Tagliare le unghie dei piedi dopo i 60 anni? No, non è come pensi

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Ti hanno detto che dopo i 60 anni bisogna cambiare il modo di tagliare le unghie dei piedi per evitare infiammazioni? Non è così: non esiste una tecnica di taglio diversa che scatti a una certa età. Quello che cambia, spesso, è la situazione intorno al gesto: unghie più spesse, vista meno precisa, meno agilità nel raggiungere i piedi. È questo insieme di fattori, non un compleanno, a rendere il taglio più delicato. Allora la domanda giusta non è “come tagliare dopo i 60” ma “come tagliare bene, e quando farsi aiutare”.

Tagliare le unghie

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La tecnica che riduce davvero il rischio

La raccomandazione condivisa da dermatologi e società sanitarie è semplice: tagliate diritte, senza arrotondare gli angoli e senza scavare i lati. Questo taglio serve a un obiettivo preciso, non a prevenire qualsiasi disturbo del piede: tagliate diritte le unghie riduce la probabilità che il margine laterale penetri nella pelle, che è poi il meccanismo alla base dell’unghia incarnita.

Va evitato anche l’errore opposto, tagliare troppo corto. Le unghie non devono essere tagliate troppo corte: i margini laterali devono restare visibili e appoggiare liberamente sulla pelle. Se scendi sotto la punta del dito, la pressione della scarpa può spingere l’unghia dentro il tessuto molle esattamente come farebbe un bordo scavato.

Non esiste un numero di millimetri di riferimento valido per tutti, e nemmeno una cadenza fissa da rispettare ogni tot settimane: la crescita dell’unghia varia da persona a persona e tende a rallentare con l’età. Il criterio pratico resta uno solo: taglio dritto, non troppo corto, angoli intatti.

Cosa cambia quando le unghie si ispessiscono

Con gli anni le unghie dei piedi tendono a diventare più spesse e più difficili da tagliare in un solo colpo. Qui la tecnica si adatta, non cambia obiettivo: conviene procedere con piccoli tagli successivi invece che con un taglio unico, e rifinire poi con una lima.

Tagliare dopo il bagno o la doccia, quando l’unghia è ammorbidita dall’umidità, rende l’operazione più semplice. Basta asciugare bene il piede subito dopo. Chi ha diabete o pelle fragile dovrebbe invece evitare l’ammollo prolungato: lasciare i piedi a bagno può seccare la cute invece di proteggerla, un dettaglio che vale la pena ricordare visto quanto spesso si consiglia il contrario.

Dopo il taglio, un passaggio finale utile è lisciare delicatamente gli spigoli con la lima, così che non si impiglino nelle calze o graffino la pelle vicina. Le cuticole vanno lasciate intatte: hanno una funzione protettiva e rimuoverle apre una porta a microrganismi che altrimenti resterebbero fuori.

Quando conviene farsi aiutare

Le modificazioni delle unghie legate all’età, insieme a difficoltà di vista o di movimento, possono rendere il gesto oggettivamente più rischioso, anche se nessuno studio fissa i 60 anni come soglia clinica precisa. Chi non riesce a vedere, raggiungere o sentire bene i piedi, oppure ha unghie molto spesse, giallastre o ricurve, fa bene a far valutare il taglio da un podologo. Non significa che chiunque abbia superato i 60 anni debba delegare per forza: significa riconoscere quando la propria situazione lo richiede.

Il discorso cambia peso in presenza di diabete, perdita di sensibilità, cattiva circolazione, ulcere o amputazioni pregresse. Queste condizioni aumentano le conseguenze potenziali di un piccolo taglio accidentale, che in un piede sano guarirebbe senza problemi e in un piede a rischio può diventare una porta d’ingresso per un’infezione seria. Non tutte le persone con diabete devono rinunciare al taglio autonomo, ma chi ha un piede già fragile o un’unghia incarnita non dovrebbe intervenire da solo.

I segnali che meritano attenzione subito

Un dito rosso, gonfio, caldo o doloroso, soprattutto se presente pus, non va gestito continuando a tagliare il bordo dell’unghia da soli: è il momento di chiedere una valutazione sanitaria. Febbre, brividi o un peggioramento rapido rendono il consulto più urgente, e nelle persone con diabete anche un arrossamento o un gonfiore inspiegato meritano di essere controllati senza aspettare.

Vale la pena ricordarlo anche perché il taglio corretto, per quanto utile, non elimina tutti i fattori che portano a un’unghia incarnita: scarpe troppo strette, traumi ripetuti, la curvatura naturale dell’unghia e alcune condizioni della pelle possono favorirla comunque. Una tecnica di taglio attenta riduce il rischio, non lo azzera, e questo è probabilmente il modo più onesto per guardare a un gesto quotidiano che sembra banale solo finché non va storto.

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