema acuto della retina o della macula che richiede di anticipare subito i tempi.

Questi sono i cambiamenti visivi per cui è necessario agire tempestivamente, pur ricordando che servono a motivare il controllo e non rappresentano da soli una diagnosi:

  • La comparsa improvvisa o un netto aumento di punti neri mobili (le cosiddette “mosche volanti”), la percezione di lampi luminosi o la sensazione di una tenda scura che copre parte del campo visivo: sono segnali che possono indicare un distacco di retina e richiedono una valutazione immediata dall’oculista o in pronto soccorso.
  • La visione di linee rette percepite come ondulate o storte, come lo stipite di una porta o le fughe delle piastrelle: è un possibile campanello d’allarme della degenerazione maculare legata all’età e impone di contattare subito lo specialista.

La degenerazione maculare può comunque rimanere silenziosa non solo all’inizio, ma anche nelle fasi intermedie, confermando perché l’assenza di disturbi non sostituisce l’osservazione diretta del fondo oculare. Quando vai a fare la visita programmata, tieni infine conto di un dettaglio pratico: le gocce usate per allargare la pupilla provocano vista annebbiata e fastidio alla luce per alcune ore. Porta con te gli occhiali da sole e organizzati con un accompagnatore per il rientro a casa, così da trasformare il controllo in un’abitudine sicura oltre che utile.

Fonti

Tutte le news di The WOM Healthy su Google

Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.

Seguici su Google
Articoli in evidenza